sabato 27 febbraio 2010
IMMIGRARE IN ITALIA TRA SFRUTTAMENTO ED INTEGRAZIONE
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venerdì 26 febbraio 2010
“24 ORE SENZA DI NOI”
Il gruppo G.R.O.L. ( Gruppo di ricerca per L'occupazione e il lavoro ) costituito da persone appartenenti ai Circoli PD di Bagnatica, Pedrengo, Seriate, che da qualche tempo si riuniscono per riflettere sui problemi del lavoro nella nostra zona, aderisce alla manifestazione “24 ORE SENZA DI NOI” indetta dai lavoratori stranieri in Italia.
Essa vuole dimostrare quanto l’apporto, spesso così poco considerato o addirittura totalmente dimenticato di quei lavoratori, sia essenziale per il tessuto produttivo e dei servizi nel nostro Paese.
A questa manifestazione popolare organizzata dalle Associazioni dei Migranti stessi e che ha scelto il colore giallo per rendersi visibile ,hanno aderito in tanti: sindacati, associazioni del volontariato,piccoli gruppi, organizzazioni studentesche ecc.; manifestazioni analoghe sono state organizzate in altri Paesi Europei, per prima la Francia.
Crediamo che i lavoratori stranieri che hanno deciso di “rendersi visibili” in questo modo sopportino , come parte più debole del sistema, i costi maggiori della crisi che stiamo attraversando. Essa però non lascia certo indenni i lavoratori italiani. Pensate che la Provincia di Bergamo è passata da 15.000 disoccupati a 52.000 nel breve tempo di 3 anni nella sostanziale mancanza di qualsiasi azione positiva da parte di Provincia, regione e Governo centrale.
Per questo riteniamo che il sostegno all’iniziativa dei lavoratori stranieri non possa mancare sia da parte del nostro partito sia da parte di tutti i lavoratori, cassintegrati, disoccupati. Invitiamo quindi a scendere TUTTI IN PIAZZA MESCOLATI al popolo giallo per dare visibilità al popolo che c'è ma che non ha diritti: manifestiamo per loro ma anche per noi.
Partecipiamo a questa scommessa, facciamo girare la voce affinchè ci sia una mobilitazione che, già senza precedenti nelle forme di convocazione, possa essere “senza precedenti” anche nella partecipazione.
lunedì 1 Marzo 2010 presidio itinerante
dalla sede della Regione in via XX Settembre
alla Prefettura in via Tasso a Bergamo
RITROVO ORE 18, PARTENZA ORE 18.30
Essa vuole dimostrare quanto l’apporto, spesso così poco considerato o addirittura totalmente dimenticato di quei lavoratori, sia essenziale per il tessuto produttivo e dei servizi nel nostro Paese.
A questa manifestazione popolare organizzata dalle Associazioni dei Migranti stessi e che ha scelto il colore giallo per rendersi visibile ,hanno aderito in tanti: sindacati, associazioni del volontariato,piccoli gruppi, organizzazioni studentesche ecc.; manifestazioni analoghe sono state organizzate in altri Paesi Europei, per prima la Francia.
Crediamo che i lavoratori stranieri che hanno deciso di “rendersi visibili” in questo modo sopportino , come parte più debole del sistema, i costi maggiori della crisi che stiamo attraversando. Essa però non lascia certo indenni i lavoratori italiani. Pensate che la Provincia di Bergamo è passata da 15.000 disoccupati a 52.000 nel breve tempo di 3 anni nella sostanziale mancanza di qualsiasi azione positiva da parte di Provincia, regione e Governo centrale.
Per questo riteniamo che il sostegno all’iniziativa dei lavoratori stranieri non possa mancare sia da parte del nostro partito sia da parte di tutti i lavoratori, cassintegrati, disoccupati. Invitiamo quindi a scendere TUTTI IN PIAZZA MESCOLATI al popolo giallo per dare visibilità al popolo che c'è ma che non ha diritti: manifestiamo per loro ma anche per noi.
Partecipiamo a questa scommessa, facciamo girare la voce affinchè ci sia una mobilitazione che, già senza precedenti nelle forme di convocazione, possa essere “senza precedenti” anche nella partecipazione.
lunedì 1 Marzo 2010 presidio itinerante
dalla sede della Regione in via XX Settembre
alla Prefettura in via Tasso a Bergamo
RITROVO ORE 18, PARTENZA ORE 18.30
giovedì 25 febbraio 2010
LA LEGA A ROMA VOTA TUTTO QUELLO CHE IL GOVERNO PROPONE E VA CONTRO GLI INTERESSI DELLE COMUNITÀ LOCALI
I Comuni sono strozzati dai tagli del Governo, in particolare dagli ultimi che riguardano il Sociale.
Cominciano finalmente a lamentarsi anche i Sindaci leghisti: né è stato un esempio l’intervento del Sindaco di Seriate Silvana Saita al Convegno leghista intitolato “Il paesaggio: risorsa e tutela del territorio; identità e opportunità del piano paesistico regionale” tenutosi sabato scorso all’Auditorium del Liceo Mascheroni.
C’è una seconda domanda però che il Sindaco doveva fare a Giancarlo Giorgetti, Segretario nazionale della Lega Nord: come mai la Lega a Roma vota tutto quello che il Governo propone e che spesso va contro gli interessi alle Comunità locali, e poi invece sul territorio fa la voce grossa. Sono tanti gli esempi: l’energia nucleare, il taglio ai servizi sociali, il declassamento di Malpensa.
La contraddizione è evidente e non può essere sfuggita ad una donna intelligente come il Sindaco di Seriate
Mirosa Servidati
Bergamo 24 febbraio 2010
Cominciano finalmente a lamentarsi anche i Sindaci leghisti: né è stato un esempio l’intervento del Sindaco di Seriate Silvana Saita al Convegno leghista intitolato “Il paesaggio: risorsa e tutela del territorio; identità e opportunità del piano paesistico regionale” tenutosi sabato scorso all’Auditorium del Liceo Mascheroni.
