martedì 28 luglio 2009

RICICLAGGIO LIBRI DI TESTO: LETTERA DAL COMITATO GENITORI

Relativamente al post sul riciclaggio dei libri di testo alla Aldo Moro riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenuta dal comitato genitori. Precisiamo solo che il post in questione è stato pubblicato in relazione a testimonianze raccolte tra i genitori e non rappresenta la comunicazione ufficiale, più articoltata, che ci risulta essera stata recapitata agli interessati. Nessuna lettera è stata recapitata al Blog con richiesta di pubblicazione.

Al gruppo di genitori che si firma: "Alcuni genitori dell'Associazione Comitato Genitori"
Al Notiziario "II Bandolo"
Al Presidente dell'Associazione Genitori
Al Consiglio d'Istituto Istituto Comprensivo A. Moro
Al Presidente dell'Age
All' Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Seriate

Seriate, 10 luglio 2009

Oggetto: chiarimenti in merito al riciclaggio libri di testo

Abbiamo letto, per caso, la comunicazione firmata: "Alcuni soci dell'Associazione Comitato dei Genitori" e volentieri rispondiamo proponendo alcune chiarificazioni e riflessioni in merito alle attività di riciclaggio libri. Precisiamo che la richiesta di chiarimento, non è stata inviata al presidente del Comitato Genitori o dell'Associazione Genitori ma al notiziario "II Bandolo."
La sospensione momentanea del riciclaggio dei libri, è stata una decisione molto sofferta che purtroppo e con tristezza e rammarico , i genitori direttamente impegnati, in questo periodo o da anni, nella gravosa e complessissima attività di riciclaggio, hanno dovuto sostenere. Tale decisione è stata presa come ultima possibile strategia per dare visibilità alle problematiche, alla complessità, alla fatica titanica e ormai cronica, che questa attività comporta, nel tentativo di sollecitare in tutti una riflessione sull'argomento e una presa di consapevolezza sulle responsabilità che genitori e scuola hanno avuto in merito alla sospensione dell'attività di riciclaggio che ormai da anni qualifica e caratterizza il nostro Istituto Comprensivo e il nostro Comitato e Associazione Genitori. Insomma... per creare attenzione, smuovere persone ed energie, attivare riflessioni in merito alle responsabilità di ognuno si è dovuta procedere alla sospensione del riciclaggio.
Già nel primo incontro (novembre 2008) del Comitato Genitori ed anche negli anni precedenti, si era cominciato a parlare della complessità dell'attività di riciclaggio e a sottolineare che la coordinatrice del gruppo, non avrebbe più potuto lavorare direttamente per il riciclaggio. Questa mamma, (che ha cominciato il suo servizio per il riciclaggio quando i suoi figli erano alle elementari e ora sono laureati!!!), ha ripetutamente segnalato al comitato una situazione di crescente difficoltà di gestione dell'attività dovuta a uno scarsissimo rispetto delle regole necessarie allo svolgimento dell'attività.
Il Comitato Genitori, tramite il suo Presidente, da tempo pone all'attenzione di chi partecipa alle riunioni del comitato (ma anche, tramite verbale, di chi non partecipa, seppur rappresentante di classe e quindi tenuto a partecipare), la problematicità della questione. Vista la situazione, in Comitato Genitori e nella commissione riciclaggio, sono state messe a punto e/o ribadite, tutta una serie di strategie, di azioni e di regole indispensabili per garantire l'iniziativa. Non solo i genitori sapevano quindi cosa fosse necessario fare, ma anche alla scuola sono state date indicazioni su come muoversi per rendere possibile l'intervento. Sono state inoltre programmate riunioni completamente dedicate all'argomento, il numero dei genitori partecipanti tuttavia, è sempre stato esiguo e nonostante genitori di scuole non facenti parte del nostro Istituto Comprensivo ma interessati direttamente all'argomento, fossero stati invitati , nessuno era presente.
In sintesi le azioni indispensabili, in cui sono direttamente coinvolti ragazzi, famiglie e scuola, sono le seguenti:
-i ragazzi devono tenere con cura i testi e ricordare che non sono proprietà personale ma un bene della comunità
– i genitori devono controllare che i figli tengano con cura i testi, educandoli al rispetto dei "beni" della comunità
-i testi devono essere riconsegnati da ogni ragazzo, classe per classe, accompagnati da un insegnante, nel giorno e nell'ora stabiliti. Solo così è possibile fare un controllo di chi restituisce i testi e di quali testi debbano essere acquistati.
-i genitori devono ricordare ai ragazzi di portare i testi a scuola, debitamente cancellati, nel giorno fissato e comunicato alle famiglie, per la riconsegna.
