giovedì 22 dicembre 2011

AUGURI A TUTTI .

CREDO CHE POSSIAMO FARE IL NATALE CON UN PO’ DI SERENITA’ E POI RICOMINCIARE A LAVORARE ...

Bandolo Lavoro n°4

Bandolo lavoro 4

la nota di Natale



  1. IL 2011 E’ STATO UN ANNO IMPORTANTE PER IL PD. IL 2012 SARA’ DIFFICILE, MA SAPREMO DIMOSTRARE LE NOSTRE CAPACITA’. GLI AUGURI DI BERSANI.
    Auguri di Natale, ieri, alla direzione nazionale del Partito Democratico, a Roma. Il segretario Pier Luigi Bersani ha tenuto un breve discorso. "Il 2011 è stato un anno importante, di impegno duro ma non senza risultati: abbiamo vinto le amministrative, Berlusconi non è più il presidente del consiglio e il Pd è il primo partito” ha detto Bersani. “Ora ci aspetta un anno difficile ma lavoreremo per far emergere la nostra capacità, la nostra solidità e sicurezza di guida in un tornante molto difficile per il paese".
  2. NAPOLITANO BLINDA IL GOVERNO DI MARIO MONTI, SMENTISCE CHE SIA UN’ANOMALIA E INVITA I PARTITI ALLE RIFORME. IL PD LANCIA LA SUA SFIDA SULLA RIFORMA DELLA POLITICA.
    Il consueto incontro con le autorità per gli auguri di Natale al Quirinale si è trasformato quest’anno in un’occasione straordinaria. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un lungo intervento ha precisato i contorni dell’iniziativa presa in questi mesi per salvare l’Italia dal baratro, evitare uno scontro elettorale molto duro in un momento delicato. Il presidente oltre a rivendicare con forza la giustezza e l’opportunità del proprio operato ha invitato i partiti a fare ora la propria parte per fare le riforme che servono non solo all’economia, ma anche alla politica.
    “il presidente ha delineato perfettamente questa fase particolare di emergenza e transizione” ha commentato il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. “Ora spetta ai partiti prendere le iniziative per le riforme. Non c’è bisogno di accordi particolari o di patti. Bisogna concordare un’agenda delle riforme da fare in Parlamento, come la riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, le ulteriori iniziative per la riduzione dei costi della politiche. Il Pd lo farà con le proprie proposte”.
  3. MERCATO DEL LAVORO. MONTI GETTA ACQUA SUL FUOCO. IL PD: LA RIFORMA SERVE MA PER DARE LAVORO E RIDURRE LA PRECARIETA’, NON PER FALSI PROBLEMI. LE IMPRESE DICONO: L’ARTICOLO 18 NON E’ IL PROBLEMA. L’OCSE: ITALIANI ULTIMI PER QUANTITA’ DI SALARIO.
    Dopo tante forzature, il presidente del Consiglio Mario Monti si è affrettato ieri ha gettare acqua sul fuoco. Bisogna aprire il dialogo con le forze sociali e procedere al confronto. “Sulle pensioni dovevamo decidere in fretta” risposto Monti a Veltroni, durante un breve colloquio al Quirinale finito sulle agenzie di stampa. ”Ma sul lavoro è un'altra cosa”.
    “(AGI) - Roma, 20 dic. - La strada maestra è quella del dialogo e il governo non intende venir meno al confronto con i sindacati. Detto questo, Mario Monti non considera preminente la 'querelle' sull'articolo 18, la considera un 'falso problema', proiettato al raggiungimento di una riforma che agisca su vari aspetti e che sia coerente ed equilibrata e non fatta contro i lavoratori. Un tema, quello dell'articolo 18, è il parere del Professore, che non va né demonizzato ma neanche 'ideologizzato'. Sicurezza e flessibilità restano i punti cardini, ma il presidente del Consiglio - viene riferito - assiste con distacco all'escalation di dichiarazioni e alla conflittualità sorta in questi giorni con le rappresentanze sindacali. Anche nei colloqui avuti al Colle con diversi esponenti politici, in occasione dello scambio di auguri con le alte cariche, il premier ha ribadito che non si avverte certo la necessità in questo momento di un muro contro muro sul tema del lavoro. Una discussione che, a suo dire, è partita male e che andrà

