venerdì 12 febbraio 2010

PROTEZIONE INCIVILE O CIVILTA’ SPROTETTA?

La recente vicenda che ha coinvolto i vertici della protezione civile lascia amarezza in tutte le persone di buon senso. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso. Però è giusto interrogarsi. Interroghiamoci per esempio sulle parole di Bertolaso: “al G8 qualcosa può essere sfuggito”…. Qualcosa può essere sfuggito?
Ma ci rendiamo conto della gravità di tale affermazione? Un evento che doveva essere di prestigio internazionale (anche se molti si interrogano sull’opportunità di spendere cifre inaudite per radunare dei capi di stato che potrebbero tranquillamente farlo in video-conferenza..), spostato a l’Aquila in maniera propagandistica dal sire, ha lasciato dei lavori incompiuti con soldi pubblici buttati al vento. E qualcosa può essere sfuggito? Bertolaso si dice anche amareggiato. Con tutto il rispetto, amareggiati siamo noi. Le emergenze non vanno inventate. Organizzare il G8 non c’entra niente con la protezione civile. Quella dovrebbe andare a imporre la messa in sicurezza degli edifici pubblici in zone a rischio, fare piazza pulita dell’abusivismo edilizio che crea dissesti inimmaginabili. Evitare che il prossimo terremoto diventi l’ennesima tragedia. Perché un terremoto come quello dell’Aquila, in California o in Giappone, non avrebbe fatto nemmeno scattare le sirene di evacuazione. Qui da noi invece aspettiamo il prossimo terremoto di Messina che, secondo stime di ricercatori universitari, con la stessa magnitudo di quello dell’inizio del secolo scorso, farebbe 120 mila morti. Allora, caro Bertolaso, capiamo che non sei nello stato d’animo di riprendere il tuo posto: nei tuoi panni, in queste condizioni - indipendentemente dall’inchiesta - non lo saremmo neppure noi.

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