Il Patto di stabilità interno, che i Comuni e le Regioni devono rispettare ogni anno, nasce dopo il trattato di Maastricht (1992), con l’idea di ridurre l’indebitamento della Pubblica Amministrazione in rapporto al Pil inferiore al 3%.
Ogni legge finanziaria assegna annualmente a tutti i Comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti, obiettivi programmatici e risultati da raggiungere.
Originariamente il patto di stabilità prevedeva ampia autonomia per ogni Ente Locale, essendo impostato sui saldi di bilancio, l'Ente poteva decidere se agire sul versante delle entrate, aumentandole, o sul versante delle spese, riducendole.
La situazione attuale, dopo la Riforma del Ministro dell’Economia Tremonti, di fatto blocca l’autonomia impositiva dei Comuni, che non possono agire sul versante delle entrate, aumentando la pressione fiscale e quindi per rispettare gli obiettivi del patto di ridurre le spese di funzionamento, l’unica cosa è bloccare la spesa effettiva per investimenti.
Secondo alcuni economisti, si creerebbe così una sorta di “forzato avanzo di amministrazione“, derivante dal blocco dei pagamenti per investimenti, anche in presenza di disponibilità finanziarie ( avanzo di amministrazione), e una tendenza alla crescita troppo elevata e abnorme, dei residui passivi iscritti in bilancio.
L'onorevole Sanga intervenuto nel'ambito dell'incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico di Seriate sul tema "Nuove strade per il lavoro nel Territorio bergamasco" , ha ribadito la necessità di un allentamento del Patto di stabilità, per consentire a Comuni e Province, di poter utilizzare l'avanzo di amministrazione, per finanziare progetti di riqualificazione sul territorio delle strutture esistenti, progetti in grado di creare posti di lavoro a livello locale, strategia quanto mai necessaria alla luce della crisi occupazionale che interessa pesantemente e drammaticamente anche la zona bergamasca.
E’ stato poi ribadito che, a livello parlamentare attraverso molteplici interrogazioni, il Partito Democratico sta chiedendo lo sblocco dei pagamenti per investimenti, meccanismo fortemente negativo introdotto nel Patto di stabilità, che determina di fatto un blocco dei pagamenti per investimenti, da parte degli Enti locali, anche in presenza di disponibilità finanziarie. Tale misura correttiva necessita di essere adottata immediatamente, per favorire le piccole e medie imprese, coinvolte nella crisi globale, dando loro nuove opportunità di creare lavoro.
Bloccare gli investimenti non è una buona idea, anche alla luce del fatto che comunque le grandi opere inutili non vengono mai bloccate in realtà.... (Il ponte sullo stretto e le ventilate nuove centrali nucleari sono solo un inutile sfarzoso tentativo di creare una cortina fumogena attorno ad un problema enorme che non può essere messo in secondo piano ipotizzando interventi faraonici tra l’altro in aree depresse e con infrastrutture da terzo mondo).
Il Consiglio Regionale ha approvato il 27 ottobre 2009, il nuovo Patto di stabilità territoriale, che prevede una maggiore flessibilità, nelle spese di investimento, stabilendo anche meccanismi che premiano i Comuni virtuosi, capaci di effettuare investimenti in linea con la programmazione regionale.
I Comuni bergamaschi, che sono in regola con il Patto di Stabilità, potranno utilizzare le somme in giacenza, per dare risposte puntuali ai propri cittadini, dall’avvio di nuovi servizi sociali, alla realizzazione di nuove opere pubbliche. Inoltre vengono sbloccati i pagamenti alle imprese, da parte delle amministrazioni pubbliche, misura fondamentale in un momento in cui ogni azienda,trova difficoltà nella riscossione dei crediti e nell’accesso alle liquidità bancarie. La cosa peggiore sarebbe l’immobilismo e l’indifferenza delle Amministrazioni. Non è sopportabile pensare che in condizioni di avanzo di bilancio non si possano attuare politiche sociali a sostegno delle famiglie rimaste, temporaneamente, senza reddito. Amministratori è ora di svegliarsi!
venerdì 30 ottobre 2009
LETTERA A FRANCESCO RUTELLI
Caro On. Rutelli,
ho speso (e sto spendendo) parte del mio tempo per sostenere prima l'Ulivo e poi il PD di cui è stato il cofondatore.
Ora, deluso, pensa di lasciarlo perché vuole aprire un percorso differente.
Rispetto la sua decisione, ma la ritengo oltre che sbagliata, uno schiaffo non solo ad un segretario appena eletto ed all'inizio del suo lavoro, non solo ai 3 milioni circa di elettori che hanno votato il 25 Ottobre per un PD unito, ma anche una ferita alla democrazia del partito.
In un partito democratico (di destra o di sinistra) accettare di essere minoritari è segno importante di democrazia; continuare a lavorare perché "intuizioni minoritarie" possano diventare maggioritarie o per lo meno possano contribuire ed influire alla sua crescita è segno di responsabilità.
Invece abbandonare un partito perché non è ancora nato o è nato non esaudendo molti dei nostri desideri ha il sapore di un fuga ed indizio di incoerenza se non di infedeltà.
Poiché Lei ha compartecipato alla paternità di questo partito il suo addio mi rimanderebbe a quei genitori che rompono con i propri figli perché li vedono crescere diversi dal loro immaginario.
Cordiali saluti da un militante quasi sempre in minoranza.
Dr.L.Tiraboschi già coordinatore dell'Ulivo in Seriate
ho speso (e sto spendendo) parte del mio tempo per sostenere prima l'Ulivo e poi il PD di cui è stato il cofondatore.
Ora, deluso, pensa di lasciarlo perché vuole aprire un percorso differente.
Rispetto la sua decisione, ma la ritengo oltre che sbagliata, uno schiaffo non solo ad un segretario appena eletto ed all'inizio del suo lavoro, non solo ai 3 milioni circa di elettori che hanno votato il 25 Ottobre per un PD unito, ma anche una ferita alla democrazia del partito.
In un partito democratico (di destra o di sinistra) accettare di essere minoritari è segno importante di democrazia; continuare a lavorare perché "intuizioni minoritarie" possano diventare maggioritarie o per lo meno possano contribuire ed influire alla sua crescita è segno di responsabilità.
Invece abbandonare un partito perché non è ancora nato o è nato non esaudendo molti dei nostri desideri ha il sapore di un fuga ed indizio di incoerenza se non di infedeltà.
Poiché Lei ha compartecipato alla paternità di questo partito il suo addio mi rimanderebbe a quei genitori che rompono con i propri figli perché li vedono crescere diversi dal loro immaginario.
Cordiali saluti da un militante quasi sempre in minoranza.
Dr.L.Tiraboschi già coordinatore dell'Ulivo in Seriate
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martedì 27 ottobre 2009
Incontro pubblico
Seriate
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LAVORO
lunedì 26 ottobre 2009
MA QUANTI BEI CONSIGLI MADAMA DORE'
Che strano, il successo forse inaspettato delle primarie del PD ha reso tutti gli altri partiti talmente virtuosi che stasera ci sono esponenti politici che elargiscono consigli atti a fare in modo che il PD non "disperda questo patrimonio". Ma pensa te.....
Noi ci limitiamo a rispedire al mittente questi consigli "interessati". Infatti L'UDC dice di allontanarsi da Di Pietro, Di Pietro dice di allontanarsi dall'UDC, i comunisti che non si sono ancora accorti che noi da quelli che hanno fatto cadere il primo governo Prodi, consegnando l'Italia al ventennio berlusconiano, non accettiamo lezioni su come interpretare l'essere di sinistra nel ventunesimo secolo. Ragazzi, noi siamo democratici, facciamo scegliere il segretario ai nostri elettori, intepretiamo nei circoli l'essere di sinistra o centrista, cattolico o laico con il dialogo e con la forza data dalla volontà delle idee. Con la sintesi chiara che viene data dal nome del nostro partito vogliamo convergere su delle idee e su dei programmi atti a proporre un'alternativa credibile a questa destra impresentabile con un denominatore comune : l'essere DEMOCRATICI.
