Seriate. Consiglio comunale del 27 settembre. Ci vado perché un po’ mi ruga che un mio assessore si sia fatto beccare a fare il saluto fascista ad un cerimonia di commemorazione di un tale che ha fatto fucilare sei persone scelte a caso perché in uno scontro con i partigiani era stato ucciso un milite fascista. Una commemorazione parareligiosa perché c’era anche un prete sospeso a divinis per le sue esternazioni fasciste.
Bene. Stasera si parla del fatto. Allora ci vado.
La sala è quasi piena. Tutti seriatesi direi, a parte forse la coppia di carabinieri.
Seriatesi e comunisti, seriatesi e leghisti, seriatesi e parenti dell’assessore, seriatesi e antifascisti. Ci sono addirittura seriatesi del PD.
Penso questo perché mi sembra che quando la nostra sindachessa parla di seriatesi li consideri tutti leghisti o simili. Ma la nostra cittadina è un bel po’ più varia di quel che vorrebbe la sindachessa.
Un paio d’ore passano sul dibattito relativo al conto consuntivo. L’opposizione cerca il pelo nell’uovo e la maggioranza sostiene che invece loro sono stati bravissimi.
Se poi lo Stato (lo Stato – notare – non il governo perché si sa che lo Stato si governa da solo o forse è in mano alla sinistra) non avesse fatto dei tagli chissà che meraviglie avrebbero combinato.
La cosa migliore (ma confesso che sono arrivato un po’ in ritardo) la fa Vallenzasca che si autodenuncia per aver dato 65 centesimi di elemosina ad una mendicante e scopro così che è ancora in corso l’ordinanza antiaccattonaggio emanata almeno un paio di anni fa in via sperimentale per sei mesi.
Deve essere per quello che non vedo più accattoni in giro per Seriate. Ma dove l’avrà trovata Vallenzasca?
Un’altra mezzoretta se ne va su un piano di lottizzazione cioè di cementificazione che, ammette l’Assessore Marcetta, se n’è forse fatta un po’ troppa. Ma quasi giura che questa è l’ultima e va bene anche al rappresentante del PDL che quando era all’opposizione era contrario ma adesso ha, non si sa per quali motivi, cambiato idea.
Infine si arriva al clou della serata.
Il Partito Democratico e Rifondazione Comunista hanno presentato una mozione in cui – per farla breve – chiedono alla Sindachessa di togliere le deleghe all’Assessore Cortesi che – come sanno ormai anche le vecchiette che vanno a messa prima – è stato colto a fare il saluto fascista alla cerimonia di cui sopra.
Illustra la mozione Cortinovis anche se c’è poco da illustrare. Nella mozione c’è tutto: il resoconto della cerimonia, chi era il commemorato, gli articoli della Costituzione e del codice che puniscono l’apologia del fascismo.
Alla fine dell’intervento parte un applauso dalla maggioranza del pubblico.
Il Presidente del Consiglio (quello comunale di Seriate s’intende non quell’altro) si spaventa e dice al pubblico di stare buonino se no fa sgomberare l’aula.
Figurati se qualcuno avesse accennato a Bella Ciao. Lo avrebbe fatto caricare dalla Celere.
Vallenzasca interviene dopo. Va a braccio. Purtroppo non è la sua serata. Lui appena saputo la notizia ha telefonato a Cortesi per dirgli “ma che minchiata hai fatto?” (minchiata lo dico io, Vallenzasca è più garbato) e subito ha scritto una lettera di protesta su L’Eco. Il gesto di Cortesi non gli va giù. Insomma è stato troppo ingenuo, con il fascismo non si scherza.
Figuratevi, dice, se una minchiata del genere (minchiata lo dico io, Vallenzasca è più garbato) l’avesse fatta uno del PD. Si sarebbero visti Lega e PDL a stracciarsi le vesti.
Noi almeno siamo più garbati. Cortesi in fondo è un bravo ragazzo ma farebbe bene a levarsi di torno.
Poi parla l’Assessore Cortesi.
In effetti legge un documento. Non si sarà fidato a parlare a braccio. Vedi mai che gli scappasse un discorso a braccio teso.
Ogni tanto incespica. Sarà l’emozione o il discorso gliel’ha scritto qualcun altro?
Se non sbaglio, ad occhio, devono essere quattro pagine.
Il riassunto è questo.
Era una cerimonia privata. (In un cimitero? Era suo il cimitero? Le associazioni fasciste che l’hanno organizzata erano lì per caso?)
Mi sono lasciato trascinare dall’emozione. (Quale emozione? Nostalgia canaglia?)