C’è una seconda domanda però che il Sindaco doveva fare a Giancarlo Giorgetti, Segretario nazionale della Lega Nord: come mai la Lega a Roma vota tutto quello che il Governo propone e che spesso va contro gli interessi alle Comunità locali, e poi invece sul territorio fa la voce grossa. Sono tanti gli esempi: l’energia nucleare, il taglio ai servizi sociali, il declassamento di Malpensa.
La contraddizione è evidente e non può essere sfuggita ad una donna intelligente come il Sindaco di Seriate
Mirosa Servidati
Bergamo 24 febbraio 2010
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POLITICA LOCALE
mercoledì 24 febbraio 2010
IL PD DI SERIATE INSISTE: DOBBIAMO OCCUPARCI DEL PROBLEMA LAVORO, ANCHE A LIVELLO LOCALE.
Sebbene la stampa locale ne abbia dato solo un cenno, nel Consiglio comunale del 22 Febbraio è stato discusso un ordine del giorno presentato dal PD che sollecitava la discussione sul problema della crisi e del lavoro a Seriate e nella bergamasca.
Dopo un ampio dibattito, alcuni spunti sono stati accolti dalla maggioranza che, non potendo certamente votare contro le istanze presentate, si è astenuta nel voto (insieme alla lista civica l’albatro). Oltre alla consapevolezza di avere contribuito in maniera fattiva a “smuovere le acque” ed aver portato al centro della discussione un tema così importante, è presente anche l’amarezza provata nel constatare che l’attuale amministrazione non intende fare uno sforzo compiuto fuori dall’ordinario per cercare di contribuire a trovare una soluzione condivisa per un problema così grave.
A seguire il testo della presentazione all’odg che abbiamo fatto in Consiglio.
Presentazione Ordine del Giorno sul lavoro:
L’odg che presentiamo nuovamente stasera riguarda tutti. Probabilmente ciascuno dei presenti ha avuto o ha contatti con persone che hanno problemi di lavoro. Probabilmente, anzi sicuramente, qualcuno dei presenti ha problemi di lavoro.
Non è necessario rileggerne il contenuto, l’avete potuto leggere tutti, è stato affisso nel nostro spazio davanti al comune, l’abbiamo pubblicato sul BLOG, alcune proposte in esso contenute sono state ampiamente dibattute nel consiglio comunale di Bergamo e nel consiglio Provinciale con risalto sui mezzi di informazione. Abbiamo presentato un odg perché riteniamo possano intervenire tutti, debbano intervenire tutti, perché stiamo parlando di un problema che riguarda tutti e sarebbe davvero un errore grave derubricare le proposte fatte in questo consiglio comunale come “libro dei sogni”, parafrasando le parole del sindaco a commento della nostra mozione sul centro storico.
Allora parliamo di lavoro.
La situazione è grave, non perché vogliamo essere catastrofisti o pessimisti ad oltranza, è grave perché ci sono segnali chiari che dicono che la crisi non è finita e che, comunque, nella nostra realtà, una ripresa solida avverrà solo se sapremo identificare delle nuove forme di lavoro, valorizzando le nostre grandi capacità e, soprattutto, incentivando la formazione e la cultura del lavoro nelle nuove generazioni.
Per fare ciò ci vuole coraggio, il coraggio tipicamente richiesto dalle scelte difficili. Il coraggio che ci porta ad uscire dall’ordinaria amministrazione per valutare tutte le opzioni possibili e praticabili per tentare un approccio costruttivo alla soluzione di questo problema.
Caro sindaco, caro assessore al bilancio, non possiamo e non dobbiamo chiudere la faccenda con un ormai consolidato “non ce lo permette il bilancio” o, peggio, “non possiamo perché c’è il patto di stabilità”. Gli interventi pubblici locali atti al miglioramento dei servizi, ed al servizio della cittadinanza, sono più che mai opportuni in questa fase, proprio perché portano un’immediata boccata di ossigeno alle imprese e, a regime, sono di pubblica utilità.
Caro sindaco, caro assessore al bilancio, prima di dirci che i soldi non ci sono, fate rientrare i soldi che ci sono stati sottratti in maniera ingannevole dal governo centrale con la trovata dell’ici, e che non ci vengono restituiti sebbene siano sacrosantamente dovuti e, anzi, rendete pubblico l’importo di tale ammanco, in modo che la gente sappia anche questo. Perché dire di volere il federalismo fiscale e poi farsi sottrarre l’unica risorsa veramente federale è una presa in giro che, in queste condizioni, diventa insopportabile.
Noi pensiamo che le proposte fatte nell’odg siano condivisibili, anzi speriamo che per alcune di esse l’amministrazione ci dia già delle notizie positive. Siamo totalmente disponibili al confronto ed aggiungiamo giusto qualche altro spunto…
- Noi del Partito Democratico di Seriate da ormai tre mesi abbiamo avviato un “Gruppo di Ricerca per l’Occupazione e il Lavoro” con l’intento di ragionare sulla situazione occupazionale di Seriate e di promuovere, per quanto ne saremo capaci, una riflessione sulla politica del lavoro non solo nella nostra città, ma in tutta la zona circostante. Il nostro obbiettivo è di coinvolgere in essa i Sindacati, le Aziende, gli Artigiani e quanti sono toccati da questi problemi, perché possiamo insieme fare qualche passo concreto perché né i lavoratori della Frattini né nessun altro si senta lasciato solo. Un paio di mesi fa abbiamo organizzato un incontro pubblico che ha posto le basi per future iniziative, speriamo anche condivise, atte a diffondere al massimo la consapevolezza che la risoluzione del problema non potrà che essere condivisa. A tal fine perché non ipotizzare l’istituzione di una commissione comunale nella quale far confluire tutte le persone che ritengono di poter dare un contributo fattivo?
- I comuni di Villa di Serio e di Alzano hanno fatto partire dei progetti di intervento nel settore fotovoltaico sfruttando finanziamenti pubblici e con grande beneficio per amministrazione, cittadini e ambiente. E con un immediato impulso al mondo del lavoro. Proviamo a fare delle valutazioni anche in questo senso.
