martedì 3 gennaio 2012

FIRMA L'APPELLO:
"VATTANI VATTENE"
Leggete gli articoli qui sotto riportati, 
diffondete e firmate l'appello 
perchè l'Italia non sia rappresentata 
da un diplomatico fascista!!
Licenziare il Console Vattani.
di Cecilia BRIGHI, Dipartimento Internazionale CISL
Fonte: articolo21.org


La ripresa di credibilità internazionale del nostro paese è uno dei pilastri dell’impegno del governo Monti. Una credibilità pesantemente incrinata negli ultimi anni dalle posizioni e dalle uscite poco felici del precedente governo.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento alla Conferenza degli ambasciatori, tenutasi alla Farnesina subito prima del Natale, aveva sottolineato tra l’altro come “un ritorno autorevole dell’Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia degli incontri ristretti è in atto” e come per chi rappresenta l’Italia nei tanti paesi “essere all’altezza del grande patrimonio di civiltà e dei periodi luminosi della nostra storia è al tempo stesso un’alta e gravosa responsabilità”.
Queste importanti dichiarazioni cozzano fragorosamente con quanto denunciato in questi giorni dall’Unità e da Repubblica, relativamente al gravissimo comportamento fascista del neo Ministro plenipotenziario e Consigliere Generale Mario Vattani.
Vattani, di cui sono noti gli stretti legami con il leader del gruppo fascista Casa Pound: Gianluca Iannone; nel suo curriculum non vanta grandi imprese per l’Italia, ma solo azioni per nulla dignitose come la partecipazione alla band fascista “i Sottofasciasemplice” e l’incisione di dischi per l'etichetta Rupe Tarpea (basta farsi un giro in internet per capire che si parla di gruppi di estrema destra) e ai concerti del gruppo fascista a Casa Pound. Come ricordato dall’On. Morassut, "in Rete circolano alcuni video di sue esibizioni dove si inneggia alla Repubblica di Salò e alla bandiera nera, affermando che la Repubblica Italiana è fondata sui valori degli epuratori".
La carriera diplomatica del giovane Vattani, di cui non si conoscono altri pregi che quello di essere figlio dell’Ambasciatore Umberto Vattani, è stata brillante e velocissima. Subito in sedi diplomatiche autorevoli come l’Ambasciata d’Italia negli USA, come Primo Segretario Commerciale con competenze per agricoltura, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale! E poi Console al Cairo, Consigliere diplomatico del Ministro dell’Agricoltura e del sindaco di Roma Alemanno e a marzo, premiato, non si sa bene per quali successi, con la nomina a Ministro plenipotenziario e Console generale ad Osaka.
Ogni volta che è emersa qualche denuncia circa il suo comportamento fascista il tutto è stato rapidamente insabbiato. Ci auguriamo che questa volta il Ministro degli Esteri Terzi faccia rispettare fino in fondo i dettati della nostra Costituzione e decida non solo l’allontanamento dalla sede diplomatica italiana ma anche il licenziamento del Console Mario Vattani per ignominia.
I valori democratici e antifascisti su cui si fonda il nostro paese e la nostra costituzione, conquistati con dure lotte e con sacrificio della vita e della libertà da parte dei nostri padri e delle nostre madri, durante il fascismo e la Resistenza, non possono essere calpestati, soprattutto da un diplomatico, che dovrebbe rappresentare il Paese all’estero. L’antifascismo non è un valore del passato, ma è un valore che racchiude in se la lotta al razzismo, alle discriminazioni, alla cultura della violenza in Italia e negli altri paesi.
Va ricordato al Ministro Terzi che il comportamento di Mario Vattani è passibile di condanna penale secondo la Legge n. 205 del 25 giugno 1993, comunemente chiamata Legge Mancino. La legge infatti punisce: con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
La legge punisce inoltre chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni." L’articolo. 2 stabilisce che "chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi" come sopra definiti "è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila."
La legge esiste e va applicata, Il nostro Paese merita di essere rappresentato da una diplomazia leale e fedele ai valori della democrazia, della pace, della non discriminazione e dei diritti umani. E’ ora di voltare pagina anche alla Farnesina e di far si che non solo la Politica torni ad avere un profilo alto, ma anche tutta la Diplomazia, abbandonando la logica di casta che troppo spesso sino ad oggi l’ha alimentata.
Anche dalle scelte sul futuro del Ministro Vattani si verificherà la serietà di questo governo.



Console nazirock, succede solo in Italia.
di Giuseppe Giulietti
fonte: il fattoquotidiano.it
Ma in quale caspita di Paese può accadere che un diplomatico, console generale in Giappone, possa esibirsi in un locale come cantante nazirock, accolto dai militanti di casa Pound e da tante braccia protese nel saluto romano? Eppure è accaduto in Italia, protagonista Mario Vattani, figlio del più noto Umberto, grande capo delle feluche nazionali.
L’incredibile episodio non è stato scoperto dai funzionari del ministero, ma da una talpa che ha filmato, ha inviato in rete, ha scovato il cantante diplomatico nel covo dei nostalgici. Siti e blog hanno rilanciato, su twitter è partita la campagna “Via Vattani”. L’Anpi, la principale associazione dei partigiani, ne ha chiesto la immediata rimozione. A questo punto il ministero che nulla aveva ancora detto e tanto meno fatto, è stato costretto a prendere posizione e ad annunciare la apertura di un procedimento.
La mobilitazione, fuori e dentro la rete, ha dunque sortito un primo effetto, ora però bisognerà controllare che la procedura, dopo essere stata aperta sia anche chiusa con la assunzione dei conseguenti provvedimenti.
Sarà davvero il caso di non tollerare più che chi giura sulla Costituzione al mattino, possa sputarci sopra alla sera. Naturalmente il principio dovrà valere anche per quegli ex ministri che annunciano che: “la Padania si farà comunque, con ogni mezzo possibile…” La Costituzione, per fortuna, non è ancora stata abrogata. Oggi il ministero dovrebbe aver ripreso a funzionare a pieno regime, i funzionari e lo stesso ministro Terzi non dovrebbero avere difficoltà alcuna a reperire il materiale filmato, e a formarsi così una loro opinione sulla vicenda.
Naturalmente sarà il caso di decidere ora e subito e di comunicare l’esito della procedura di infrazione alla pubblica opinione e ai molti che si sono sentiti oltraggiati dalla esibizione nazirock e dall’annuncio proclama di Vattani: “La prossima volta vi porto una bandiera nera”. Siamo sicuri che non ci potrà essere una prossima volta, vero ministro Terzi?

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