sabato 17 dicembre 2011

Intervento alla discussione sull'approvazione della manovra

Roma, 2011-12-16

Camera dei deputati - approvazione manovra economica
DIR/12/16 
by Mario Monti
Presidente del Consiglio dei Ministri
Signor Presidente, onorevoli deputati, questa settimana l'ho trascorsa prevalentemente nel Parlamento: nelle Commissioni parlamentari, nell'Aula, oppure in incontri con le forze politiche.
 Ho apprezzato, lo dico sinceramente, il clima costruttivo, la volontà di collaborare, la volontà di comprendere e la volontà di aiutarci a comprendere, non sempre è facile.

giovedì 15 dicembre 2011

Il punto di vista: "Monti ha partorito un topolino"

di Rocco Artifoni

Perché la manovra del governo è un’occasione mancata
 È del tutto evidente che il governo Monti è composto da persone serie e competenti. Però per realizzare un buon governo, serietà e competenza sono soltanto la “conditio sine qua non”.  Occorre poi valutare le scelte effettuate, le decisioni attuate, le prospettive che si aprono. E da questo punto di vista la recente manovra governativa sembra un’occasione mancata. Le parole d’ordine preannunciate erano tre: rigore, crescita ed equità. Su tutte e tre abbiamo molti dubbi.
L’Italia ha un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro. Gli interessi sul debito negli ultimi anni non raggiungevano la soglia del 5%. Con il rialzo dei tassi sui titoli di Stato il 5% è stato ampiamente superato. È vero che la durata media dei titoli che garantiscono il debito italiano è alta (quasi 8 anni), ma è altrettanto vero che il rialzo dei tassi comincia a far sentire i suoi effetti quando chi ha comprato i BOT con scadenza a 3 mesi va a riscuoterli con gli interessi. In altre parole, il 5% progressivamente non basterà più. E tutti i sacrifici previsti rischiano di essere “mangiati” soltanto dagli interessi sul debito. Anche nella migliore delle ipotesi, che è il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, qualcuno ci dovrebbe spiegare cosa si intende fare per pagare il debito pregresso, che appunto è di 1.900 miliardi di euro, cioè 32.000 euro pro capite in media per ogni cittadino italiano. Insomma, rispetto al governo precedente c’è un maggior rigore, ma con i 30 miliardi di euro della manovra del governo Monti non si va molto lontano.
E veniamo alla crescita. Nella conferenza stampa in cui Monti e alcuni suoi ministri hanno illustrato la manovra, è stato detto che per il 2012 si prevede una crescita del PIL di -0,4%. Da un lato si può prendere atto che l’attuale governo faccia previsioni più prudenti e credibili rispetto al governo precedente che aveva stimato una crescita dello 0,6%. D’altra parte, se si prevede una crescita negativa, bisogna parlare di decrescita. Che può non essere una prospettiva del tutto negativa, ma certo è difficile che sia coerente con la preannunciata parola d’ordine della crescita.
Arrivando al terzo punto, quello dell’equità, i dubbi si ingigantiscono. È vero che si prevede una maggiore tassazione di alcuni beni di lusso (auto di grande cilindrata, barche ed elicotteri) e un supplemento d’imposta per chi aveva aderito all’ultimo condono fiscale per il rientro dei capitali dall’estero. Però alcune misure lineari, come ad esempio il previsto aumento dell’IVA del 2% e la tassazione dello 0,1% dei patrimoni mobiliari, indipendentemente dalla quantità posseduta, non possono certamente essere ritenute eque. Non c’è bisogno di richiamare il criterio di progressività (art. 53 Costituzione) per capire che un’imposta proporzionale su chi ha 10.000 euro di risparmi in titoli di stato e chi ne ha 1.000.000 è ridicola e ingiusta. Si è tanto parlato di imposta patrimoniale e alla fine Monti ha partorito un topolino, che ai grandi capitali fa il solletico. Basti pensare che il provvedimento si applica ad una platea di contribuenti che in tutto possiede un patrimonio in titoli che corrisponde ai 1.900 miliardi di debito pubblico. Più circa altri 1.300 miliardi che stanno sui conti correnti. Più quasi 6.000 miliardi di patrimonio immobiliare: e anche l’introduzione dell’IMU oltre la prima casa è sostanzialmente lineare, perché non distingue tra chi possiede una seconda casa e chi ne ha un centinaio.
Apprezzabile la riduzione della soglia del pagamento in contanti a 1.000 euro, ma l’evasione si combatte molto più efficacemente con il contrasto di interessi tra cliente e fornitore. Quindi con l’aumento della deducibilità delle spese, soprattutto quelle per il sostentamento di una famiglia. Ma su questo punto Monti non ha detto una parola. Va sottolineato che il presidente del consiglio dei ministri ha promesso che non verranno effettuati condoni, ma anche questa può essere considerata una misura necessaria, ma non sufficiente.
Insomma, è vero che l’Italia ha un grande debito che va al più presto assolutamente ridotto, ma proprio per questa ragione non si può far finta di non vedere che gli italiani possiedono oltre 9.000 miliardi di euro, cioè oltre il quadruplo del debito. Se vogliamo continuare a farci del male, sommando interessi ad interessi da pagare, siamo liberi di farlo, come finora abbiamo fatto. Ma il governo Monti poteva essere l’occasione per una svolta, adottando come priorità la riduzione delle disuguaglianze come via maestra per risanare i conti dello stato. Invece, tassando un po’ tutti indistintamente, si rischia di aumentare ulteriormente i divari, poiché ai meno abbienti verrà meno anche la residua capacità di spesa. In questo modo si rischia la recessione, che significa anche meno entrate per lo stato e conseguente impossibilità di raggiungere il pareggio di bilancio. Così potrebbe ripartire il circolo vizioso dell’aumento del debito e degli interessi da pagare. Servirà un’altra manovra e continuerà ad aumentare la pressione fiscale (nel 2013 si prevede già il record del 44,5%). Il modo per uscire da questa spirale probabilmente ci sarebbe, ma anche Monti non sembra averlo trovato. Peccato.