- Poi altri interventi come quelli già citati nel nostro odg……
- estendere in via sperimentale le agevolazioni previste dalla Family Card
- concordare con l’ente distributore forme di dilazione del pagamento delle tariffe per acqua, rifiuti, gas ed energia elettrica a favore delle famiglie in difficoltà
- costituire un fondo di garanzia – di entità adeguata – volto a garantire i crediti delle microimprese localizzate in città
- finanziare percorsi formativi destinati a persone, residenti nel Comune di Seriate, di età compresa tra i 18 ed i 45 anni in cerca di prima occupazione
- verificare la possibilità di introdurre, ai fini dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, meccanismi di progressività, in modo da ridurne l’incidenza sui cittadini appartenenti alle fasce più deboli;
- aderire alla campagna “Energia Sostenibile per l’Europa”
- aderire all’Osservatorio permanente del mercato del lavoro della Provincia di Bergamo
sollecitare il governo centrale (come auspicato anche più+ volte dall’ANCI) per:
- reintegrare i fondi per le politiche sociali tagliati dalla manovra finanziaria 2009;
- rivedere il patto di stabilità interno in modo tale da favorire le politiche di investimento pubblico degli enti locali, analogamente a quanto previsto dalle manovre anticrisi di Germania, Francia e Spagna;
- accelerare l’attuazione del federalismo fiscale e, in questo quadro, attribuire ai Comuni risorse da impiegare in interventi di politica industriale sul territorio volti al mantenimento dei presidi produttivi esistenti ed allo sviluppo di presidi produttivi ulteriori.
Dopo un ampio dibattito, alcuni spunti sono stati accolti dalla maggioranza che, non potendo certamente votare contro le istanze presentate, si è astenuta nel voto (insieme alla lista civica l’albatro). Oltre alla consapevolezza di avere contribuito in maniera fattiva a “smuovere le acque” ed aver portato al centro della discussione un tema così importante, è presente anche l’amarezza provata nel constatare che l’attuale amministrazione non intende fare uno sforzo compiuto fuori dall’ordinario per cercare di contribuire a trovare una soluzione condivisa per un problema così grave.
A seguire il testo della presentazione all’odg che abbiamo fatto in Consiglio.
Presentazione Ordine del Giorno sul lavoro:
L’odg che presentiamo nuovamente stasera riguarda tutti. Probabilmente ciascuno dei presenti ha avuto o ha contatti con persone che hanno problemi di lavoro. Probabilmente, anzi sicuramente, qualcuno dei presenti ha problemi di lavoro.
Non è necessario rileggerne il contenuto, l’avete potuto leggere tutti, è stato affisso nel nostro spazio davanti al comune, l’abbiamo pubblicato sul BLOG, alcune proposte in esso contenute sono state ampiamente dibattute nel consiglio comunale di Bergamo e nel consiglio Provinciale con risalto sui mezzi di informazione. Abbiamo presentato un odg perché riteniamo possano intervenire tutti, debbano intervenire tutti, perché stiamo parlando di un problema che riguarda tutti e sarebbe davvero un errore grave derubricare le proposte fatte in questo consiglio comunale come “libro dei sogni”, parafrasando le parole del sindaco a commento della nostra mozione sul centro storico.
Allora parliamo di lavoro.
La situazione è grave, non perché vogliamo essere catastrofisti o pessimisti ad oltranza, è grave perché ci sono segnali chiari che dicono che la crisi non è finita e che, comunque, nella nostra realtà, una ripresa solida avverrà solo se sapremo identificare delle nuove forme di lavoro, valorizzando le nostre grandi capacità e, soprattutto, incentivando la formazione e la cultura del lavoro nelle nuove generazioni.
Per fare ciò ci vuole coraggio, il coraggio tipicamente richiesto dalle scelte difficili. Il coraggio che ci porta ad uscire dall’ordinaria amministrazione per valutare tutte le opzioni possibili e praticabili per tentare un approccio costruttivo alla soluzione di questo problema.
Caro sindaco, caro assessore al bilancio, non possiamo e non dobbiamo chiudere la faccenda con un ormai consolidato “non ce lo permette il bilancio” o, peggio, “non possiamo perché c’è il patto di stabilità”. Gli interventi pubblici locali atti al miglioramento dei servizi, ed al servizio della cittadinanza, sono più che mai opportuni in questa fase, proprio perché portano un’immediata boccata di ossigeno alle imprese e, a regime, sono di pubblica utilità.
Caro sindaco, caro assessore al bilancio, prima di dirci che i soldi non ci sono, fate rientrare i soldi che ci sono stati sottratti in maniera ingannevole dal governo centrale con la trovata dell’ici, e che non ci vengono restituiti sebbene siano sacrosantamente dovuti e, anzi, rendete pubblico l’importo di tale ammanco, in modo che la gente sappia anche questo. Perché dire di volere il federalismo fiscale e poi farsi sottrarre l’unica risorsa veramente federale è una presa in giro che, in queste condizioni, diventa insopportabile.
Noi pensiamo che le proposte fatte nell’odg siano condivisibili, anzi speriamo che per alcune di esse l’amministrazione ci dia già delle notizie positive. Siamo totalmente disponibili al confronto ed aggiungiamo giusto qualche altro spunto…
- Noi del Partito Democratico di Seriate da ormai tre mesi abbiamo avviato un “Gruppo di Ricerca per l’Occupazione e il Lavoro” con l’intento di ragionare sulla situazione occupazionale di Seriate e di promuovere, per quanto ne saremo capaci, una riflessione sulla politica del lavoro non solo nella nostra città, ma in tutta la zona circostante. Il nostro obbiettivo è di coinvolgere in essa i Sindacati, le Aziende, gli Artigiani e quanti sono toccati da questi problemi, perché possiamo insieme fare qualche passo concreto perché né i lavoratori della Frattini né nessun altro si senta lasciato solo. Un paio di mesi fa abbiamo organizzato un incontro pubblico che ha posto le basi per future iniziative, speriamo anche condivise, atte a diffondere al massimo la consapevolezza che la risoluzione del problema non potrà che essere condivisa. A tal fine perché non ipotizzare l’istituzione di una commissione comunale nella quale far confluire tutte le persone che ritengono di poter dare un contributo fattivo?