Noi ci limitiamo a rispedire al mittente questi consigli "interessati". Infatti L'UDC dice di allontanarsi da Di Pietro, Di Pietro dice di allontanarsi dall'UDC, i comunisti che non si sono ancora accorti che noi da quelli che hanno fatto cadere il primo governo Prodi, consegnando l'Italia al ventennio berlusconiano, non accettiamo lezioni su come interpretare l'essere di sinistra nel ventunesimo secolo. Ragazzi, noi siamo democratici, facciamo scegliere il segretario ai nostri elettori, intepretiamo nei circoli l'essere di sinistra o centrista, cattolico o laico con il dialogo e con la forza data dalla volontà delle idee. Con la sintesi chiara che viene data dal nome del nostro partito vogliamo convergere su delle idee e su dei programmi atti a proporre un'alternativa credibile a questa destra impresentabile con un denominatore comune : l'essere DEMOCRATICI.
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domenica 25 ottobre 2009
PRIMARIE: SERIATE SCEGLIE BERSANI
L'affluenza a Seriate è andata al di là delle più rosee aspettative, ben oltre quella del 2007 per la nomina di Veltroni. Bersani ha vinto con il 56,5%
Ecco i risutati per la votazione del Segretario Nazionale:
Votanti: 869
Bersani: 491 voti (56,6%)
Franceschini: 243 voti (27,9%)
Marino: 131 voti (15,1%)
Bianche: 1
Nulle: 3
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giovedì 22 ottobre 2009
GRIDO DI AIUTO DAL MONDO SOMMERSO DEL PRECARIATO
Questa lettera ha lo scopo di dare voce ad un esercito di fantasmi, sfruttati dal sistema e poi buttati via!
La mia esperienza è come quella di centinaia di persone.
Sono una docente e faccio parte del MIDA (movimento insegnanti da abilitare- inseriti in terza fascia nelle graduatorie d'istituto). Ho prestato servizio nella scuola pubblica, in qualità di docente, e quasi sempre con incarichi annuali, per un periodo che va dal mese di ottobre del 2000 al mese di giugno 2009. Non sono la sola ad avere così tanti anni di servizio, siamo centinaia. Purtroppo, non è stato possibile conseguire l'abilitazione.
Questo è quanto chiediamo io e il mio movimento (MIDA):
In vista dell'attuazione del TFA (tirocinio formativo attivo) che permetterebbe di ottenere la famigerata ABILITAZIONE, riteniamo di aver diritto all'accesso diretto al TFA , senza prove selettive, in virtù del servizio che per anni abbiamo prestato nella scuola pubblica e per contrastare la disparità di trattamento che già si prefigura nella bozza ISRAEL , come ad es. : chi ha il dottorato di ricerca potrà accedere senza sostenere alcuna prova preselettiva; la nostra partecipazione sarebbe alla stessa stregua di quella dei neo laureati; inoltre, è da prendere in considerazione: il corso speciale abilitante del 2005, a cui si poteva accedere con il solo requisito dei 360 giorni di servizio prestato nella scuola, essendo, questo, un precedente importante.
Lottiamo per continuare a lavorare, per affermare il nostro diritto all'insegnamento dopo aver acquisito professionalità e certificate competenze. Abbiamo spedito tantissime mail, contattato e parlato con diversi esponenti del sindacato, e con diversi politici, ma tutti se ne sono lavate le mani come se i nostri diritti fossero diversi o inferiori da quelli di altri lavoratori. Siamo considerati figli di un Dio minore!
Chiediamo di dare corpo e voce ad un esercito di fantasmi, sfruttato dal sistema e poi dimenticato. Eppure, dalle nostre buste paghe sono state fatte le dovute trattenute come per ogni cittadino lavoratore; dunque, perché nessuno parla di noi?
Brunella Chiappetta
La mia esperienza è come quella di centinaia di persone.
Sono una docente e faccio parte del MIDA (movimento insegnanti da abilitare- inseriti in terza fascia nelle graduatorie d'istituto). Ho prestato servizio nella scuola pubblica, in qualità di docente, e quasi sempre con incarichi annuali, per un periodo che va dal mese di ottobre del 2000 al mese di giugno 2009. Non sono la sola ad avere così tanti anni di servizio, siamo centinaia. Purtroppo, non è stato possibile conseguire l'abilitazione.
Questo è quanto chiediamo io e il mio movimento (MIDA):
In vista dell'attuazione del TFA (tirocinio formativo attivo) che permetterebbe di ottenere la famigerata ABILITAZIONE, riteniamo di aver diritto all'accesso diretto al TFA , senza prove selettive, in virtù del servizio che per anni abbiamo prestato nella scuola pubblica e per contrastare la disparità di trattamento che già si prefigura nella bozza ISRAEL , come ad es. : chi ha il dottorato di ricerca potrà accedere senza sostenere alcuna prova preselettiva; la nostra partecipazione sarebbe alla stessa stregua di quella dei neo laureati; inoltre, è da prendere in considerazione: il corso speciale abilitante del 2005, a cui si poteva accedere con il solo requisito dei 360 giorni di servizio prestato nella scuola, essendo, questo, un precedente importante.
Lottiamo per continuare a lavorare, per affermare il nostro diritto all'insegnamento dopo aver acquisito professionalità e certificate competenze. Abbiamo spedito tantissime mail, contattato e parlato con diversi esponenti del sindacato, e con diversi politici, ma tutti se ne sono lavate le mani come se i nostri diritti fossero diversi o inferiori da quelli di altri lavoratori. Siamo considerati figli di un Dio minore!
Chiediamo di dare corpo e voce ad un esercito di fantasmi, sfruttato dal sistema e poi dimenticato. Eppure, dalle nostre buste paghe sono state fatte le dovute trattenute come per ogni cittadino lavoratore; dunque, perché nessuno parla di noi?
Brunella Chiappetta
PRIMARIE, FINALMENTE!
Dopo un lungo percorso congressuale e dopo il riscontro avuto dalle votazioni dei circoli, la voce passa agli elettori. Domenica 25 Ottobre, in tutta Italia, ci saranno le primarie del Partito Democratico.
L’appuntamento è importante, si tratta di scegliere il segretario del partito che sarà il fulcro centrale della coalizione che dovrà affrontare i prossimi appuntamenti elettorali, elezioni Regionali in testa.
L’esito delle primarie, in termini di affluenza, potrà dare un nuovo impulso al progetto del Partito Democratico che, pur nelle mille difficoltà, rimane l’unica possibilità che rimane ai cittadini per proporre un’alternativa di governo a questa destra delle impunità e dell’illegalità.
INVITIAMO QUINDI TUTTI I CITTADINI CHE HANNO A CUORE L’ALTERNATIVA DEMOCRATICA E CIVILE ALLA DESTRA AD ANDARE A VOTARE: TUTTI I CANDIDATI HANNO SAPUTO DARE IL MEGLIO IN QUESTA DIFFICILE FASE ED IL RISULTATO, ANCORA INCERTO, DOVREBBE INDURRE ANCHE GLI EVENTUALI INDECISI A RECARSI AL VOTO. PARLATENE CON AMICI E CONOSCENTI, CONVINCETELI AD ANDARE A VOTARE.
CON NOI IL SEGRETARIO LO SCEGLI TU!
L’appuntamento è importante, si tratta di scegliere il segretario del partito che sarà il fulcro centrale della coalizione che dovrà affrontare i prossimi appuntamenti elettorali, elezioni Regionali in testa.
L’esito delle primarie, in termini di affluenza, potrà dare un nuovo impulso al progetto del Partito Democratico che, pur nelle mille difficoltà, rimane l’unica possibilità che rimane ai cittadini per proporre un’alternativa di governo a questa destra delle impunità e dell’illegalità.
INVITIAMO QUINDI TUTTI I CITTADINI CHE HANNO A CUORE L’ALTERNATIVA DEMOCRATICA E CIVILE ALLA DESTRA AD ANDARE A VOTARE: TUTTI I CANDIDATI HANNO SAPUTO DARE IL MEGLIO IN QUESTA DIFFICILE FASE ED IL RISULTATO, ANCORA INCERTO, DOVREBBE INDURRE ANCHE GLI EVENTUALI INDECISI A RECARSI AL VOTO. PARLATENE CON AMICI E CONOSCENTI, CONVINCETELI AD ANDARE A VOTARE.
CON NOI IL SEGRETARIO LO SCEGLI TU!