mercoledì 14 dicembre 2011

LISTA SAITA, SVEGLIA, VI ACCORGETE SOLO ORA CHE VI PRENDONO PER I FONDELLI?

Sull'ultimo numero del notiziario comunale siamo arrivati alle comiche. La Lista Saita ci informa che siamo stati insigniti del titolo di "comune virtuoso". Il Ministero ha la facoltà di valutare il punteggio ed il relativo premio. Peccato che tra i requisiti ci sia la capacità di riscuotere il dovuto nei tempi stabiliti e che lo Stato (quello che ci stava giusto valutando l'entità del premio) ci deve dei soldi ed è in ritardo nell'erogazione. Ma guarda un pò... Stai a vedere che i soldi arriveranno giusto in tempo per farci arrivare fuori tempo?!?
Ma si leggono mentre si scrivono, questi della Lista Saita? SVEGLIA!!

martedì 13 dicembre 2011

LA PASSERELLA SUL FIUME VITTIMA DELLA BUROCRAZIA. PADANA.

La passerella sul fiume è bloccata. Lo è da tempo: per tutta estate il parco giochi dell'oasi verde 1 è rimasto chiuso all'interno del recinto del cantiere. Ed il cantiere è tuttora bloccato. La ragione sta nella presenza di un palo dell'elettrodotto che deve essere spostato.  E, come al solito, ci sono i rimpalli di responsabilità. Certo, è strano che nell'efficientissima padania un'amministrazione si faccia bloccare un cantire per un palo. Ma questo palo c'è da sempre. Nessuno si è accorto?  E le responsabilità di chi sono? Mah, forse tra qualche decennio sapremo qualcosa di più...

