
Stiamo vivendo un periodo caratterizzato da una crisi economica eccezionale, che genera situazioni sociali, ma soprattutto personali, tremende: disoccupazione, cassa integrazione, fabbriche chiuse, perdita del lavoro, precarietà.
Una crisi che mostra l’inadeguatezza delle norme che regolano attualmente il mondo del lavoro e la disparità di diritti tra lavoratori e classe imprenditoriale. Eccessiva precarizzazione dei contratti, perdita dei diritti fondamentali, mancanza di tutela: elementi che rendono ancor più drammatica l’attuale situazione. E tutto ciò viene spacciato per flessibilità, per effetti della globalizzazione.
E si sente parlare con sempre più facilità di riorganizzazioni aziendali, di nuovi scenari economici, di tagli al personale per aumentare la competitività, ecc.
Ma cosa significa per un lavoratore, una lavoratrice essere in mobilità, in cassa integrazione, perdere il posto di lavoro?
Perdere quelle certezze che garantivano, seppure tra mille sacrifici, di vivere un presente sereno, un futuro tranquillo? La casa, i figli, uno svago, le vacanze, un regalo, la propria autonomia. Cose lecite, normali.
Di colpo più nulla. Solo l’incubo di non sapere come arrivare a fine mese, di non potersi più permettere niente. Tutto svanito in un “80% di salario per i prossimi mesi”, ”questa settimana lavori, la prossima NO!”, “Da domani siamo chiusi”.
Ma un altro aspetto viene trascurato: come ti spieghi che ieri lavoravi con professionalità, onestà, serietà ed oggi non sei più niente? Che ieri eri fiero dei tuoi sacrifici, della tua fatica, del risultato del tuo lavoro e oggi sei solo.. un esubero, “necessario” per il bilancio della società? Come ti spieghi che domani non andrai in officina, in ufficio a compiere quei gesti fino a ieri così “normali”? Come lo spieghi a te stesso, a tua moglie, a tuo marito ai tuoi figli.. come gli spieghi che il valore che veniva riconosciuto a quei gesti era quello che dava forza e dignità alla tua vita? Ed ora la giornata è vuota, lunga … piena solo del dramma che ti assilla. Arrivi a comprendere perché persone, per così dire, “normali” si barricano su un carro ponte ed a volte fanno cose più disperate.
E, ad acuire ulteriormente questo senso di impotenza, di solitudine, si aggiunge il fatto che nessuno ne parla.
Poche righe sui giornali, ma solo numeri, statistiche. Quasi nulla in televisione, programmi spensierati o stupidi, servizi sulle cose più assurde, inutili e superficiali. Niente nei commenti di tutti i giorni al bar o in altri ritrovi, nessuno che ascolti cosa significhi per una “persona” perdere il posto di lavoro, la sicurezza economica, l’autostima, la dignità.
INVISIBILE !
Ecco cosa sei diventato! Perché se non appari non esisti e, se non esisti, non esiste neanche il problema che rappresenti!
Queste persone, purtroppo sempre più numerose, vogliono tornare ad essere visibili, presenti, vive. E ad avere un lavoro, giusto, equo, sicuro. E’ per ridare visibilità a queste persone che vogliamo raccontare le loro, le nostre storie.
Storie fatte di difficoltà, di drammi, storie piene di umanità, di voglia di riaffermare una dignità calpestata, umiliata ma non annullata.
E, raccontando queste storie, ci accorgeremo di non esser soli: può esistere una nuova solidarietà, che si opponga al qualunquismo, all’individualismo, all’egoismo, all’indifferenza ai problemi e alle difficoltà degli altri.
Anche perché “forse” sono fatti degli altri… finché non toccano a noi.
Ascoltate, leggete queste storie e se volete raccontateci le vostre. Vi accorgerete che un intenso sentimento, una nuova passione vi pervaderà. Vi verrà voglia di urlare che, qualunque cosa possa accadere, a nostra dignità non è in vendita !
Le testimonianze di questi invisibili le potete ascoltare e vedere su www.antegnatedemocratica.it . Vi chiediamo di dare spazio, visibilità, pubblicità a queste storie.