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martedì 20 ottobre 2009
A PICCOLI PASSI VERSO LA BARBARIE
La Stampa, 18 ottobre 2009
Più volte l’abbiamo ribadito su queste colonne e con forza l’abbiamo affermato in più occasioni: ci stiamo dirigendo a piccoli passi verso la barbarie. In questi ultimi tempi l’andatura è sempre più accelerata e l’emergenza di alcuni fattori deleteri ci porta a riconoscere che ormai ci troviamo in una barbarie diffusa: non si tratta solo di assenza o debolezza della cultura, ma di una ferita alla civiltà inferta dall’affermazione di comportamenti indegni dell’uomo che non cercano la qualità della convivenza ma la oltraggiano. Assistiamo non allo scontro di civiltà profetizzato da Huntington, né alla fine della storia ipotizzata da Fukuyama ma, in modo più tragicamente banale, al piombare in un’epoca oscura, in cui è minacciata di sparizione la stessa democrazia. Quest’ultima, infatti, non può sussistere in una società in cui si disprezza la politica, cioè la gestione del bene comune, in cui non si avverte più come necessaria alcuna convergenza sull’orizzonte di senso della polis.
Nel Salmo 14 vi è un’amara constatazione: “tutti sono corrotti, nessuno fa il bene!”: grido tragico perché, se da un lato può essere denuncia di una situazione reale contingente, d’altro lato può attestare la presenza di una pandemia etica che dilaga e che perverte la natura stessa della convivenza civile. La violenza, l’aggressione innanzitutto verbale non è forse un habitat al quale oggi assistiamo attoniti, in un’impotenza a fare qualcosa che ci rende tristi e amareggia i nostri giorni? Basta accendere la televisione – cosa che personalmente mi capita assai di rado e solo fuori casa – per assistere a talk-show in cui si misura da subito il sistematico non ascolto dell’altro mentre il tono di voce gridato copre ogni opinione e passa sovente al disprezzo e all’insulto che negano l’altro nella sua soggettività e dignità. Così i telespettatori si abituano progressivamente ad assumere come propri nel quotidiano quegli atteggiamenti aggressivi. Questi divengono così la modalità consueta dei rapporti in famiglia, sul lavoro, nei luoghi di incontro: tutti si sentono non solo autorizzati, ma incoraggiati alla rissa, all’aggressione, al dileggio delle regole comuni. I ragazzi e i giovani, invece di essere contenuti e corretti nelle intemperanze proprie dell’età, di essere condotti alla consapevolezza di limiti e di freni essenziali e decisivi nei rapporti e nella comunicazione, si sentono stimolati a emulare i modelli di comportamenti incivili offerti dagli adulti: se incrociano un senzatetto lo scherniscono quando non lo malmenano, alla vista di una persona di colore partono insulti e sputi, gli immigrati sono oggetto di minacce e di intimazioni a tornarsene a casa loro...
Anche certa stampa ormai è divenuta palestra di combattimento, in cui non ci si arresta neppure davanti al mistero e alla dignità della persona, con accuse che vogliono solo distruggere il bersaglio preso di mira. Questi sono anni in cui molti italiani si sentono autorizzati dagli esempi provenienti da quanti occupano posizioni di rilievo anche istituzionale a far uso non solo di espressioni violente, volgari, offensive dell’altro, ma di un profondo disprezzo per qualsiasi regolamentazione. L’egolatria dominante reclama che i bisogni soggettivi siano accolti da tutti come diritti, anche se contro gli altri e contraddicenti l’umanizzazione, dimentica che accanto ai diritti ci sono sempre dei doveri, sembra negare ogni responsabilità personale per inquadrare il male compiuto in una fisiologia della vita umana personale e sociale: tutto questo fa sì che la barbarie avanzi e che la stessa democrazia sia erosa.
In questo quadro sconsolante, la società, risulta afflitta da una progressiva perdita di memoria, e un paese senza memoria non ha passato, non riconosce l’eredità che gli è propria e perde così la capacità di vivere il presente con consapevolezza e il futuro con speranza e progettualità. Per ogni cultura, la memoria dei momenti e delle forze che l’hanno generata è essenziale: è proprio nella memoria degli eventi fondatori che la democrazia si afferma e si manifesta come valore. Ora, un individuo sradicato dal proprio passato, senza vera appartenenza che non sia quella localista o quella dettata da meri interessi economici, non può essere un cittadino di una società autenticamente democratica. Quando l’identità è negata a livello di polis ed è valorizzata solo con atteggiamenti etnicistici, innesca infatti una regressione alla dimensione tribale, alla tirannia di gruppi “consanguinei” e autoreferenziali che minano lo spazio della communitas. Va invece spezzata la contrapposizione tra cittadino e stato, tra individuo e società e riscoperta la dialettica tra queste due polarità perché l’ “io”, il “noi” senza “gli altri” depersonalizza e immiserisce: il “noi” assume la forma incontenibile dell’esclusione e, di conseguenza, l’altro assume i tratti della minaccia da scongiurare o da distruggere preventivamente. A questo punto la strada verso il razzismo è spalancata.
Non si dimentichi che le parole quando si caricano di odio diventano armi, che le accuse reciproche senza più limiti né rispetto spingono alla negazione e alla distruzione dell’avversario, che il continuare ossessivamente a indicare nell’avversario il Male genera a poco a poco una violenza che può arrivare ad assumere persino le forme del terrorismo più o meno elaborato ideologicamente.
Saremo capaci di un soprassalto di dignità umana e di etica democratica? Sapremo riscattare il senso alto della politica, oggi pesantemente affetta da una malattia autoimmune di svilimento? Non si tratta tanto di auspicare una tregua verbale posticcia, di aggiustare i toni di un confronto che da tempo ha cessato di essere tale ma, ben più in profondità, di favorire il passaggio dall’individuo al soggetto politico, innescando una logica non solo di diritti ma anche di doveri verso gli altri e con gli altri. Ritrovare la propria qualità di cittadini significa sentirsi attori di una storia collettiva, capaci di immaginare se stessi assieme agli altri, tesi a riscoprire valori comuni e principi etici condivisi attraverso i quali edificare la polis, rifiutando che sia la forza a prevalere. Certo, questo richiede volontà, assunzione della responsabilità comunitaria, senso dello Stato e capacità di elaborare, mantenere e alimentare un quadro sociale e istituzionale che garantisca a tutti la libertà nella giustizia. Ma è l’unico percorso per uscire dalla barbarie e rientrare nella civiltà.
Enzo Bianchi – Priore della Comunità di Bose
Più volte l’abbiamo ribadito su queste colonne e con forza l’abbiamo affermato in più occasioni: ci stiamo dirigendo a piccoli passi verso la barbarie. In questi ultimi tempi l’andatura è sempre più accelerata e l’emergenza di alcuni fattori deleteri ci porta a riconoscere che ormai ci troviamo in una barbarie diffusa: non si tratta solo di assenza o debolezza della cultura, ma di una ferita alla civiltà inferta dall’affermazione di comportamenti indegni dell’uomo che non cercano la qualità della convivenza ma la oltraggiano. Assistiamo non allo scontro di civiltà profetizzato da Huntington, né alla fine della storia ipotizzata da Fukuyama ma, in modo più tragicamente banale, al piombare in un’epoca oscura, in cui è minacciata di sparizione la stessa democrazia. Quest’ultima, infatti, non può sussistere in una società in cui si disprezza la politica, cioè la gestione del bene comune, in cui non si avverte più come necessaria alcuna convergenza sull’orizzonte di senso della polis.
Nel Salmo 14 vi è un’amara constatazione: “tutti sono corrotti, nessuno fa il bene!”: grido tragico perché, se da un lato può essere denuncia di una situazione reale contingente, d’altro lato può attestare la presenza di una pandemia etica che dilaga e che perverte la natura stessa della convivenza civile. La violenza, l’aggressione innanzitutto verbale non è forse un habitat al quale oggi assistiamo attoniti, in un’impotenza a fare qualcosa che ci rende tristi e amareggia i nostri giorni? Basta accendere la televisione – cosa che personalmente mi capita assai di rado e solo fuori casa – per assistere a talk-show in cui si misura da subito il sistematico non ascolto dell’altro mentre il tono di voce gridato copre ogni opinione e passa sovente al disprezzo e all’insulto che negano l’altro nella sua soggettività e dignità. Così i telespettatori si abituano progressivamente ad assumere come propri nel quotidiano quegli atteggiamenti aggressivi. Questi divengono così la modalità consueta dei rapporti in famiglia, sul lavoro, nei luoghi di incontro: tutti si sentono non solo autorizzati, ma incoraggiati alla rissa, all’aggressione, al dileggio delle regole comuni. I ragazzi e i giovani, invece di essere contenuti e corretti nelle intemperanze proprie dell’età, di essere condotti alla consapevolezza di limiti e di freni essenziali e decisivi nei rapporti e nella comunicazione, si sentono stimolati a emulare i modelli di comportamenti incivili offerti dagli adulti: se incrociano un senzatetto lo scherniscono quando non lo malmenano, alla vista di una persona di colore partono insulti e sputi, gli immigrati sono oggetto di minacce e di intimazioni a tornarsene a casa loro...
