martedì 27 aprile 2010

GLI INVISIBILI: STORIE DI LAVORI, LAVORATRICI E LAVORATORI



Stiamo vivendo un periodo caratterizzato da una crisi economica eccezionale, che genera situazioni sociali, ma soprattutto personali, tremende: disoccupazione, cassa integrazione, fabbriche chiuse, perdita del lavoro, precarietà.

Una crisi che mostra l’inadeguatezza delle norme che regolano attualmente il mondo del lavoro e la disparità di diritti tra lavoratori e classe imprenditoriale. Eccessiva precarizzazione dei contratti, perdita dei diritti fondamentali, mancanza di tutela: elementi che rendono ancor più drammatica l’attuale situazione. E tutto ciò viene spacciato per flessibilità, per effetti della globalizzazione.

E si sente parlare con sempre più facilità di riorganizzazioni aziendali, di nuovi scenari economici, di tagli al personale per aumentare la competitività, ecc.

Ma cosa significa per un lavoratore, una lavoratrice essere in mobilità, in cassa integrazione, perdere il posto di lavoro?

Perdere quelle certezze che garantivano, seppure tra mille sacrifici, di vivere un presente sereno, un futuro tranquillo? La casa, i figli, uno svago, le vacanze, un regalo, la propria autonomia. Cose lecite, normali.

Di colpo più nulla. Solo l’incubo di non sapere come arrivare a fine mese, di non potersi più permettere niente. Tutto svanito in un “80% di salario per i prossimi mesi”, ”questa settimana lavori, la prossima NO!”, “Da domani siamo chiusi”.

Ma un altro aspetto viene trascurato: come ti spieghi che ieri lavoravi con professionalità, onestà, serietà ed oggi non sei più niente? Che ieri eri fiero dei tuoi sacrifici, della tua fatica, del risultato del tuo lavoro e oggi sei solo.. un esubero, “necessario” per il bilancio della società? Come ti spieghi che domani non andrai in officina, in ufficio a compiere quei gesti fino a ieri così “normali”? Come lo spieghi a te stesso, a tua moglie, a tuo marito ai tuoi figli.. come gli spieghi che il valore che veniva riconosciuto a quei gesti era quello che dava forza e dignità alla tua vita? Ed ora la giornata è vuota, lunga … piena solo del dramma che ti assilla. Arrivi a comprendere perché persone, per così dire, “normali” si barricano su un carro ponte ed a volte fanno cose più disperate.

E, ad acuire ulteriormente questo senso di impotenza, di solitudine, si aggiunge il fatto che nessuno ne parla.

Poche righe sui giornali, ma solo numeri, statistiche. Quasi nulla in televisione, programmi spensierati o stupidi, servizi sulle cose più assurde, inutili e superficiali. Niente nei commenti di tutti i giorni al bar o in altri ritrovi, nessuno che ascolti cosa significhi per una “persona” perdere il posto di lavoro, la sicurezza economica, l’autostima, la dignità.

INVISIBILE !

Ecco cosa sei diventato! Perché se non appari non esisti e, se non esisti, non esiste neanche il problema che rappresenti!

Queste persone, purtroppo sempre più numerose, vogliono tornare ad essere visibili, presenti, vive. E ad avere un lavoro, giusto, equo, sicuro. E’ per ridare visibilità a queste persone che vogliamo raccontare le loro, le nostre storie.

Storie fatte di difficoltà, di drammi, storie piene di umanità, di voglia di riaffermare una dignità calpestata, umiliata ma non annullata.

E, raccontando queste storie, ci accorgeremo di non esser soli: può esistere una nuova solidarietà, che si opponga al qualunquismo, all’individualismo, all’egoismo, all’indifferenza ai problemi e alle difficoltà degli altri.

Anche perché “forse” sono fatti degli altri… finché non toccano a noi.

Ascoltate, leggete queste storie e se volete raccontateci le vostre. Vi accorgerete che un intenso sentimento, una nuova passione vi pervaderà. Vi verrà voglia di urlare che, qualunque cosa possa accadere, a nostra dignità non è in vendita !


Le testimonianze di questi invisibili le potete ascoltare e vedere su www.antegnatedemocratica.it . Vi chiediamo di dare spazio, visibilità, pubblicità a queste storie.