Sono stato ingenuo. (Ma sai quella mattina lì non sapevo cosa fare, ho preso la macchina per fare un giro, sono capitato al cimitero per caso, sono entrato per curiosità e già che c’ero ho fatto qualche foto con degli strani amici che manco conoscevo)
Però sono stato oggetto di una campagna di stampa. (Era meglio se i giornali si dedicavano al gossip sugli amori delle veline?)
Però la cosa è stata strumentalizzata. (Era meglio se gli antifascisti si limitavano a incollare le figurine sull’album dei partigiani?)
Però io sono contro tutti i totalitarismi. (Tutti? Non è eccessivo? Per intanto la Costituzione ne vieta l’apologia di uno)
Però io la democrazia ce l’ho nel dna. (La democrazia è una questione genetica? O forse di razza?)
Però ho il sostegno di Lega e PDL. (Ah, meno male. Eravamo seriamente preoccupati che ti scaricassero.)
Non lo farò più. (Però se non fai giurin giurela non ti credo).
Naturalmente le frasi tra parentesi sono quelle che mi frullavano nella mente durante il discorso.
Finito il discorso c’è un battimani. Quando dico un battimani dico proprio uno. Una mano batte una mano. Clap e poi basta.
Così il Presidente del Consiglio (quello comunale di Seriate s’intende non quell’altro) non si spaventa.
Tocca quindi agli altri consiglieri.
Il primo è un consigliere, mi pare del PDL dalla posizione in aula, di cui mi sfugge il nome. Per identificarlo (perché lasciarlo senza la sua parte di gloria?) dirò che è uno che avrebbe bisogno di qualche consiglio da parte di un dietologo. Lo dico per la sua salute, naturalmente, non per ironia. Io sono buono di mio e non so che farci.
Anche lui è dell’idea che il fascismo è brutto, che tutti i totalitarismi (e dai!) sono cattivi, che Cortesi è stato ingenuo. Però è un bravo ragazzo, fa bene il suo mestiere e non bisogna strumentalizzare.
Parla Reseghetti che dice che tutti i totalitarismi (e dai!) sono cattivi, che Cortesi è stato ingenuo. Però è un bravo ragazzo, fa bene il suo mestiere e non bisogna strumentalizzare.
Di seguito intervengono un consigliere della Lega ed uno della Lista Saita che dicono che tutti i totalitarismi (e dai!) sono cattivi, che Cortesi è stato ingenuo. Però è un bravo ragazzo, fa bene il suo mestiere e non bisogna strumentalizzare.
Di suo Reseghetti deve averci aggiunto la “gogna mediatica” ma non ne sono sicuro. I magistrati di sinistra invece non li ha citati e quindi il suo discorso è un po’ monco.
Comunque mi viene quasi il sospetto che dietro le quinte se le siano cantate di brutto ma poi hanno scritto un testo e lo hanno fotocopiato.
Mi viene anche il sospetto che a Cortesi gli abbiano pure tirato le orecchie. Questa sera mi sembra le abbia più lunghe ma forse è solo un’impressione.
Per dirla tutta, a sentire parlare di questa ingenuità di Cortesi, a sentire i toni, il povero Cortesi è trattato più come il parente un po’ ciula che ci dobbiamo tenere che come l’efficiente Assessore di cui si affannano a proclamare l’efficienza.
Parla poi il consigliere Amaglio. Lui al tempo del fascismo non era ancora nato, è roba di sessant’anni fa, bisogna guardare avanti. Forse propone di metterci una pietra sopra ma leggerina perché se no Cortesi si fa male. Insomma Amaglio se la squaglia.
Parla anche la Sindachessa che dice che dice che tutti i totalitarismi (e dai!) sono cattivi, che Cortesi è stato ingenuo. Però è un bravo ragazzo, fa bene il suo mestiere e non bisogna strumentalizzare.
Infine interviene Turani che rimette un po’ i puntini sulle i. Bacchetta di santa ragione Reseghetti al quale gli era scappato di dire che tutto questo era una perdita di tempo. Ribadisce che il fatto è grave e che con il fascismo non bisogna abbassare la guardia.
Santa donna, c’ha proprio ragione. Alla fine tutti votano.
Favorevoli alla mozione i consiglieri del PD e quello di Rifondazione.
Contrari Lega, Lista Saita, Pdl e Amaglio.
E buonanotte al secchio. Perché è un bravo ragazzo.
Mi viene in mente quella canzoncina: perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo … peccato che sia …
Non mi ricordo di preciso il seguito. Peccato che sia cosa?