- I comuni di Villa di Serio e di Alzano hanno fatto partire dei progetti di intervento nel settore fotovoltaico sfruttando finanziamenti pubblici e con grande beneficio per amministrazione, cittadini e ambiente. E con un immediato impulso al mondo del lavoro. Proviamo a fare delle valutazioni anche in questo senso.
- Poi altri interventi come quelli già citati nel nostro odg……
- estendere in via sperimentale le agevolazioni previste dalla Family Card
- concordare con l’ente distributore forme di dilazione del pagamento delle tariffe per acqua, rifiuti, gas ed energia elettrica a favore delle famiglie in difficoltà
- costituire un fondo di garanzia – di entità adeguata – volto a garantire i crediti delle microimprese localizzate in città
- finanziare percorsi formativi destinati a persone, residenti nel Comune di Seriate, di età compresa tra i 18 ed i 45 anni in cerca di prima occupazione
- verificare la possibilità di introdurre, ai fini dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, meccanismi di progressività, in modo da ridurne l’incidenza sui cittadini appartenenti alle fasce più deboli;
- aderire alla campagna “Energia Sostenibile per l’Europa”
- aderire all’Osservatorio permanente del mercato del lavoro della Provincia di Bergamo
sollecitare il governo centrale (come auspicato anche più+ volte dall’ANCI) per:
- reintegrare i fondi per le politiche sociali tagliati dalla manovra finanziaria 2009;
- rivedere il patto di stabilità interno in modo tale da favorire le politiche di investimento pubblico degli enti locali, analogamente a quanto previsto dalle manovre anticrisi di Germania, Francia e Spagna;
- accelerare l’attuazione del federalismo fiscale e, in questo quadro, attribuire ai Comuni risorse da impiegare in interventi di politica industriale sul territorio volti al mantenimento dei presidi produttivi esistenti ed allo sviluppo di presidi produttivi ulteriori.
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IL METRO' LEGGERO DA PONTE S. PIETRO AD ALBANO E' FATTIBILE: BASTA VOLERLO!
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AUMENTATA LA RETTA MINIMA DELL'ASILO NIDO: LA FERMA OPPOSIZIONE DEL PD NON BASTA, LA GIUNTA TORNA A METTERE LE MANI NEL PORTAFOGLIO DEI CITTADINI
Nel Consiglio Comunale del 22 Febbraio la Giunta ha proposto l'aumento della retta minima di accesso all'asilo nido dalle attuali 220€(+istat) a 300€. E' un aumento enorme al quale il PD si è opposto in maniera ferma e decisa. In questa maniera si colpiscono le famiglie, alla faccia delle pompose dichiarazioni del centrodestra. Il Comune è creditore verso lo Stato ancora di una grossa somma relativa ai trasferimenti che dovrebbero rientrare a compensazione del mancato introito dell'ICI: vadano a prenderseli lì i soldi, non nelle tasche dei cittadini, già provate da questo periodo di crisi!
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martedì 23 febbraio 2010
OL NOST SERIAT: DUE PESI E DUE PDL
Nel Consiglio Comunale di ieri è stata discussa, tra le altre cose, una mozione del PD e di PRC nella quale si impegnava la Giunta a creare un comitato di redazione per il periodico dell'amministrazione "Ol Nost Seriat" al fine di garantire una più equilibrata e pertinente presenza alle minoranze consiliari. Dal sindaco non ci aspettavamo certo un'apertura, sappiamo quanto sia legata alla propria presenza sul periodico, monopolizzata con fotografie di ogni tipo. E' dai banchi della PDL che ci si sarebbe aspettati un minimo di coerenza. Coerenza caduta nella battuta, che non ha fatto ridere nessuno, del capogruppo che si è detto da sempre poco simpatizzante dei "comitati di redazione". Infatti, nella passata amministrazione, furono proprio gli esponenti della PDL a chiedere a gran voce un maggiore equilibrio nella distribuzione degli spazi sul notiziario. Peccato, hanno perso una buona occasione, anche se dovremo abituarci: il potere fa brutti scherzi.
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RAIMONDI? ABUSIVO. FIDUCIA? MILLEPROROGHE.
La definizione degli spazi per l’affissione dei manifesti elettorali non è ancora stata comunicata e c’è già chi, abusivamente, ne usufruisce. Sono infatti ben evidenti le strisce azzurre con la scritta Raimondi fiducia. Beh, l’interessato non ha niente di cui preoccuparsi, l’utilizzo abusivo degli spazi elettorali è stato preventivamente condonato nel decreto mille proroghe.
Il condono sarà quindi certo, ma è altrettanto certo che la fiducia, a questo punto, sarebbe davvero mal riposta. Gente che si condona preventivamente degli abusi futuri non suscita certamente una fiducia straripante. Così come il malcostume consolidato che emerge da alcuni esponenti della maggioranza in regione Lombardia, inquisiti, arrestati, o beccati in fase di ricevimento di una mazzetta, non pare un grande viatico per una parte politica che si candida per completare il “ventennio” formigoniano. Quale fiducia?
Il condono sarà quindi certo, ma è altrettanto certo che la fiducia, a questo punto, sarebbe davvero mal riposta. Gente che si condona preventivamente degli abusi futuri non suscita certamente una fiducia straripante. Così come il malcostume consolidato che emerge da alcuni esponenti della maggioranza in regione Lombardia, inquisiti, arrestati, o beccati in fase di ricevimento di una mazzetta, non pare un grande viatico per una parte politica che si candida per completare il “ventennio” formigoniano. Quale fiducia?
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sabato 20 febbraio 2010
LETTERA DALL'ANPI: LE FOIBE, GIU’ LE MANI DALLA STORIA
Il 10 Febbraio scorso si e’ svolta a Seriate la cerimonia per il “giorno del ricordo”, con la presenza dell’associazione esuli dalmati e di un gruppo di studenti del liceo “Lussana e Mascheroni”.
La nostra associazione ritiene giusto e doveroso ricordare le vicende delle comunità italiane nell’Istria e nella Dalmazia, in particolare le vittime (morti ed esuli) alla conclusione della seconda guerra mondiale.
E’’ vero anche che nella vicenda delle foibe, per decenni, si e’ taciuto (non da parte degli storici) per convenienze di vario tipo, consentendo alla destra di strumentalizzarne il ricordo.