Anche certa stampa ormai è divenuta palestra di combattimento, in cui non ci si arresta neppure davanti al mistero e alla dignità della persona, con accuse che vogliono solo distruggere il bersaglio preso di mira. Questi sono anni in cui molti italiani si sentono autorizzati dagli esempi provenienti da quanti occupano posizioni di rilievo anche istituzionale a far uso non solo di espressioni violente, volgari, offensive dell’altro, ma di un profondo disprezzo per qualsiasi regolamentazione. L’egolatria dominante reclama che i bisogni soggettivi siano accolti da tutti come diritti, anche se contro gli altri e contraddicenti l’umanizzazione, dimentica che accanto ai diritti ci sono sempre dei doveri, sembra negare ogni responsabilità personale per inquadrare il male compiuto in una fisiologia della vita umana personale e sociale: tutto questo fa sì che la barbarie avanzi e che la stessa democrazia sia erosa.
In questo quadro sconsolante, la società, risulta afflitta da una progressiva perdita di memoria, e un paese senza memoria non ha passato, non riconosce l’eredità che gli è propria e perde così la capacità di vivere il presente con consapevolezza e il futuro con speranza e progettualità. Per ogni cultura, la memoria dei momenti e delle forze che l’hanno generata è essenziale: è proprio nella memoria degli eventi fondatori che la democrazia si afferma e si manifesta come valore. Ora, un individuo sradicato dal proprio passato, senza vera appartenenza che non sia quella localista o quella dettata da meri interessi economici, non può essere un cittadino di una società autenticamente democratica. Quando l’identità è negata a livello di polis ed è valorizzata solo con atteggiamenti etnicistici, innesca infatti una regressione alla dimensione tribale, alla tirannia di gruppi “consanguinei” e autoreferenziali che minano lo spazio della communitas. Va invece spezzata la contrapposizione tra cittadino e stato, tra individuo e società e riscoperta la dialettica tra queste due polarità perché l’ “io”, il “noi” senza “gli altri” depersonalizza e immiserisce: il “noi” assume la forma incontenibile dell’esclusione e, di conseguenza, l’altro assume i tratti della minaccia da scongiurare o da distruggere preventivamente. A questo punto la strada verso il razzismo è spalancata.
Non si dimentichi che le parole quando si caricano di odio diventano armi, che le accuse reciproche senza più limiti né rispetto spingono alla negazione e alla distruzione dell’avversario, che il continuare ossessivamente a indicare nell’avversario il Male genera a poco a poco una violenza che può arrivare ad assumere persino le forme del terrorismo più o meno elaborato ideologicamente.
Saremo capaci di un soprassalto di dignità umana e di etica democratica? Sapremo riscattare il senso alto della politica, oggi pesantemente affetta da una malattia autoimmune di svilimento? Non si tratta tanto di auspicare una tregua verbale posticcia, di aggiustare i toni di un confronto che da tempo ha cessato di essere tale ma, ben più in profondità, di favorire il passaggio dall’individuo al soggetto politico, innescando una logica non solo di diritti ma anche di doveri verso gli altri e con gli altri. Ritrovare la propria qualità di cittadini significa sentirsi attori di una storia collettiva, capaci di immaginare se stessi assieme agli altri, tesi a riscoprire valori comuni e principi etici condivisi attraverso i quali edificare la polis, rifiutando che sia la forza a prevalere. Certo, questo richiede volontà, assunzione della responsabilità comunitaria, senso dello Stato e capacità di elaborare, mantenere e alimentare un quadro sociale e istituzionale che garantisca a tutti la libertà nella giustizia. Ma è l’unico percorso per uscire dalla barbarie e rientrare nella civiltà.
Enzo Bianchi – Priore della Comunità di Bose
venerdì 16 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
Giovedì 15 film "Il sangue e la neve" su Rai 2
Cari amici,
Questa sera, giovedì 15 ottobre, alle 23.40 su Raidue va in onda il film “Il sangue e la neve”, dedicato ad Anna Politkovskaja, che ho girato l’anno scorso in un cementificio abbandonato ad Alzano Lombardo, con Ottavia Piccolo come protagonista. I testi sono tratti da un memorandum che Stefano Massini ha elaborato a partire da articoli, interviste e brani autobiografici della giornalista russa.
Credo che l’opera e la vita di questa donna straordinaria si spieghi da sé, per cui non ho bisogno di aggiungere altro, sotanto segnalare che il lavoro fatto in sua memoria va finalmente in onda.
La vita della giornalista russa, che con estremo coraggio ha raccontato fino alla fine della Cecenia e della Russia di Putin, mi ha profondamente colpito.
La sua esistenza è stata segnata da una parabola che sembra disegnata da un tragico greco. L’epilogo scontato, senza possibilità di catarsi; una giornalista messa a tacere definitivamente con la violenza tramite cui si compie lo stupro di una democrazia che diventa di giorno in giorno più debole.
Ottavia Piccolo, più che interprete, si è fatta testimone per continuare a raccontarne la storia, affinché non si ripeta.
Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia e ha già avuto diverse anteprime in Italia, tutte segnate, da parte del pubblico, da commozione unita ad indignazione, che mi hanno gratificato molto più del consenso di critica ricevuto e che mi hanno fatto cogliere il senso profondo di un lavoro come il mio, quando si riesce a farlo.
Mi fa piacere condividere questo con voi.
Felice Cappa
Questa sera, giovedì 15 ottobre, alle 23.40 su Raidue va in onda il film “Il sangue e la neve”, dedicato ad Anna Politkovskaja, che ho girato l’anno scorso in un cementificio abbandonato ad Alzano Lombardo, con Ottavia Piccolo come protagonista. I testi sono tratti da un memorandum che Stefano Massini ha elaborato a partire da articoli, interviste e brani autobiografici della giornalista russa.
Credo che l’opera e la vita di questa donna straordinaria si spieghi da sé, per cui non ho bisogno di aggiungere altro, sotanto segnalare che il lavoro fatto in sua memoria va finalmente in onda.
La vita della giornalista russa, che con estremo coraggio ha raccontato fino alla fine della Cecenia e della Russia di Putin, mi ha profondamente colpito.
La sua esistenza è stata segnata da una parabola che sembra disegnata da un tragico greco. L’epilogo scontato, senza possibilità di catarsi; una giornalista messa a tacere definitivamente con la violenza tramite cui si compie lo stupro di una democrazia che diventa di giorno in giorno più debole.
Ottavia Piccolo, più che interprete, si è fatta testimone per continuare a raccontarne la storia, affinché non si ripeta.
Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia e ha già avuto diverse anteprime in Italia, tutte segnate, da parte del pubblico, da commozione unita ad indignazione, che mi hanno gratificato molto più del consenso di critica ricevuto e che mi hanno fatto cogliere il senso profondo di un lavoro come il mio, quando si riesce a farlo.
Mi fa piacere condividere questo con voi.
Felice Cappa
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mercoledì 14 ottobre 2009
MARINO CHE PECCATO, LA SEMPLIFICAZIONE LA SI DEVE VOLERE DAVVERO...
Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, aveva richiesto ai candidati alle primarie di riconoscere la vittoria a chi raggiungerà la maggioranza relativa alle primarie del 25 Ottobre invece di passare la parola ai 1000 delegati che dovranno pronunciarsi, se il vincente non raggiungerà il 50% dei voti, per eleggere in via definitiva il segretario. Franceschini e Bersani hanno accettato la proposta, Marino no. Peccato.
E' vero che c'è un regolamento, ma TUTTI lo hanno definito farraginoso e assolutamente complicato. Invece di accettare una semplificazione (e, forse, un elemento di giustizia e democrazia) Marino lo ha bocciato ipotizzando chissà quali "politiche di palazzo". Peccato, il voto di milioni di persone potrebbe passare al nuovo vaglio di 1000 delegati: questo si, ricorda vecchie politiche di palazzo.