L'ACQUA NON SI VENDE!

domenica 25 aprile 2010

OGGI 25 APRILE E' RESISTENZA E PRESENZA IN PIAZZA BOLOGNINI, NEL CENTRO STORICO

Oggi è il 25 aprile. Abbiamo ancora una memoria di cosa sia stato quel giorno della Liberazione? Anche per chi non li ha vissuti e non li ha mai sentiti raccontare? Alcuni giovani lo hanno ricordato con canti popolari, partigiani e bandiere proprio in piazza Bolognini, nel centro storico, vivacizzando, portando un messaggio e soprattutto per non far dimenticare.

Il comitato antifascista di Seriate vi invita venerdì 30 aprile ad uno spettacolo teatrale per riflettere sulla questione delle morti sul lavoro. "GIACOMO BERTOLETTI, OPERAIO" Viene presentato da Teatrattivo di e con Giuseppe Nespoli, regia di Ettore Colombo e Valerio Gatto. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Davide Nespoli e a tutti gli operai della SBIC di Seriate morti nel corso degli anni per essere stati esposti a sostanze nocivie. L'ingresso è libero e inizia alle 21.00. Seguirà un approfondimento e un dibattito con la partecipazione di G.Mosconi primario di medicina del lavoro di Bergamo. Dove? presso la LIBRERIA "TERZO MONDO" in via Italia, 73, Seriate

venerdì 23 aprile 2010

Convegno: «Ho visto l’oppressione del mio popolo: attualità dell’Esodo»

L’esodo nella società capitalista dove impera la prevaricazione dei poteri e il degrado istituzionale sarà il filo conduttore di un importante convegno che anche quest’anno viene proposto a Bergamo il primo maggio, festa del lavoro, dai preti operai in occasione del loro incontro annuale che si svolge a livello nazionale nella Comunità Paradiso di via Cattaneo, 7 a partire dal 29 aprile.
«Alla luce dell’esperienza positiva dello scorso anno e delle richieste espresse nel continuare sulla strada intrapresa - sottolinea il referente del convegno don Giacomo Cumini – ci siamo impegnati a proporre un nuovo convegno aperto a tutti, ponendo al centro il tema dell’Esodo perché rappresenta una ricerca teologica e politica nella situazione complessa in cui ci troviamo a vivere».
Il convegno titola: «Ho visto l’oppressione del mio popolo: attualità dell’Esodo» e prenderà il via alle 9 del primo maggio e si concluderà alle 17,45. In apertura si affronterà la tematica: «Esodo: messaggio per noi. Racconto: riserva di senso permanente, compito da adempiere» attraverso la relazione del teologo Armido Rizzi. Prenderà poi la parola Filippo Pizzolato, docente di diritto pubblico all’Università degli studi Bicocca di Milano per fare il punto sul degrado istituzionale, sulla prevaricazione dei poteri, sulla deriva hobbistica del volto pubblico, della chiesa, del silenzio dei cristiani in Italia e per aprire strade per l’Esodo. Mentre Bruno Anastasia, responsabile dell’Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Veneto metterà a fuoco l’impatto della recessione sul mercato del lavoro attraverso le trasformazioni e le prospettive in Italia. Chi ne paga il prezzo e come lo paga. Durante il convegno si potrà intervenire per approfondire i vari aspetti tematici. L’incontro è aperto anche ad amici e simpatizzanti e per poter partecipare si possono effettuare le prenotazioni telefonando a Mario Signorelli allo 0354254155, oppure inviando una mail a: eremo.argon@gmail.com. Inoltre si potrà pranzare nella sede della Comunità Paradiso versando un contributo di 20 euro.
I preti operai si incontreranno il 29 aprile a partire dalle ore 17 per scambiare informazioni sulla vita che stanno conducendo; mentre parte della giornata del 30 aprile sarà dedicata a riflettere sulle tematiche del convegno. Dal lavoro comune potranno emergere riflessioni utili da proporre durante il convegno.

25 APRILE

Bisogna dirlo. Il 25 aprile rappresenta la fine del fascismo in Italia. E l’inizio della democrazia.
Su questa fine del fascismo molto ha contato la resistenza degli antifascisti italiani.
Ma bisogna anche dire che per vent’anni gli antifascisti sono stati una minoranza. Per vent’anni gli antifascisti hanno continuato a rivendicare libertà e democrazia in mezzo all’acquiescenza generale verso il regime.