A distanza di tanti anni ed alla luce di tutte le ricerche svolte sull’argomento, dobbiamo esprimere la nostra amarezza per quanto abbiamo sentito nei discorsi tenuti durante la cerimonia, che dimostrano ancora una volta come una certa politica voglia strumentalizzare quei fatti tragici..
Isolare quell’evento dal contesto generale della storia, dalle complesse vicende del confine orientale italiano nel corso del XX secolo e dalle responsabilità del fascismo e’ una operazione scorretta e diseducativa.
Ci auguriamo che gli studenti presenti alla manifestazione imparino a scuola ad affrontare un po’ più correttamente il problema e che tutti i cittadini si ricordino che la libertà si perde quando si smette di pensare con il proprio cervello
Sezione ANPI di Seriate
IL DIRETTIVO
La nostra associazione ritiene giusto e doveroso ricordare le vicende delle comunità italiane nell’Istria e nella Dalmazia, in particolare le vittime (morti ed esuli) alla conclusione della seconda guerra mondiale.
E’’ vero anche che nella vicenda delle foibe, per decenni, si e’ taciuto (non da parte degli storici) per convenienze di vario tipo, consentendo alla destra di strumentalizzarne il ricordo.
A distanza di tanti anni ed alla luce di tutte le ricerche svolte sull’argomento, dobbiamo esprimere la nostra amarezza per quanto abbiamo sentito nei discorsi tenuti durante la cerimonia, che dimostrano ancora una volta come una certa politica voglia strumentalizzare quei fatti tragici..
Isolare quell’evento dal contesto generale della storia, dalle complesse vicende del confine orientale italiano nel corso del XX secolo e dalle responsabilità del fascismo e’ una operazione scorretta e diseducativa.
Ci auguriamo che gli studenti presenti alla manifestazione imparino a scuola ad affrontare un po’ più correttamente il problema e che tutti i cittadini si ricordino che la libertà si perde quando si smette di pensare con il proprio cervello
Sezione ANPI di Seriate
IL DIRETTIVO
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RELAZIONE C.P.A.C. CARITAS SERIATE
Postiamo la relazione che gentilmente ci ha fatto pervenire il Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento della CARITAS di Seriate. Documento che fotografa la situazione delle povertà sul nostro territorio nel periodo dal 01/01/09 al 31/12/09.. E questo è il resto.
venerdì 19 febbraio 2010
martedì 16 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
Basta cantieri a Seriate
Basta cantieri a Seriate. E' il titolo de L'Eco del 12 febbraio 2010 che riporta in sintesi i dati del questionario che il comune ha inviato a 8000 famiglie di Seriate in vista del Pgt e al quale ha risposto solo il 20% della popolazione. Cosa significa questo? Per 9 residenti su 10 di quel 20% (1.669 nuclei familiari) non si dovrebbe più costruire se non implementare spazi culturali e sportivi. E' quello che ha sempre detto il Pd prima delle elezioni, è stata una delle idee centrali della campagna contro le politiche portate avanti dalla Lega in questo ultimo ventennio. Il Partito Democratico, ricevette 3.155 voti (23,22%) nelle ultime amministrative del giugno 2009. Non c'è relazione significativa con la partecipazione del 20% delle famiglie al questionario, anzi, è probabile che di quei 1.669 nuclei che hanno risposto al questionario non siano tutti iscritti o abbiano dato la preferenza agli orientamenti politici del PD, ma la campagna sulla insensatezza di incrementare le volumetrie senza dare un senso alla città ha dato i suoi frutti almeno sull'insieme di quella percentuale attiva. Resta da risolvere il mistero delle 6.331 famiglie che non hanno risposto al questionario, e cioè di quei slla grandissima parte dei cittadini di Seriate indifferenti, come se vivessero in un dormitorio pubblico. Quali ne siano i motivi non lo sapremo mai, sarebbe come chiederlo ai morti. Ma, allora, cosa può fare un comune per coinvolgere maggiormente alla vita pubblica e quindi sulle scelte del futuro e del territorio i suoi cittadini?
sabato 13 febbraio 2010
LE BUFFONATE MASCHERATE RESANO BUFFONATE
La relazione del governatore della Banca D'Italia fatta ieri è impietosa: l'Italia è l'unica nazione del G7 a non mostrare segni di ripresa. I dati sono estremamente negativi. E non lo dice un comunista sfegatato porta-iella, lo dice Draghi. E i nostri governanti con il sorriso a 32 denti, un pò come le dame di prima classe del Titanic nell'ultimo ballo a bordo, incuranti del problema, si dilettano in uscite fantasiose e inverosimili, tanto la scialuppa di salvataggio per loro, come per le dame di prima classe, è assicurata. Ad andare a fondo sono gli altri, non loro.
In un quadro drammatico per l'economia europea (vedi la situazione in Grecia), abbiamo ministri che se ne vanno in Sicilia a dire che il ponte si farà, è irreversibile, come irreversibile viene dato il conto alla rovescia per la costruzione delle centrali nucleari. Abbiamo il premier che va a raccontare barzellette sui palestinesi agli israeliani e barzellette sugli israeliani ai palestinesi, dicendo che dovremo inasprire le azioni contro l'Iran, con il risultato che ci sarà qualcun altro che inaspirà le azioni contro di noi. E intanto la barca che affonda con una politica incapace di fare quello che dovrebbe fare: il bene comune.
In un quadro drammatico per l'economia europea (vedi la situazione in Grecia), abbiamo ministri che se ne vanno in Sicilia a dire che il ponte si farà, è irreversibile, come irreversibile viene dato il conto alla rovescia per la costruzione delle centrali nucleari. Abbiamo il premier che va a raccontare barzellette sui palestinesi agli israeliani e barzellette sugli israeliani ai palestinesi, dicendo che dovremo inasprire le azioni contro l'Iran, con il risultato che ci sarà qualcun altro che inaspirà le azioni contro di noi. E intanto la barca che affonda con una politica incapace di fare quello che dovrebbe fare: il bene comune.
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venerdì 12 febbraio 2010
PROTEZIONE INCIVILE O CIVILTA’ SPROTETTA?