E' vero che c'è un regolamento, ma TUTTI lo hanno definito farraginoso e assolutamente complicato. Invece di accettare una semplificazione (e, forse, un elemento di giustizia e democrazia) Marino lo ha bocciato ipotizzando chissà quali "politiche di palazzo". Peccato, il voto di milioni di persone potrebbe passare al nuovo vaglio di 1000 delegati: questo si, ricorda vecchie politiche di palazzo.
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Le liberalizzazioni di Bersani, azioni concrete e non solo parole
"Un altro punto d’attacco per noi è la libertà economica.
Mentre ribadiamo che ci sono beni fondamentali che non intendiamo affidare al mercato (salute, istruzione, sicurezza) diciamo anche che è tempo di una offensiva liberale per aprire mercati regolati in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi relazionali, corporativi, monopolistici.
Il cittadino-consumatore al centro e al centro la possibilità di iniziativa economica su basi di parità, a cominciare dai giovani! "
Pier Luigi Bersani - Discorso alla convenzione Nazionale del PD
Farmaci, mutui, banche, assicurazioni, e tanto altro, sono stati oggetto delle famose "lenzuolate" di Bersani che hanno portato benefici reali ai cittadini italiani.
Da lui azioni concrete e non solo parole.
Guarda cosa è cambiato grazie alla sua azione di governo.
http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/SPECIALI/per_te.htm
Diffondi una cartolina sui temi della mozione Bersani
Scegli tra tutte le cartoline il tema più adatto per convincere i tuoi amici a votare Bersani alle primarie del 25 ottobre.
http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/indice.htm&area=&gpl=&tipodoc=81
Mentre ribadiamo che ci sono beni fondamentali che non intendiamo affidare al mercato (salute, istruzione, sicurezza) diciamo anche che è tempo di una offensiva liberale per aprire mercati regolati in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi relazionali, corporativi, monopolistici.
Il cittadino-consumatore al centro e al centro la possibilità di iniziativa economica su basi di parità, a cominciare dai giovani! "
Pier Luigi Bersani - Discorso alla convenzione Nazionale del PD
Farmaci, mutui, banche, assicurazioni, e tanto altro, sono stati oggetto delle famose "lenzuolate" di Bersani che hanno portato benefici reali ai cittadini italiani.
Da lui azioni concrete e non solo parole.
Guarda cosa è cambiato grazie alla sua azione di governo.
http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/SPECIALI/per_te.htm
Diffondi una cartolina sui temi della mozione Bersani
Scegli tra tutte le cartoline il tema più adatto per convincere i tuoi amici a votare Bersani alle primarie del 25 ottobre.
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A proposito del parco dedicato dall’Amministrazione di Seriate a Sua Eccellenza Mons. Angelo Paravisi: Lettera dell'ANPI al sindaco
Seriate, Ottobre 2009
Premesso che riteniamo doveroso e bello che l’Amministrazione di Seriate dedichi un luogo pubblico della Città a Mons. Angelo Paravisi, per l’indimenticabile ministero che qui svolse, per le sue doti eccezionali di “pastore” e per la straordinaria carica di umanità e serenità che seppe portare nella nostra comunità, ci sia consentito di esprimere il nostro dissenso sulla scelta di dedicare a Mons. Paravisi il Parco situato davanti alle Scuole Elementari “C. Battisti”.
Questo parco è situato davanti alla Villa Ambiveri e sorge sul terreno che era di proprietà di Betty Ambiveri (poi donata alla cittadinanza); è universalmente nota l’eccezionale statura morale di questa donna, che fu molto generosa con il suo “paese” e con tanti cittadini seriatesi; ella fu, inoltre, il fulcro dell’antifascismo locale, subì la deportazione e al ritorno si prodigò fino alla morte in opere di carità e in svariati impegni umanitari anche a livello provinciale. A Betty Ambiveri è stato dedicato dall’ Amministrazione degli anni 1975 il monumento che è collocato proprio nel parco citato, sebbene sia ridotto in condizioni che non fanno certo onore all’Amministrazione odierna e ai cittadini di Seriate.
A ciò si aggiunga che proprio nel tratto di strada davanti al Parco iniziò il terribile scontro tra la colonna Farinacci e i partigiani il 27 Aprile 1945, scontro che causò una decina di morti, tra i quali due seriatesi appartenenti alla formazione organizzata proprio da Betty Ambiveri.
Per queste ragioni siamo convinti che – pur ritenendo giusto dedicare un luogo pubblico a Mons. Paravisi sarebbe stato più corretto e opportuno che il Parco in questione fosse dedicato a Betty Ambiveri e ai caduti per la Libertà nei giorni della Liberazione.
A tale proposito ricordiamo che l’A.N.P.I. nel dicembre 2007 ha inoltrato all’Amministrazione la domanda di dedicare un luogo pubblico significativo ai caduti per la libertà nei giorni della Liberazione e agli antifascisti seriatesi; nonostante le ripetute sollecitazioni, la richiesta è rimasta senza risposta.
Ci pare, quindi, che la decisione dell’Amministrazione contribuisca a creare confusione e non rispetti con rigore la “memoria” collettiva.
Premesso che riteniamo doveroso e bello che l’Amministrazione di Seriate dedichi un luogo pubblico della Città a Mons. Angelo Paravisi, per l’indimenticabile ministero che qui svolse, per le sue doti eccezionali di “pastore” e per la straordinaria carica di umanità e serenità che seppe portare nella nostra comunità, ci sia consentito di esprimere il nostro dissenso sulla scelta di dedicare a Mons. Paravisi il Parco situato davanti alle Scuole Elementari “C. Battisti”.
Questo parco è situato davanti alla Villa Ambiveri e sorge sul terreno che era di proprietà di Betty Ambiveri (poi donata alla cittadinanza); è universalmente nota l’eccezionale statura morale di questa donna, che fu molto generosa con il suo “paese” e con tanti cittadini seriatesi; ella fu, inoltre, il fulcro dell’antifascismo locale, subì la deportazione e al ritorno si prodigò fino alla morte in opere di carità e in svariati impegni umanitari anche a livello provinciale. A Betty Ambiveri è stato dedicato dall’ Amministrazione degli anni 1975 il monumento che è collocato proprio nel parco citato, sebbene sia ridotto in condizioni che non fanno certo onore all’Amministrazione odierna e ai cittadini di Seriate.
A ciò si aggiunga che proprio nel tratto di strada davanti al Parco iniziò il terribile scontro tra la colonna Farinacci e i partigiani il 27 Aprile 1945, scontro che causò una decina di morti, tra i quali due seriatesi appartenenti alla formazione organizzata proprio da Betty Ambiveri.
Per queste ragioni siamo convinti che – pur ritenendo giusto dedicare un luogo pubblico a Mons. Paravisi sarebbe stato più corretto e opportuno che il Parco in questione fosse dedicato a Betty Ambiveri e ai caduti per la Libertà nei giorni della Liberazione.
A tale proposito ricordiamo che l’A.N.P.I. nel dicembre 2007 ha inoltrato all’Amministrazione la domanda di dedicare un luogo pubblico significativo ai caduti per la libertà nei giorni della Liberazione e agli antifascisti seriatesi; nonostante le ripetute sollecitazioni, la richiesta è rimasta senza risposta.
Ci pare, quindi, che la decisione dell’Amministrazione contribuisca a creare confusione e non rispetti con rigore la “memoria” collettiva.
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martedì 13 ottobre 2009
La Repubblica? Io mi abbono, perché alla democrazia ci penso anch'io !

Siamo alla frutta, anzi all'ultima banana di questo ex bel paese. Un premier che incita al boicottaggio di un giornale! Significa evocare il totalitarismo. Facciamo invece in modo che "La Repubblica" divenga ancora di più simbolo di democrazia.