Erano gli antitaliani, i sovversivi, quelli che ostacolavano il radioso avvenire.
Ci volle la tragedia della guerra per capire che il radioso avvenire era solo una grande illusione.
Quando si ricorda il 25 aprile occorre ricordare anche questo, occorre ricordare il coraggio di chi non rinunciò alle idee di libertà sotto un regime che permeava della sua retorica ogni momento della vita degli italiani dal lavoro al tempo libero.

Bisogna ricordare che anche gli aspetti più odiosi dell’esperienza fascista, le guerre coloniali, l’appoggio alla rivolta franchista contro la democrazia spagnola, le leggi razziali, hanno trovato se non un’adesione di massa certo pochissima opposizione.

E questo vale anche per oggi. Anche oggi è più facile seguire l’onda, credere a chi ci fa credere di vivere nel migliore dei mondi possibili.

Perché è certamente più facile, più conveniente adeguarsi alle direttive del potere, rincantucciarsi nel proprio interesse individuale, che remare contro l’ingiustizia.

Come è più facile individuare come nemici dei poveri cristi che cercano un po’ di lavoro e dignità attraversando il mare che chi falsifica i bilanci o intrallazza con la mafia.

Resistere non è mai stato facile, non è facile nemmeno oggi, ma è necessario farlo.
Viva la resistenza.

martedì 20 aprile 2010

LAB 80: IMMAGINI DEL PRESENTE

INCONTRO DEL CIRCOLO CON IL SEGRETARIO PROVINCIALE GABRIELE RIVA.



LUNEDI' 19 APRILE ALLE ORE 21.00 PRESSO LA SEDE DEL PD IN VIA MONTE CAMPIONE 15/A:
INCONTRO DEL CIRCOLO CON IL SEGRETARIO PROVINCIALE GABRIELE RIVA.

domenica 18 aprile 2010

“I nostri eroi”. L’intervento di Diego Cugia alla manifestazione per Emergency

“I nostri eroi”. L’intervento di Diego Cugia alla manifestazione per Emergency - micromega-online - micromega

LIBERATI I TRE OPERATORI DI EMERGENCY: ORA QUALCUNO DEVE CHIEDERE SCUSA

Sono stati rilasciati Marco Garatti, Matteo dall'Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency arrestati l'11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell'Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, con l'accusa di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand.
Il ministro Frattini aveva subito detto, accigliato, che si trattava di una accusa molto grave, che andavano fatti gli accertamenti del caso. E che se fosse stato vero....
Il ministro si era dimeticato che stava parlando di gente che è da anni che rischia la vita per curare le vittime di guerra, gente che con le armi non ha niente a che vedere, così come si è dimenticato che, senza verifica alcuna, si mandò la gente a morire in Iraq per combattere le armi di distruzione di massa che Saddam, poi si scoprì, non aveva. Lì si, sarebbe stato giusto verificare prima...

VI PIACE QUESTO SILENZIO INCREDIBILE A SERIATE?

Questa nuvolona del vulcano islandese avrà certamente creato disagi e danni enormi. Però un lato positivo ce l'ha: un silenzio così a Seriate non potevamo godercelo da anni!
Allora, quando si elencano i tanti pregi delle compagnie low cost, si evidenzi anche che il costo che paga una comunità che ha la sfortuna di avere vicina una pista di aeroporto è enorme, diciamo very high. E diciamo pure che un aeroporto cittadino con 50 - 60 voli giornalieri è un'assurdità che solo l'altare sacrificale di questa economia senza regole e senza umanità può richiedere.

ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) INSEGNA LA RESISTENZA A SERIATE

sabato 17 aprile 2010

TUTTI MENO FINI E PIU' DISPERATI

Un gioco di parole o quasi visto gli ultimi risvolti politici nazionali . “Chi non lega bega” … Non sappiamo ancora se assisteremo al capolinea delle nozze tra Fini e Berlusconi. Di sicuro non potranno più dire che solo la sinistra è litigarella. Qualche cinico potrà dire che tantochisenefregaquisiamoalnord. Si guardino bene attorno: siamo tutti più soli e più disperati. E non da oggi, e non solo gli immigrati. Di sicuro da ieri abbiamo appreso che lo sono anche i politici di “quel distretto” che devono vedersela con una crisi interna al proprio gruppo dopo aver tirato la cordata alla Lega.

mercoledì 14 aprile 2010

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità....

da Il Manifesto
13/04/2010

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L’albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene.
E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono «comunista». Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.

- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni «miserevoli». Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino).

Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti «urlare», scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio».
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell’amore»?
Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia?
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti «compagni che sbagliano».
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro?
Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro al mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa? Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi? Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione del servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto.
Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà pure dire poco ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. I
n tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno dei quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore, o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del «grande fratello».
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorìo di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo.
L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare.
La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

IE' ADOMA SCECC


giovedì 8 aprile 2010

INTERPELLANZA DEL PD: MA CHI GOVERNA A ROMA "LADRONA"?

SUI DISPLAY COMUNALI, INVECE DI TEORIZZARE LA PAURA, METTETECI IN TEMPO REALE LA CIFRA CHE LO STATO DEVE AL COMUNE E, REGOLARMENTE, NON VERSA!


mercoledì 7 aprile 2010

CHI E' CAUSA DEL SUO MAL.....

Da Bergamonews:

Ci sarà anche il sindaco di Seriate, Silvana Santisi Saita, tra i 400 primi cittadini lombardi che domani, giovedì 8 aprile, scenderanno in piazza San Babila a Milano per la manifestazione organizzata dall’Anci contro gli eccessivi vincoli del Patto di Stabilità e tagli alle risorse pubbliche destinate agli Enti locali.
Non è la prima volta che il primo cittadino di Seriate raggiunge il capoluogo lombardo per protestare. Dopo le dimostrazioni in Regione Lombardia contro i disservizi dei treni, ora partecipa all’iniziativa per rimarcare la mala gestione della finanza pubblica.

“Con la consegna della fascia tricolore al prefetto di Milano chiedo semplicemente di governare la città di Seriate e dare servizi ai cittadini senza chiedere nulla a Roma”, dichiara Silvana Santisi Saita, spiegando: “Il comune di Seriate è veramente virtuoso e ricco: finanzia i propri investimenti con i suoi soldi. Dal 2000 ha sempre un bilancio in attivo. Abbiamo finanziamenti per opere pubbliche e servizi alla comunità pari a 12.563.000 euro, ma ne possiamo usare solo il 25%, perché il restante è bloccato dal patto di stabilità. In un momento di crisi economica sarebbe invece un toccasana per offrire opportunità di lavoro ai cittadini del nostro territorio”. Oltre alla scontentezza di non potere amministrare in autonomia le proprie risorse il Sindaco lamenta il taglio ai fondi per le politiche sociali in Lombardia, “mentre si finanziano comuni dissestati per sanarne i bilanci”, incalza Silvana Santisi Saita e aggiunge: “A dispetto della tanto decantata autonomia degli enti locali, di fatto inesistente, non possiamo utilizzare le nostre risorse e ci vengono ridotti i trasferimenti dovuti. Paradossalmente si inizia a risparmiare diminuendo sul numero dei consiglieri comunali che, nel mio Comune, prendono circa 19 euro a seduta per dieci sedute l’anno”.

martedì 6 aprile 2010

CI SONO COSE PEGGIORI DELLE SCONFITTE

Ci sono cose peggiori delle sconfitte.
Per esempio non ammetterle, arrampicarsi sugli specchi delle cifre per dire che abbiamo tenuto, che abbiamo aumentato un pochettino i voti.
Praticare insomma una certa autoconsolazione ed autogratificazione per continuare a dire ed a fare quello che abbiamo fatto finora.

Se abbiamo aumentato un po’ i voti, in percentuale non dimentichiamolo, probabilmente dipende dal fatto che maggiore è stato l’astensionismo di destra, che abbiamo rosicchiato ancora qualcosa alla Federazione di sinistra i cui elettori in ogni caso pensano che consolidare il PD in questa situazione sia il minore dei mali.
In realtà l’obiettivo era governare le regioni. In alcune regioni abbiamo vinto, in altre abbiamo perso.
Poteva andar peggio? Certamente, al peggio non c’è mai fine.
Perché abbiamo perso?
Cosa dobbiamo fare adesso?
Lunedì 19 aprile ci sarà nella nostra sede il segretario provinciale del PD.
Abbiamo qualcosa da dirgli?