lunedì 12 dicembre 2011

E' FINITO L'INCHIOSTRO ROSSO

È finito l’inchiostro rosso

Slavoj Zizek

Il crollo della finanza del 2008 ha distrutto più proprietà privata di quanto noi potessimo fare se ci impegnassimo giorno e notte per settimane. Dicono che siamo sognatori. I veri sognatori sono quelli che pensano che le cose possano continuare ad andare avanti all’infinito in questo modo. Noi non siamo sognatori. Ci siamo svegliati da un sogno che è diventato in un incubo. Noi non vogliamo distruggere nulla. Siamo soltanto testimoni di come il sistema sta distruggendo se stesso. Tutti conosciamo le classiche scene dei cartoni animati. Il carrello arriva sul ciglio del burrone. Tuttavia, continua a camminare ignorando il fatto che sotto non c’è nulla. Solo quando solo uno guarda in basso e si rende conto, allora cade giù. Questo è quello che stiamo facendo. I ragazzi qui a Wall Street stanno dicendo a chiunque: «Ehi, guarda giù!».

Nel mese di aprile del 2011, il governo cinese ha vietato in televisione, nei cinema e nei romanzi tutte le storie che descrivano realtà alternative o viaggi nel tempo. Questo è un buon segno per la Cina. Significa che la gente sa ancora sognare alternative, perciò bisogna vietare questo sogno. Qui non si pensa a un divieto di questo tipo. Il sistema ha soppresso la nostra capacità di sognare. Guardate i film che vediamo. E’ facile immaginare la fine del mondo. Un asteroide distrugge ogni forma di vita e così via. Ma non è possibile immaginare la fine del capitalismo. Dunque, cosa facciamo qui? Permettete che vi racconti una barzelletta meravigliosa dei vecchi tempi del comunismo.

Un ragazzo è stato mandato dalla Germania dell’Est a lavorare in Siberia. Sapeva che la sua corrispondenza sarebbe stata letta dalla censura. Così ha detto ai suoi amici: dobbiamo stabilire un codice. Se la lettera è scritta in inchiostro blu, ciò che scrivo è vero. Se è scritta in inchiostro rosso, è falso. Dopo un mese ai suoi amici arriva la prima lettera. Tutta scritta in blu. Dice, la lettera: qui è tutto meraviglioso. I negozi sono pieni di ottimo cibo. I cinema proiettano bei film occidentali. Gli appartamenti sono grandi e lussuosi. L’unica cosa che non puoi comprare è l’inchiostro rosso.

Questo è il modo in cui viviamo. Abbiamo tutte le libertà che vogliamo. Ma ci manca l’inchiostro rosso. La lingua per esprimere la nostra non-libertà. Il modo in cui ci insegnano a parlare di guerra, libertà, terrorismo, e via dicendo, falsifica la libertà. Ecco cosa state facendo qui: state dando a tutti noi dell’inchiostro rosso.

C’è un pericolo. Non innamoratevi di voi stessi. Trascorriamo del tempo piacevole qui. Ma ricordate: il carnevale è a buon mercato. Ciò che importa è il giorno dopo. Quando dovremo tornare alla vita normale. Ci saranno dei cambiamenti, dopo. Mi auguro che non vi ricordiate di questi giorni: «Oh, eravamo giovani, era bellissimo». Non dimenticate che il nostro messaggio di base è: siamo autorizzati a pensare a delle alternative. Il sistema si è rotto. Non viviamo nel mondo migliore possibile. Ma c’è molta strada da percorrere. Ci sono questioni davvero difficili da affrontare. Sappiamo ciò che non vogliamo. Ma cosa vogliamo? Quale organizzazione sociale è in grado di sostituire il capitalismo? Che tipo di nuovi leader auspichiamo?