Ala democrasia l'è mei che ghé pense po a mé .
domenica 11 ottobre 2009
L'ANPI: BERLUSCONI VERSO UNA DERIVA AUTORITARIA APPARTENENTE AL PASSATO, E' FUORI E CONTRO LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA
L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, testimone e
custode dei valori di Libertà e Giustizia che hanno ispirato la lotta
di Liberazione nazionale e il mutamento profondo della nostra Patria
dal totalitarismo fascista alla democrazia, rievocando il percorso
storico attraverso cui è stata elaborata e approvata - con larghissima
e condivisa maggioranza - la Carta costituzionale, esprime profonda
solidarietà al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che
della Costituzione è interprete rigoroso e lungimirante, a fronte
degli inammissibili attacchi politici del Presidente del Consiglio,
che con essi si colloca fuori e contro le regole del sistema
democratico, sulla via di una deriva autoritaria e pericolosa
appartenente al passato.
La Presidenza Nazionale ANPI
custode dei valori di Libertà e Giustizia che hanno ispirato la lotta
di Liberazione nazionale e il mutamento profondo della nostra Patria
dal totalitarismo fascista alla democrazia, rievocando il percorso
storico attraverso cui è stata elaborata e approvata - con larghissima
e condivisa maggioranza - la Carta costituzionale, esprime profonda
solidarietà al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che
della Costituzione è interprete rigoroso e lungimirante, a fronte
degli inammissibili attacchi politici del Presidente del Consiglio,
che con essi si colloca fuori e contro le regole del sistema
democratico, sulla via di una deriva autoritaria e pericolosa
appartenente al passato.
La Presidenza Nazionale ANPI
sabato 10 ottobre 2009
COMITATO "CENTRO STORICO" AL VIA
Questa sera (9 ottobre) dalle 20,30 alle 22,30 circa presso la saletta Cisl in via IV Novembre a Seriate si è costituito il comitato “recuperare il centro storico di Seriate”. La presenza di una sessantina di cittadini ha dato vita ad una pacata e civile discussione sulla situazione di degrado ambientale e civile di un centro che, quantomeno per la valenza storica della città di oggi, meriterebbe maggiore attenzione e particolare cura da parte di tutti i seriatesi. C'è chi ha espresso il proprio disappunto sugli affitti illegali insistendo sulla necessità di un censimento degli affittuari, chi ha raccontato delle bottigliette di birra lasciate sul davanzale della finestra, chi ribadiva la paura di uscire di sera, chi asseriva di aver scritto o essere andati di persona in comune a lamentare inutilmente spiacevoli situazioni e chi ha fatto proposte come quella di intraprendere una integrazione visto che molti extracomunitari vengono da fuori con il bisogno di incontrarsi con connazionali in piazza Bolognini o come quella di animare la piazza stessa con rappresentazioni teatrali in vernacolo.
Stefano Loglio, promotore di questa serata e del comitato apartitico, dopo aver ringraziato i presenti convenuti e dopo aver ascoltato le molteplici opinioni ha elencato le motivazioni e lo statuto del comitato. E' stato eletto con alzata di mani all'unanimità presidente del comitato. Con lui sono stati eletti 6 consiglieri. Ora il comitato chiederà di essere ascoltato dal sindaco del comune di Seriate. Da questo confronto si auspica possano prendere il via i quattro principali gruppi di lavoro : sicurezza; urbanistica e decoro; cultura; integrazione.
Il PD di Seriate augura buon lavoro al comitato.
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CENTRO STORICO
venerdì 9 ottobre 2009
Comunicazione Mozione Franceschini
VI COMUNICHIAMO CHE LUNEDI 19 OTTOBRE - ORE 20,45 - BERGAMO - CASA DEL GIOVANE - SALA DEGLI ANGELI SARA' PRESENTE VALTER VELTRONI, INTERVISTATO DA FRANCO CATTANEO - VICE DIRETTORE DE "L'ECO DI BERGAMO" , PER PRESENTARE IL SUO LIBRO "NOI" .
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Comitato per Franceschini segretario
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Comitato per Franceschini segretario
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POLITICA
Comunicazione Mozione Marino
Parte anche a Bergamo la campagna per le Primarie di Ignazio Marino.
MARTEDI 13 ottobre ore 21 - Sala Esposizioni del Kristi Restaurant - via Piccinini 2 (rotonda dei mille)
"Regione straniera: solo una questione di SICUREZZA?"
conversazione fra
PIPPO CIVATI e DARIO GUERINI
Presenteremo il nuovo libro di Pippo Civati
"Regione Straniera: viaggio nell'ordinario razzismo padano"
MERCOLEDI 14 ottobre ore 21 - sala della fondazione Serughetti-La Pota, viale Papa Giovanni XXIII,30
"La mia libert inizia dove finisce la tua,
la mia libert finisce dove la tua inizia"
conversazione di
IVAN SCALFAROTTO
con
Carlo Alberto Defanti, neurologo, esperto di bioetica
Stefano Fagiuoli, primario di gastroenerologia OORR Bergamo
Laura Liverani,Elisa Radesca: propotrici del sit-in contro l'omofobia di Bergamo
Il 25 ottobre scegli IGNAZIO MARINO : la politica che fa bene!
MARTEDI 13 ottobre ore 21 - Sala Esposizioni del Kristi Restaurant - via Piccinini 2 (rotonda dei mille)
"Regione straniera: solo una questione di SICUREZZA?"
conversazione fra
PIPPO CIVATI e DARIO GUERINI
Presenteremo il nuovo libro di Pippo Civati
"Regione Straniera: viaggio nell'ordinario razzismo padano"
MERCOLEDI 14 ottobre ore 21 - sala della fondazione Serughetti-La Pota, viale Papa Giovanni XXIII,30
"La mia libert inizia dove finisce la tua,
la mia libert finisce dove la tua inizia"
conversazione di
IVAN SCALFAROTTO
con
Carlo Alberto Defanti, neurologo, esperto di bioetica
Stefano Fagiuoli, primario di gastroenerologia OORR Bergamo
Laura Liverani,Elisa Radesca: propotrici del sit-in contro l'omofobia di Bergamo
Il 25 ottobre scegli IGNAZIO MARINO : la politica che fa bene!
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giovedì 8 ottobre 2009
Questionario - Comitato Bersani Segretario
Carissime, carissimi,
noi crediamo che il Partito Democratico debba essere un 'partito', cioè una libera associazione di cittadini con una identità riconoscibile, una organizzazione interna, un forte radicamento sociale, luoghi di discussione e partecipazione.
Finora non è stato così: all'indomani delle primarie del 2007 abbiamo deluso sia chi era legato a forme di militanza più tradizionali, sia chi si aspettava nuove forme di partecipazione politica e di coinvolgimento sociale.
La straordinaria partecipazione degli iscritti alla fase congressuale appena conclusa rappresenta una importante inversione di tendenza, una ripresa di iniziativa politica collettiva che avrà il suo momento culminante il 25 ottobre.
Per questo l'appuntamento delle Primarie dovrà essere accompagnato da una mobilitazione ancora più ampia dei nostri elettori e di quanti hanno a cuore la costruzione di una alternativa al governo del centro destra.
Una volta eletto il nuovo segretario del Partito Democratico inizierà però la fase più difficile ed importante: recuperare il consenso, che in questi mesi abbiamo perso, di quanti aspirano a costruire un Paese ed un futuro migliore.
Sarà necessario il contributo di tutti, indipendentemente da chi avremo votato il 25 ottobre: servirà essere un partito capace di ascoltare le persone e di rappresentarne interessi ed aspirazioni.
E servirà essere un partito che sappia sfruttare i contatti e il dialogo che le nuove tecnologie permettono di intrattenere, al di là delle distanze reali, per far crescere nel nostro Paese il futuro che vogliamo e dare insieme un senso a questa storia.
Per questo abbiamo chiesto ad un istituto di ricerca di preparare il questionario che ti invitiamo a compilare, per sperimentare forme nuove di consultazione e mettere a disposizione del partito e dei candidati alla segreteria un quadro aggiornato delle aspettative e delle valutazioni dei nostri elettori.
Per partecipare al questionario è possibile copiare e incollare il seguente link nella barra del browser:
http://questionario.bersanisegretario.it/bersani/login.php
E' importante che oltre a rispondere al questionario tu ti faccia promotore della sua diffusione.
Contiamo sul tuo aiuto!
Grazie
Comitati per Bersani
noi crediamo che il Partito Democratico debba essere un 'partito', cioè una libera associazione di cittadini con una identità riconoscibile, una organizzazione interna, un forte radicamento sociale, luoghi di discussione e partecipazione.
Finora non è stato così: all'indomani delle primarie del 2007 abbiamo deluso sia chi era legato a forme di militanza più tradizionali, sia chi si aspettava nuove forme di partecipazione politica e di coinvolgimento sociale.