La recente vicenda che ha coinvolto i vertici della protezione civile lascia amarezza in tutte le persone di buon senso. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso. Però è giusto interrogarsi. Interroghiamoci per esempio sulle parole di Bertolaso: “al G8 qualcosa può essere sfuggito”…. Qualcosa può essere sfuggito?
Ma ci rendiamo conto della gravità di tale affermazione? Un evento che doveva essere di prestigio internazionale (anche se molti si interrogano sull’opportunità di spendere cifre inaudite per radunare dei capi di stato che potrebbero tranquillamente farlo in video-conferenza..), spostato a l’Aquila in maniera propagandistica dal sire, ha lasciato dei lavori incompiuti con soldi pubblici buttati al vento. E qualcosa può essere sfuggito? Bertolaso si dice anche amareggiato. Con tutto il rispetto, amareggiati siamo noi. Le emergenze non vanno inventate. Organizzare il G8 non c’entra niente con la protezione civile. Quella dovrebbe andare a imporre la messa in sicurezza degli edifici pubblici in zone a rischio, fare piazza pulita dell’abusivismo edilizio che crea dissesti inimmaginabili. Evitare che il prossimo terremoto diventi l’ennesima tragedia. Perché un terremoto come quello dell’Aquila, in California o in Giappone, non avrebbe fatto nemmeno scattare le sirene di evacuazione. Qui da noi invece aspettiamo il prossimo terremoto di Messina che, secondo stime di ricercatori universitari, con la stessa magnitudo di quello dell’inizio del secolo scorso, farebbe 120 mila morti. Allora, caro Bertolaso, capiamo che non sei nello stato d’animo di riprendere il tuo posto: nei tuoi panni, in queste condizioni - indipendentemente dall’inchiesta - non lo saremmo neppure noi.
Ma ci rendiamo conto della gravità di tale affermazione? Un evento che doveva essere di prestigio internazionale (anche se molti si interrogano sull’opportunità di spendere cifre inaudite per radunare dei capi di stato che potrebbero tranquillamente farlo in video-conferenza..), spostato a l’Aquila in maniera propagandistica dal sire, ha lasciato dei lavori incompiuti con soldi pubblici buttati al vento. E qualcosa può essere sfuggito? Bertolaso si dice anche amareggiato. Con tutto il rispetto, amareggiati siamo noi. Le emergenze non vanno inventate. Organizzare il G8 non c’entra niente con la protezione civile. Quella dovrebbe andare a imporre la messa in sicurezza degli edifici pubblici in zone a rischio, fare piazza pulita dell’abusivismo edilizio che crea dissesti inimmaginabili. Evitare che il prossimo terremoto diventi l’ennesima tragedia. Perché un terremoto come quello dell’Aquila, in California o in Giappone, non avrebbe fatto nemmeno scattare le sirene di evacuazione. Qui da noi invece aspettiamo il prossimo terremoto di Messina che, secondo stime di ricercatori universitari, con la stessa magnitudo di quello dell’inizio del secolo scorso, farebbe 120 mila morti. Allora, caro Bertolaso, capiamo che non sei nello stato d’animo di riprendere il tuo posto: nei tuoi panni, in queste condizioni - indipendentemente dall’inchiesta - non lo saremmo neppure noi.
martedì 9 febbraio 2010
PENDOLARI Km 0 .... FORMIGONI DISASTRO
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POLITICA LOCALE
GIORNATA DELLA MEMORIA A SERIATE
video a cura dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
lunedì 8 febbraio 2010
LO SBARCO: UN'IMPRESA POSSIBILE
Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Civitavecchia (o a Genova).
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org
Guardate il blog: http://www.losbarco.org
Quando e come
La nave, un servizio di linea di cui occuperemmo una parte, partirà venerdì 25 GIUGNO. Durante il viaggio prevediamo di svolgere attività di vario tipo. Se hai qualche proposta, segnalacela.
Stiamo cercando di contrattare dei prezzi accessibili (intorno ai 50 Euro per persona, sola andata) e penseremo a forme di autofinanziamento (collette, sottoscrizioni, feste…) affinchè anche coloro che hanno difficoltà economiche (studenti, disoccupati, famiglie numerose…) possano partecipare. Aiutaci!
Dopo attente analisi abbiamo scelto GENOVA COME DESTINAZIONE.
Si tratterebbe poi di organizzare un’ospitalità per UNA NOTTE a Genova, e poi la serata e la giornata successiva in una piazza, con eventi, incontri, quanto nascerà.
Vi chiediamo:
di far girare questa informazione e mandare osservazioni, il lavoro è in progress
di partecipare al viaggio se vivete qua o di aiutarci a preparare la parte di manifestazione “in Italia”: l’obiettivo è che partano 1000 persone (di tutte le età), altrimenti si penserà ad altro.
Chiediamo anche un’adesione simbolica a gruppi italiani, europei, extraeuropei e a singole persone, intellettuali o meno, con messaggi di testo o video.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Civitavecchia (o a Genova).
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org
Guardate il blog: http://www.losbarco.org
Quando e come
La nave, un servizio di linea di cui occuperemmo una parte, partirà venerdì 25 GIUGNO. Durante il viaggio prevediamo di svolgere attività di vario tipo. Se hai qualche proposta, segnalacela.
Stiamo cercando di contrattare dei prezzi accessibili (intorno ai 50 Euro per persona, sola andata) e penseremo a forme di autofinanziamento (collette, sottoscrizioni, feste…) affinchè anche coloro che hanno difficoltà economiche (studenti, disoccupati, famiglie numerose…) possano partecipare. Aiutaci!
Dopo attente analisi abbiamo scelto GENOVA COME DESTINAZIONE.
Si tratterebbe poi di organizzare un’ospitalità per UNA NOTTE a Genova, e poi la serata e la giornata successiva in una piazza, con eventi, incontri, quanto nascerà.
Vi chiediamo:
di far girare questa informazione e mandare osservazioni, il lavoro è in progress
di partecipare al viaggio se vivete qua o di aiutarci a preparare la parte di manifestazione “in Italia”: l’obiettivo è che partano 1000 persone (di tutte le età), altrimenti si penserà ad altro.