Ricordate: il problema non è la corruzione o la cupidigia. Il problema è il sistema che ti spinge a rinunciare. Bisogna fare attenzione non solo ai nemici. Bisogna stare attenti anche i falsi amici che sono già al lavoro per annacquare questo processo. Allo stesso modo in cui si prende il caffè senza caffeina, la birra senza alcol, il gelato senza grassi. Cercheranno di trasformare tutto questo un’innocua protesta etica. […] Ma il motivo per cui siamo qui è che ne abbiamo abbastanza di un mondo dove riciclare lattine di coca cola… Dove l’uno per cento va ai bambini affamati del mondo. E tanto basta per farci stare bene. Dopo che abbiamo esternalizzato lavoro e tortura. Dopo che abbiamo appaltato anche la nostra vita amorosa alle agenzie matrimoniali, ci accorgiamo che per molto tempo abbiamo permesso che anche il nostro attivismo politico fosse dato in appalto. Lo rivogliamo. Non siamo comunisti. Se per «comunismo» s’intende il sistema che è crollato nel 1990, ricordate che oggi i comunisti sono i capitalisti più efficienti e spietati. In Cina c’è un capitalismo ancora più dinamico del vostro capitalismo americano, che non ha bisogno della democrazia. Significa che quando criticate il capitalismo, non lasciatevi ricattare da chi dice che così si è contro la democrazia. Il matrimonio tra democrazia e capitalismo è finito.

Il cambiamento è possibile. Allora, cosa consideriamo possibile oggi? Basta seguire i media. Da un lato la tecnologia e la sessualità, e tutto sembra essere possibile. Si può viaggiare sulla luna. Si può diventare immortali grazie alla biogenetica. Ma date un’occhiata alla società e dell’economia. Quasi tutto è considerato impossibile. Si vogliono aumentare un pochino le tasse a i ricchi? Ti dicono che è impossibile, perdiamo competitività. Volete più soldi per l’assistenza sanitaria? E’ impossibile, perché significa creare uno stato totalitario. C’è qualcosa che non va, in un mondo in cui vi è stato promesso che sarete immortali, ma dove non si può spendere un po’ di più per l’assistenza sanitaria […]

domenica 11 dicembre 2011

CHE BELLA QUESTA PIAZZA BOLOGNINI

Mentre l'amministrazione spegne le luminarie e rinnova il solito stantìo mercato lungo il centro del paese (le bancarelle, per favore, sono un'altra cosa), in centro storico si vive un'altra atmosfera, grazie all'impegno dell'associazione Recuperare il Centro Storico che ha collocato un bell'albero di Natale illuminato ed organizzato, con i commercianti della zona, le luminarie. E' proprio vero, a volte basta poco, nel quasi nulla di una politica amministrativa da ordinaria amministrazione, che non ha una minima visione prospettica della Seriate che verrà e delle cose da fare che, sebbene simboliche, valgono molto, perchè indice di dinamismo e fantasia.

mercoledì 7 dicembre 2011

NATALE TECNICO

NATALE TECNICO
Disposizioni urgenti

Panettone
Taglio dell’uvetta e dei canditi. Eliminazione del burro e dello zucchero. Sembrerà pane ma per equità si potrà ancora chiamarlo panettone.

Spumante
Inadatto ai tempi di crisi il participio presente. Taglio del suffisso “nte”.

Presepe
Dobbiamo decidere: o bue o asinello. Tutti e due è eccessivo. Adesso il bue, l’asinello lo teniamo da parte per le future generazioni.

San Giuseppe
Eliminazione di San Giuseppe, ente inutile. Il suo ruolo è notoriamente superfluo nell’operazione di concepimento. Torni all’originaria produzione di falegnameria.

Re magi
Tre sono assolutamente troppi. Per di più re, che la monarchia non è all’altezza dei tempi, e magi come se la superstizione servisse a qualcosa (a parte le agenzie di rating). Quindi invece dei tre re, un solo consigliere. Invece del cammello, si dia l’esempio con un animale a chilometro zero. Per esempio il gatto.

Stella cometa
Revisione della luminosità. Dovrà essere spenta nei giorni pari. E anche nei dispari, che diamine.

Pastori
In accordo con l’accordo di Pomigliano si limitino a guardare le pecore, altrimenti saremo costretti a spostare l’allevamento in Groenlandia.

Messa di mezzanotte
Spostata alla tre del pomeriggio per risparmio energetico.

Babbo natale
Privilegio assistenzialista. Per i regali sarà introdotto un ticket. Il carbone sarà esente ad eccezione del caso in cui lo spread con il carbone tedesco ricominci a salire.

Cenone
Temporaneamente sospeso. Allineamento all’Europa e sostituzione con toast e gazzosa.

Auguri
A chi?