La straordinaria partecipazione degli iscritti alla fase congressuale appena conclusa rappresenta una importante inversione di tendenza, una ripresa di iniziativa politica collettiva che avrà il suo momento culminante il 25 ottobre.
Per questo l'appuntamento delle Primarie dovrà essere accompagnato da una mobilitazione ancora più ampia dei nostri elettori e di quanti hanno a cuore la costruzione di una alternativa al governo del centro destra.
Una volta eletto il nuovo segretario del Partito Democratico inizierà però la fase più difficile ed importante: recuperare il consenso, che in questi mesi abbiamo perso, di quanti aspirano a costruire un Paese ed un futuro migliore.
Sarà necessario il contributo di tutti, indipendentemente da chi avremo votato il 25 ottobre: servirà essere un partito capace di ascoltare le persone e di rappresentarne interessi ed aspirazioni.
E servirà essere un partito che sappia sfruttare i contatti e il dialogo che le nuove tecnologie permettono di intrattenere, al di là delle distanze reali, per far crescere nel nostro Paese il futuro che vogliamo e dare insieme un senso a questa storia.
Per questo abbiamo chiesto ad un istituto di ricerca di preparare il questionario che ti invitiamo a compilare, per sperimentare forme nuove di consultazione e mettere a disposizione del partito e dei candidati alla segreteria un quadro aggiornato delle aspettative e delle valutazioni dei nostri elettori.
Per partecipare al questionario è possibile copiare e incollare il seguente link nella barra del browser:
http://questionario.bersanisegretario.it/bersani/login.php
E' importante che oltre a rispondere al questionario tu ti faccia promotore della sua diffusione.
Contiamo sul tuo aiuto!
Grazie
Comitati per Bersani
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DEMOCRATICI: E’ L’ORA DELL’UNITA’ E DELLA PARTECIPAZIONE
Le recenti polemiche legate alla bocciatura del Lodo Alfano hanno portato alla ribalta tutti i problemi di questa maggioranza e del suo premier in particolare. Se da un lato si presentano dei distinguo che possono apparire consolanti (vedi Fini, ad esempio), i falchi ammaestrati dal padrone si sono prodigati in uscite antidemocratiche dai toni eversivi. In questo momento, oggi più che mai, è opportuno che l’opposizione rinserri le fila e proceda velocemente verso la creazione di una alternativa credibile di governo. Per il PD è un’occasione da non perdere. CARI DEMOCRATICI, E’ L’ORA DELL’UNITA’ E DELLA PARTECIPAZIONE!........
E’ questo il momento giusto per ritrovarsi nei valori ampiamente condivisi come la libertà, la democrazia e la Costituzione. La destra ha ampiamente dimostrato di non aver alcuno di questi valori in corpo. Anzi, fanno carta straccia delle Istituzioni Democratiche e degli organi di garanzia pur di mantenere il potere. Per noi democratici il prossimo passo sono le primarie. Abbiamo tre candidati tutti di alto profilo politico ed umano, una grande risorsa, chiunque vinca, da sfruttare poi nella costruzione di un partito credibile e di un’alternativa di governo vera ed efficace. Abbiamo constatato tutti, in queste ore, che i valori da noi condivisi vanno ben al di là delle possibili divergenze su questioni specifiche, peraltro superabili nel contesto democratico che ci siamo scelti. Allora forza, dobbiamo tutti impegnarci per fare in modo che le primarie risultino un grande risultato in termini di partecipazione: il malgoverno (o peggio, il non governo) attuale della destra risulta essere un formidabile alleato per noi in un lavoro di opposizione ferma ed intransigente. Il premier è ormai allo sbando, in preda ad un delirio di onnipotenza, insulta la Bindi con tono sessista, offensivo per tutte le donne, il suo governo non sta facendo niente per aiutare il paese a superare la grave crisi economica in corso. Solo propaganda e populismo. Di fronte a tutto questo i distinguo e le sottigliezze è giusto finiscano in secondo piano, così come le opportunità personali: o si vince tutti o non vince nessuno. E se si perde, perde la Democrazia.
E’ questo il momento giusto per ritrovarsi nei valori ampiamente condivisi come la libertà, la democrazia e la Costituzione. La destra ha ampiamente dimostrato di non aver alcuno di questi valori in corpo. Anzi, fanno carta straccia delle Istituzioni Democratiche e degli organi di garanzia pur di mantenere il potere. Per noi democratici il prossimo passo sono le primarie. Abbiamo tre candidati tutti di alto profilo politico ed umano, una grande risorsa, chiunque vinca, da sfruttare poi nella costruzione di un partito credibile e di un’alternativa di governo vera ed efficace. Abbiamo constatato tutti, in queste ore, che i valori da noi condivisi vanno ben al di là delle possibili divergenze su questioni specifiche, peraltro superabili nel contesto democratico che ci siamo scelti. Allora forza, dobbiamo tutti impegnarci per fare in modo che le primarie risultino un grande risultato in termini di partecipazione: il malgoverno (o peggio, il non governo) attuale della destra risulta essere un formidabile alleato per noi in un lavoro di opposizione ferma ed intransigente. Il premier è ormai allo sbando, in preda ad un delirio di onnipotenza, insulta la Bindi con tono sessista, offensivo per tutte le donne, il suo governo non sta facendo niente per aiutare il paese a superare la grave crisi economica in corso. Solo propaganda e populismo. Di fronte a tutto questo i distinguo e le sottigliezze è giusto finiscano in secondo piano, così come le opportunità personali: o si vince tutti o non vince nessuno. E se si perde, perde la Democrazia.
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mercoledì 7 ottobre 2009
DAL 1948, SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE. GRAZIE!

Torna un pò il sereno. Dopo due giorni di camera di consiglio la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Alfano perchè anticostituzionale. Come ampiamente anticipato nel dibattito parlamentare dai deputati del PD, per fare una legge del genere era necessaria una legge costituzonale. Inoltre, nonostante le trovate creative di Mavalà Ghedini (la legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione...), la legge Alfano non rispettava l'articolo 3 della Costituzione che prevede, appunto, che la legge deve essere uguale per tutti. Ancora una volta la Carta si è rivelata un fondamentale baluardo per la Democrazia.
Adesso aspettiamo ansiosi un Porta a Porta in prima serata, oppure un editoriale di Minzolini nel TG1 in cui trovare le giustificazioni che i nostri governanti vorranno portare al fatto di aver fortemente e frettolosamente voluto una legge del genere, atta solo (come successo già con altre leggi del passato) a proteggere il premier coinvolto in processi per reati di una gravità inaudita, in particolare se commessi da persone con incarichi nelle istituzioni. Ora non ci resta che attendere l'esito dei processi, partendo dal presupposto che l'imputato è innocente fino al'ultimo grado di giudizio, ma con il grande sospetto che questo ossessivo tentativo di fuggire ai processi nasconda qualcosa di effettivamente grave.
Inutile dire che il rispetto per le Istituzioni Democratiche dovrebbe portare il premier ad immediate dimissioni.
Adesso aspettiamo ansiosi un Porta a Porta in prima serata, oppure un editoriale di Minzolini nel TG1 in cui trovare le giustificazioni che i nostri governanti vorranno portare al fatto di aver fortemente e frettolosamente voluto una legge del genere, atta solo (come successo già con altre leggi del passato) a proteggere il premier coinvolto in processi per reati di una gravità inaudita, in particolare se commessi da persone con incarichi nelle istituzioni. Ora non ci resta che attendere l'esito dei processi, partendo dal presupposto che l'imputato è innocente fino al'ultimo grado di giudizio, ma con il grande sospetto che questo ossessivo tentativo di fuggire ai processi nasconda qualcosa di effettivamente grave.
Inutile dire che il rispetto per le Istituzioni Democratiche dovrebbe portare il premier ad immediate dimissioni.
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martedì 6 ottobre 2009
E' UN GIORNO TRISTE....
Quello che sta finendo, in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale, è un giorno veramente triste. Le principali istituzioni di garanzia di questo paese sono nell'impossibilità di esercitare in maniera serena il proprio compito. Quando si pensa al disastro causato da Berlusconi in politica dobbiamo pensare soprattutto a questo.