Chiediamo anche un’adesione simbolica a gruppi italiani, europei, extraeuropei e a singole persone, intellettuali o meno, con messaggi di testo o video.
domenica 7 febbraio 2010
LA FIDUCIA NON SI VENDE IN FIERA
Da una brillante (si fa per dire) idea del consigliere regionale Raimondi, è stata organizzata a Bergamo la fiera della fiducia. Perchè la gente, durante la crisi, la fiducia la perde. Peccato, cari pidielle-leghisti che governate la regione, che la fiducia in voi ormai è sempre più difficile riporla.
La sanità nella regione è indebitata fino al collo ed è stata lottizzata in maniera feroce dalla giunta Formigoni con un occhio di favore (anche due) ai ciellini che occupano gran parte dei posti dirigenziali pubblici. La Malpensa, cattedrale nel deserto, barattata per tenere buoni i leghisti (quelli della Lombardia orientale non si sognano nemmeno di andare alla Malpensa, usano Orio, Linate o Verona). Il sistema ferroviario è da terzo mondo. Nelle scorse settimane le cronache giudiziarie hanno coinvolto assessori ed amministratori pubblici lombardi con accuse, anche gravi, rispetto alla gestione della cosa pubblica. Una gestione amministrativa del genere ricorda quella socialista ai tempi della Milano da bere, dove tutto era gestito con gli amici e gli amici degli amici. Alla faccia della tanto decantata meritocrazia.
Ma cari pidielle-leghisti, lasciate perdere: la fiducia non si vende in fiera.
La sanità nella regione è indebitata fino al collo ed è stata lottizzata in maniera feroce dalla giunta Formigoni con un occhio di favore (anche due) ai ciellini che occupano gran parte dei posti dirigenziali pubblici. La Malpensa, cattedrale nel deserto, barattata per tenere buoni i leghisti (quelli della Lombardia orientale non si sognano nemmeno di andare alla Malpensa, usano Orio, Linate o Verona). Il sistema ferroviario è da terzo mondo. Nelle scorse settimane le cronache giudiziarie hanno coinvolto assessori ed amministratori pubblici lombardi con accuse, anche gravi, rispetto alla gestione della cosa pubblica. Una gestione amministrativa del genere ricorda quella socialista ai tempi della Milano da bere, dove tutto era gestito con gli amici e gli amici degli amici. Alla faccia della tanto decantata meritocrazia.
Ma cari pidielle-leghisti, lasciate perdere: la fiducia non si vende in fiera.
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LOMBARDIA,
POLITICA LOCALE
sabato 6 febbraio 2010
PICCOLO MANUALE DEL MILITANTE DI BASE
Mentre i grandi dirigenti del PD dibattono se Morgan debba andare o no a Sanremo, il militante di base si trova spesso spiazzato su questioni più prosaiche. Intanto il militante di base di solito va a lavorare e incontra quindi i colleghi, o va a fare la spesa ed incontra i vicini, o va a trovare la vecchia mamma e trova i parenti. Insomma incontra un mucchio di gente che appena accenna a qualcosa di politico lo mette volentieri in difficoltà.
Questo piccolo manuale vuol dare una mano a questo militante che se aspetta indicazioni chiare dai vertici sai l’attesa ...
Naturalmente questo è un manuale democratico ed interattivo.
Cioè qui di seguito presentiamo il primo capitolo che ognuno può integrare a piacere, togliendo ed aggiungendo, perchè noi siamo convinti che il militante di base sotto sotto la sappia lunga.
Se la sa lunga anche sopra sopra può ben proporci un nuovo capitolo su un nuovo argomento (ad esempio: non ci sono più le mezze stagioni, l’Inter ha rubato due scudetti, negri a casa loro, qui è tutto un magna magna) che ben volentieri pubblicheremo.
Se ci garbano.
Democratici si, ma un po’ snob. A noi ica ci pagano per questo.
Capitolo 1
Cosa rispondere a chi ti accusa di fare dell’antiberlusconismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si, grazie.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Certo, non sono mica D’Alema.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma gratuito. Praticamente è volontariato.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Naturalmente. Ho fatto il militare a Cuneo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- SI, anche se devo ammettere che non è trendy.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Ma solo nei giorni feriali. in quelli festivi mi dò all’anticlericalismo ottocentesco.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Lei no? Si faccia coraggio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Veramente non volevo ma me l’ha consigliato il dottore. Dice che è meglio del malox.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma non a livello professionistico.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Già. E’ di famiglia ed io ci tengo alla famiglia.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Lei fa dell’antiantiberlusconismo!
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Sono costretto. Sa, è per la par condicio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Sono costretto. E’ per la privacy.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Certo, sono del capricorno.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Beh, anche i militanti nel loro piccolo si incazzano.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma non in esclusiva, faccio anche dell’antibossismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Come l’ha scoperto?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si e colleziono anche ritratti di pinguini di destra. Permette una foto?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma da quattro soldi. Sa ho un reddito modesto.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Guardi è un toccasana, scioglie i nervi, rilassa la prostata e ti svegli al mattino che sei un pimpirlino.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Scusi sa, non faccio per dire, non per fare il modesto ma dica pure che l’antiberlusconismo l’ho inventato io.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Ma ha cominciato prima lui.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Non posso farne a meno. Me l’ha imposto Padre Pio in sogno.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E’ per smettere di fumare. Vizio scaccia vizio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma è solo per essere sicuro che non mi scambino per il ministro Bondi.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si, ma in cambio non vado a puttane.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Guardi, alla sera non c’è di meglio. Un paio di pantofole, un maglione caldo, una poltrona la televisione spenta, leggi un buon libro e intanto sorseggi piano piano il tuo bel bicchiere di antiberlusconismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E’ perchè sono della Lega ma non mi tengo aggiornato.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Avevo da parte un po’ di risparmi, dove voleva che li investissi? Nei bond argentini?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E non sono l’unico, sa?
Questo piccolo manuale vuol dare una mano a questo militante che se aspetta indicazioni chiare dai vertici sai l’attesa ...
Naturalmente questo è un manuale democratico ed interattivo.
Cioè qui di seguito presentiamo il primo capitolo che ognuno può integrare a piacere, togliendo ed aggiungendo, perchè noi siamo convinti che il militante di base sotto sotto la sappia lunga.