CONCORSO "RESISTENZA E COSTITUZIONE": L'ANPI SCRIVE ALLE SCUOLE

→ Al Dirigente dell’Istituto “G. Carozzi” - Seriate

→ Al Dirigente dell’Istituto “A. Moro” - Seriate

per conoscenza bandolo BLOG



OGGETTO: Concorso “Resistenza e Costituzione: le radici della democrazia italiana”
L’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia”) Sezione di Seriate per l’anno scolastico 2009/2010 promuove un concorso rivolto a:

Classi Terze Medie dell’Istituto “G. Carozzi” - Seriate
Classi Terze Medie dell’Istituto “A. Moro” – Seriate
Possono partecipare tutti gli studenti delle classi indicate, a gruppi o singolarmente, producendo un lavoro che può essere scritto o grafico o multimediale.

In ciascuno dei due Istituti indicati sarà premiato il lavoro giudicato migliore con un premio di € 500,00 (cinquecento) che sarà assegnato alla classe di appartenenza e potrà essere utilizzato per l’acquisto di materiale o per la partecipazione a iniziative di carattere educativo- didattiche.

Modalità di svolgimento:

I docenti delle classi coinvolte sono invitati a svolgere interventi che preparino gli studenti sui temi proposti (l’A.N.P.I. offre la sua disponibilità a sostegno di ciò).

I lavori saranno consegnati al Dirigente dell’Istituto entro il 20 marzo 2010.

Il Dirigente formerà una Commissione giudicatrice comporta da lui stesso e da due docenti da lui scelti, a cui si aggregherà un docente esterno nominato dalla Sezione A.N.P.I. di Seriate; la Commissione nella sua completezza analizzerà i lavori prodotti dagli studenti e sceglierà il lavoro da premiare, redigendo un verbale scritto che sarà inviato alla Sezione A.N.P.I. entro il 31 marzo 2010, unitamente al plico degli elaborati.

La premiazione sarà effettuata il 25 Aprile 2010 nell’ambito di una cerimonia che prevede la partecipazione degli studenti delle classi terze.

Finalità

Con questa iniziativa l’A.N.P.I. Sezione di Seriate intende far riflettere studenti e docenti

sul ruolo determinante che l’antifascismo e la Resistenza hanno svolto nel cammino del nostro Paese verso la libertà e la democrazia;
sull’attualità dei temi proposti;
sulla necessità dell’impegno per l’attuazione dei principi espressi nella Costituzione, le cui radici sono nella Resistenza.
Ci permettiamo, infine, di ricordare il contributo di quanti nella Città di Seriate si batterono per la fine della guerra, la libertà e la democrazia; a tale scopo consegnamo ad ogni classe terza una copia del libro di Mario Pelliccioli, Seriate, 27-28 Aprile 1945, A.N.P.I. Sezione di Seriate, 2007.

Ringraziamo per la collaborazione.
Il Presidente A.N.P.I. Sezione di Seriate
Guido Pedrini

Seriate, Marzo 2010

L’ANPI NAZIONALE: SI PONGA SUBITO RIMEDIO ALLA CANCELLAZIONE DELLA RESISTENZA DALLA STORIA

venerdì 2 aprile 2010

Macchinari della Frattini trasferiti sotto scorta

(tratto da http://www.bergamonews.it - redazione@bergamonews.it)