Infatti ci piacerebbe giudicare il governo per quello che fa, per la sua capacità o meno di renderci la vita più semplice e migliore. Invece siamo sempre costretti a tornare sui nostri passi e prendere atto di una presenza inadeguata per atti e dichiarazioni, di un'azione di governo schiava dell'ingombrante ed impresentabile figura che comanda da padrone un istituzione che dovrebbe essere gestita da buon padre di famiglia. Da buon padre di famiglia, appunto.
Infatti ci piacerebbe giudicare il governo per quello che fa, per la sua capacità o meno di renderci la vita più semplice e migliore. Invece siamo sempre costretti a tornare sui nostri passi e prendere atto di una presenza inadeguata per atti e dichiarazioni, di un'azione di governo schiava dell'ingombrante ed impresentabile figura che comanda da padrone un istituzione che dovrebbe essere gestita da buon padre di famiglia. Da buon padre di famiglia, appunto.
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lunedì 5 ottobre 2009
LA SINDACA E LA NS. MOZIONE SUL CENTRO STORICO: LETTERA DEL GRUPPO CONSILIARE PD A L'ECO DI BERGAMO
Seriate, 3 ottobre 2009
Spettabile redazione,
è con sconcerto che abbiamo letto nell'intervista pubblicata il primo ottobre a pagina 24 de L'Eco di Bergamo, le dichiarazioni del sindaco leghista di Seriate Silvana Santisi Saita relative alla nostra mozione (bocciata dalla maggioranza consiliare) sul centro storico della città. Nell'intervista il sindaco parla di “toni offensivi” contenuti nella mozione. Asserire questo è contrario a verità, ingiustificato e questo sì, offensivo. Chiunque, leggendo la mozione, lo può verificare, sempre che all'opposizione sia ancora concesso di svolgere il proprio ruolo di critica propositiva al potere. Per questo Le chiedo cortesemente di volerne pubblicare, per diritto di replica, il testo integrale, testo che si può anche leggere o scaricare da http://ilbandolo.blogspot.com.
Ci permetta, tuttavia, di sottolineare come il sentimento di disagio che avevamo colto in quell'area della città non era solo il nostro da molti anni a questa parte, ma anche di altre forze politiche alternative all'amministrazione della Lega ed era anche un sentimento condiviso da un'altra parte politica (Pdl), quella stessa che oggi, in coalizione, amministra la città...
Il sindaco Santisi bolla anche come “sogni” le proposte da noi avanzate. Ci consenta, perciò, di puntualizzare che nella mozione non vi sono né “sogni”, né “toni offensivi”. E' sogno o realtà dire che “all'inizio dell'estate (19-20 giugno) piazza Bolognini è balzata all'onore delle cronache per una rissa serale tra immigrati”? E' sogno o realtà dire che “il problema di fondo di piazza Bolognini ha spessore e dimensioni che superano di gran lunga un intervento – anche se inevitabile – di tipo repressivo”? E' tono offensivo o realistico dire che “occorre ricercare le ragioni per cui si è creata questa situazione”? E poiché tra le molteplici ragioni vi è anche quella delle direttive politiche delle amministrazioni precedenti, da 15 anni tutte leghiste, che avevano il compito di governare gli eventi e non di farsi governare da essi, è chiaro che ciò non poteva e non può essere da noi taciuto. Bollarlo come “offensivo”, (il re è nudo?), dà una percezione poco democratica del potere...
E' forse un “sogno” la proposta “dell'avvio di opere di risanamento ove possibile mediante l'acquisto di edifici degradati da recuperare...” da destinare a categorie “deboli” seriatesi? La proposta non va, infatti, nella direzione di trasformare il Comune in una immobiliare, ma (come è stato spiegato in consiglio da Ines Turani) in quella di sollecitare l'amministrazione a “patti” con chi costruirà sul territorio seriatese ad “adottare” un edificio del centro storico o una sua porzione per una sua ristrutturazione. La realtà fa male, ma è quella che è, e se invece di migliorarla a cominciare da una sana autocritica, si tacciano i cittadini dai colori politici diversi come coloro che vanno a caccia di “sogni” e usano “toni offensivi”, si mortifica un bel po' della popolazione anche se numericamente non maggioritaria, si fa un torto a certi principi etici che si sbandierano nelle varie occasioni di piazza ... e il problema rimane... Il No alla nostra mozione, senza la minima mediazione per accertarne alcuni punti, che, ribadiamo, riteniamo realizzabili, sa di arroganza di potere.
Ma che cosa ne pensano i seriatesi?
Ringraziando per l'attenzione e richiamandoci cortesemente al diritto di replica, ci è gradito cogliere l'occasione per porgere i nostri migliori saluti.
Il Gruppo Consiliare del PD di Seriate
Carlo Vallenzasca, Ines Turani, Rodolfo Mendez e Tito Tiraboschi
Spettabile redazione,
è con sconcerto che abbiamo letto nell'intervista pubblicata il primo ottobre a pagina 24 de L'Eco di Bergamo, le dichiarazioni del sindaco leghista di Seriate Silvana Santisi Saita relative alla nostra mozione (bocciata dalla maggioranza consiliare) sul centro storico della città. Nell'intervista il sindaco parla di “toni offensivi” contenuti nella mozione. Asserire questo è contrario a verità, ingiustificato e questo sì, offensivo. Chiunque, leggendo la mozione, lo può verificare, sempre che all'opposizione sia ancora concesso di svolgere il proprio ruolo di critica propositiva al potere. Per questo Le chiedo cortesemente di volerne pubblicare, per diritto di replica, il testo integrale, testo che si può anche leggere o scaricare da http://ilbandolo.blogspot.com.
Ci permetta, tuttavia, di sottolineare come il sentimento di disagio che avevamo colto in quell'area della città non era solo il nostro da molti anni a questa parte, ma anche di altre forze politiche alternative all'amministrazione della Lega ed era anche un sentimento condiviso da un'altra parte politica (Pdl), quella stessa che oggi, in coalizione, amministra la città...
Il sindaco Santisi bolla anche come “sogni” le proposte da noi avanzate. Ci consenta, perciò, di puntualizzare che nella mozione non vi sono né “sogni”, né “toni offensivi”. E' sogno o realtà dire che “all'inizio dell'estate (19-20 giugno) piazza Bolognini è balzata all'onore delle cronache per una rissa serale tra immigrati”? E' sogno o realtà dire che “il problema di fondo di piazza Bolognini ha spessore e dimensioni che superano di gran lunga un intervento – anche se inevitabile – di tipo repressivo”? E' tono offensivo o realistico dire che “occorre ricercare le ragioni per cui si è creata questa situazione”? E poiché tra le molteplici ragioni vi è anche quella delle direttive politiche delle amministrazioni precedenti, da 15 anni tutte leghiste, che avevano il compito di governare gli eventi e non di farsi governare da essi, è chiaro che ciò non poteva e non può essere da noi taciuto. Bollarlo come “offensivo”, (il re è nudo?), dà una percezione poco democratica del potere...
E' forse un “sogno” la proposta “dell'avvio di opere di risanamento ove possibile mediante l'acquisto di edifici degradati da recuperare...” da destinare a categorie “deboli” seriatesi? La proposta non va, infatti, nella direzione di trasformare il Comune in una immobiliare, ma (come è stato spiegato in consiglio da Ines Turani) in quella di sollecitare l'amministrazione a “patti” con chi costruirà sul territorio seriatese ad “adottare” un edificio del centro storico o una sua porzione per una sua ristrutturazione. La realtà fa male, ma è quella che è, e se invece di migliorarla a cominciare da una sana autocritica, si tacciano i cittadini dai colori politici diversi come coloro che vanno a caccia di “sogni” e usano “toni offensivi”, si mortifica un bel po' della popolazione anche se numericamente non maggioritaria, si fa un torto a certi principi etici che si sbandierano nelle varie occasioni di piazza ... e il problema rimane... Il No alla nostra mozione, senza la minima mediazione per accertarne alcuni punti, che, ribadiamo, riteniamo realizzabili, sa di arroganza di potere.
Ma che cosa ne pensano i seriatesi?
Ringraziando per l'attenzione e richiamandoci cortesemente al diritto di replica, ci è gradito cogliere l'occasione per porgere i nostri migliori saluti.
Il Gruppo Consiliare del PD di Seriate
Carlo Vallenzasca, Ines Turani, Rodolfo Mendez e Tito Tiraboschi
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POLITICA LOCALE
sabato 3 ottobre 2009
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