Se la sa lunga anche sopra sopra può ben proporci un nuovo capitolo su un nuovo argomento (ad esempio: non ci sono più le mezze stagioni, l’Inter ha rubato due scudetti, negri a casa loro, qui è tutto un magna magna) che ben volentieri pubblicheremo.
Se ci garbano.
Democratici si, ma un po’ snob. A noi ica ci pagano per questo.
Capitolo 1
Cosa rispondere a chi ti accusa di fare dell’antiberlusconismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si, grazie.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Certo, non sono mica D’Alema.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma gratuito. Praticamente è volontariato.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Naturalmente. Ho fatto il militare a Cuneo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- SI, anche se devo ammettere che non è trendy.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Ma solo nei giorni feriali. in quelli festivi mi dò all’anticlericalismo ottocentesco.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Lei no? Si faccia coraggio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Veramente non volevo ma me l’ha consigliato il dottore. Dice che è meglio del malox.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma non a livello professionistico.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Già. E’ di famiglia ed io ci tengo alla famiglia.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Lei fa dell’antiantiberlusconismo!
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Sono costretto. Sa, è per la par condicio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Sono costretto. E’ per la privacy.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Certo, sono del capricorno.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Beh, anche i militanti nel loro piccolo si incazzano.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma non in esclusiva, faccio anche dell’antibossismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Come l’ha scoperto?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si e colleziono anche ritratti di pinguini di destra. Permette una foto?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma da quattro soldi. Sa ho un reddito modesto.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Guardi è un toccasana, scioglie i nervi, rilassa la prostata e ti svegli al mattino che sei un pimpirlino.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Scusi sa, non faccio per dire, non per fare il modesto ma dica pure che l’antiberlusconismo l’ho inventato io.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Ma ha cominciato prima lui.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Non posso farne a meno. Me l’ha imposto Padre Pio in sogno.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E’ per smettere di fumare. Vizio scaccia vizio.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si ma è solo per essere sicuro che non mi scambino per il ministro Bondi.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Si, ma in cambio non vado a puttane.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Guardi, alla sera non c’è di meglio. Un paio di pantofole, un maglione caldo, una poltrona la televisione spenta, leggi un buon libro e intanto sorseggi piano piano il tuo bel bicchiere di antiberlusconismo.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E’ perchè sono della Lega ma non mi tengo aggiornato.
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- Avevo da parte un po’ di risparmi, dove voleva che li investissi? Nei bond argentini?
- Lei fa dell’antiberlusconismo!
- E non sono l’unico, sa?
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PARTITO DEMOCRATICO,
POLITICA,
SOCIETA'
interpellanza del circolo PD di Seriate sulla questione "Pediatria"
Publish at Calaméo or browse others.
Al Presidente del Consiglio Comunale
Giampaolo Volpi
I sottoscritti Carlo Vallenzasca, Ines Turani, Rodolfo Mendez e Tito Tiraboschi consiglieri comunali del Gruppo Partito Democratico, chiedono che venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale la seguente
INTERPELLANZA
PREMESSO CHE IL CIRCOLO PD DI SERIATE
-in data 25.5.2009 ha organizzato un'assemblea pubblica nella quale venivano
da più parti espresse perplessità relativamente allo spostamento del reparto di
Pediatria dall'ospedale di Seriate (ospedale di riferimento dell'Azienda
Ospedaliera Bolognini) all'ospedale di Alzano Lombardo.
-preso atto che tale spostamento è temporaneo e dettato dalla necessità di
messa a norma, ampliamento ed ammodernamento dello stabile che ospita diversi
reparti (oltre alla Pediatria anche Medicina Generale, Neurologia e
Cardiologia) si chiedevano precise garanzie circa il rientro della Pediatria a
Seriate, una tempistica accurata per lo svolgimento dei lavori, un
coordinamento per limitare i disagi degli utenti, un'attenzione particolare
nello svolgimento del bando per aggiudicare i lavori onde evitare che il
criterio di scelta per le imprese concorrenti fosse unicamente il massimo
ribasso dell'offerta rispetto alla base d'asta, a prescindere da criteri
qualitativi garantiti dalle aziende appaltanti.
PRESO ATTO CHE
-La direzione sanitaria dell'A.O.Bolognini dava le necessarie rassicurazioni,
anche tramite dichiarazioni agli organi di stampa, circa il rientro della
Pediatria a Seriate nei tempi previsti e nell'ottica di un miglioramento
complessivo dei servizi erogati agli utenti.
VENUTI A CONOSCENZA,
anche tramite articolo pubblicato sul quotidiano "l'Eco di Bergamo" in data
30.1.2010,
- del rischio di ritardi nei lavori inerenti la manutenzione del padiglione
ospedaliero che ospitava la Pediatria
- che il rallentamento dei lavori sarebbe dovuto al fatto che l'azienda che si
è aggiudicata l'appalto ha subappaltato i lavori ad un'azienda che non è in
grado di pagare lo stipendio ai propri dipendenti (come si evince da un
comunicato della organizzazioni sindacali del settore. Attualmente l’azienda subappaltante è stata sostituita da un’altra azienda: che garanzie ci sono che non si ripetano i medesimi problemi?)
TUTTO QUESTO PREMESSO E CONSIDERATO, CHIEDIAMO
al sindaco SILVANA SANTISI SAITA
-quale opera di monitoraggio abbia svolto, anche nell'ambito del Tavolo di
Coordinamento che doveva essere istituito con la partecipazione di
rappresentanti dell'Azienda Ospedaliera, dei sindacati e del Sindaco stesso
-quali iniziative intenda promuovere per sostenere il corretto svolgimento
dei lavori ed il rispetto dei tempi programmati, nell'interesse della nostra comunità seriatese e di tutti gli utenti dell'ospedale Bolognini
Seriate, 4 Febbraio 2010 Gruppo Consiliare “Partito Democratico”
Carlo Vallenzasca Ines Turani
Tito Tiraboschi Rodolfo José Mendez
lunedì 1 febbraio 2010
Riflessioni sul fisco di Rocco Artifoni
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