I macchinari escono dall'azienda e i lavoratori non ci stanno. Almeno una parte dei lavoratori, dato che chi protesta denuncia con forza che "sulla vicenda di questa fabbrica (la Frattini di Seriate, ndr) il sindacato non è stato unito proprio per niente, e i lavoratori ne pagano le spese".
Fuori dalla Frattini, tra i diversi comparti dell'azienda, il presidio dura ormai da sei mesi: un periodo lungo, vissuto con difficoltà da almeno 140 lavoratori: una quarantina ricollocati anche grazie all'accordo tra l'azienda e la Mall Herlan, gli altri ancora oggi senza un lavoro, in cassa integrazione straordinaria.
Alcuni operai hanno provato a mantenere il presidio anche nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, quando diversi macchinari, utilizzati per anni sul posto di lavoro, sono stati spostati su alcuni camion dalla Frattini allo stabilimento Frattini Tech, acquisito dalla Mall Herlan.
"Potevano almeno aspettare una risposta dal tribunale, dato che la Fiom Cgil ha presentato un esposto contro lo spostamento di macchinari che secondo noi dovrebbero restare alla Frattini - ha commentato Bruno Bonicchio, un ex dipendente solidale con chi ha perso o sta perdendo il lavoro -. Se ne sono fregati anche di questo".
"Era circa mezzanotte quando mi hanno avvisato dello spostamento - aggiunge A. A., un dipendente che preferisce mantenere l'anonimato -. Ho pensato ad un pesce d'aprile, ma quando sono arrivato qui ho capito che non era così. Con un altro collega ho tentato di mettermi davanti ai cancelli, ma gli agenti della Digos mi hanno spostato. Abbiamo continuato a protestare, anche con Mirko Rota, il responsabile provinciale della Fiom. Ma poi non c'è stato niente da fare. Alle tre abbiamo ceduto".
La Fiom Cgil, che parlerà del trasferimento di macchinari in una conferenza stampa, vuole vederci chiaro: i macchinari non sono stati depositati tutti nello stabilimento Frattini Tech, ma su un'area aziendale la cui destinazione va ancora definita.
L'azienda ha replicato con un comunicato stampa: “Abbiamo solo esercitato un nostro diritto – commenta Patrick Jung della Frattini Tech –. Queste macchine erano di nostra proprietà, inserite nell’accordo di cessione concordato con il Giudice e con il Commissario Giudiziale, e regolarmente pagate” La Frattini Tech aveva già provato a spostare le macchine il 28 di dicembre scorso, ma i sindacati avevano chiesto all’azienda di non farlo prima di aprire una trattativa con loro. Diversi incontri si sono susseguiti nel tempo e dopo i risultati dell’accordo del 2 febbraio con la Fim – Cisl che ha chiuso positivamente una mediazione con 18 lavoratori, è continuato il percorso di conciliazione anche con la Fiom. “In questo periodo – prosegue Jung - abbiamo investito più di 250 mila euro nel lay out aziendale per poter ospitare questi macchinari, e il mese scorso abbiamo assunto, in accordo con la Fim Cisl altre 7 persone. Ma non avevamo ancora le nostre macchine per farli lavorare e purtroppo la prospettiva era quella di chiedere la cassa integrazione. Giunti a questo punto ci siamo rivolti alle autorità competenti anche perché era lo stesso Commissario Giudiziale che ci chiedeva da tempo di spostare quelle macchine che occupavano di fatto abusivamente i capannoni della fabbrica dimessa. Data e ora sono state decise dal Prefetto e noi ci siamo adeguati” Questa mattina alcuni operai del presidio hanno chiesto di poter vedere quali macchine fossero state spostate e in una logica correttezza e di trasparenza non c’è stato nessun problema ad accompagnarli all’interno della fabbrica. “Ricordo – conclude Patrick Jung, - che siamo stati gli unici che si sono fatti avanti per rilevare il ramo d’azienda Metal Container, abbiamo creato opportunità occupazionali, abbiamo investito tanti soldi e siamo venuti a Seriate per lavorare seriamente. Serviranno almeno due settimane per posizionare rendere operative le nostre macchine, dopo potremo finalmente completare il nostro ciclo produttivo.”

Via i macchinari dalla Frattini, i lavoratori non ci stanno
Giovedi 1 Aprile 2010

redazione@bergamonews.it

giovedì 1 aprile 2010

BUONA PASQUA A TUTTI

Egli vi precede...
Dobbiamo continuare con i sepolcri vuoti, con la Risurrezione, per le strade di Giustizia e Pace, con l'impegno di servire la Giustizia e la Pace, perchè non c'è amore più grande di chi da la propria vita.
E' Pasqua se con Cristo ci siamo tutti; se uno solo resta fuori, anche l'ultimo, anche il nemico, Egli non entra a fare Pasqua con noi; la Chiesa, con la Pasqua, è più domani che oggi.
(Don Mazzolari)

"INCONTRI SUL SERIO" : GIORGIO FORNONI A SERIATE

Buongiorno,
c'e' un posto in prima fila per te......

nuovo appuntamento con un nuovo ciclo di "Incontri sul Serio" - Viaggio nella vita -
Primo incontro:

Raccontare la vita
Incontro/dialogo con Giorgio Fornoni
Video-giornalista Report - Rai Tre




Venerdi' 9 aprile 2010
Teatro Aurora 0re 20,45 Seriate

Se volete.....se potete

Associazione Il Greto Onlus