-gli insegnanti devono aiutare i ragazzi a comprendere il valore dei libri non solo sotto l'aspetto pecuniario. E' inoltre necessario che si attengano alle indicazioni date in merito ai tempi e alle modalità di riconsegna dei testi e che accompagnino le classi nel momento della restituzione.
-i genitori devono ricordarsi, dopo aver ricevuto i libri di testo per l'anno scolastico successivo, di versare il contributo previsto.
A giugno la commissione riciclaggio, formata da nove genitori, ha iniziato concretamente la raccolta libri presso la scuola media. Per dare a tutti un'idea della mole di lavoro e della complessità dell'iniziativa, si precisa che i testi che devono essere raccolti, controllati, catalogati, classificati, aggiustati, sistemati, ridistribuiti, in parte ancora cancellati, ecc. sono più di 3000 per anno scolastico e che circa 1000 - 1200 è il numero dei testi che va annualmente prenotato, acquistato, pagato, ritirato dalle librerie, suddiviso per ogni alunno e consegnato ai ragazzi! Da subito, le criticità segnalate dalla mamma esperta di riciclaggio, si sono presentate in modo esasperato rendendo di fatto impossibile la prosecuzione dei lavori: molti testi consegnati non erano stati cancellati dai ragazzi ed erano in pessimo stato, le classi non si presentavano per la riconsegna all'ora prevista oppure si presentava solo qualche ragazzo con qualche testo suo o di qualche compagno, i libri venivano dimenticati a casa, alcuni insegnanti si sono lamentati con i genitori del riciclaggio presenti a scuola perché, durante la riconsegna dei testi, gli alunni, spesso non accompagnati, facevano baccano. I genitori presenti hanno cercato di porre rimedio, dare e chiedere spiegazioni, cercare aiuti e alleanze tra gli operatori scolastici ma invano. Il caos regnava sovrano. Il riciclaggio, attività prevista dal POF, pareva infastidire e essere mal tollerata da tutti! Molti non avevano prestato attenzione alle regole semplici ma indispensabili a garantire il riciclaggio ed era impossibile continuare.
A complicare la situazione e a renderla ulteriormente sgradevole e pesante, si sono poi aggiunti tutta una serie di critiche (distruttive non costruttive) e commenti superficiali che genitori non al corrente della complessità della questione, hanno rivolto ai genitori che avevano lavorato (e di lavoro si tratta!) per l'intera comunità scolastica! Probabilmente ciò che pareva importante a questi genitori non era tanto comprendere la complessità e dare il proprio contributo per salvare il salvabile e garantire una successiva ripresa delle attività, ma portarsi a casa i testi al minor costo possibile e con il minor sforzo possibile, magari "fregando sul tempo" altri genitori meno informati. Alcuni genitori si sono quindi tenuti i testi, altri chiedevano ai genitori del riciclaggio di vendere la "dote testi" per poterli acquistare di seconda mano, altri affermavano che i genitori del riciclaggio, ritenuti responsabili dell'interruzione dell'attività, dovessero organizzare un banchetto presso la scuola, per la vendita dei libri usati! Insomma... tutto sembrava dovuto e le proposte di "svendita" dei testi, fatte da alcuni genitori, se realizzate, avrebbero di fatto, reso non più possibile una ripresa, negli anni successivi, del riciclaggio in quanto la "dote testi" sarebbe stata smantellata! La commissione riciclaggio ha cercato di prevedere le conseguenze delle azioni possibili da intraprendere e la scelta forzata di interrompere per l'anno in corso l'attività è sembrata la meno peggiore.
A questo punto un gruppo di genitori ha organizzato un'assemblea e ha chiesto alla Presidente del Comitato Genitori di presenziare. L'assemblea si è svolta il 19/06 presso i locali dell'oratorio. La Presidente del Comitato genitori, anche in
quell'occasione, ha dato informazioni, ha spiegato i motivi della scelta sostenuta ed ha distribuito a tutti i presenti una comunicazione scritta. A quest'incontro erano probabilmente presenti anche i genitori a cui è indirizzata questa comunicazione. In riferimento a ciò che chiedono o affermano nella lettera da loro inviata al "Bandolo", si spera di aver dato, con la presente, le informazioni e le chiarificazioni richieste e inoltre si precisa quanto segue:
-Per ciò che riguarda la scuola Rodari, il Dirigente Scolastico ci aveva assicurato che avrebbe fatto consegnare al plesso, così come richiesto dalla commissione riciclaggio, la comunicazione di sospensione del servizio. Purtroppo ciò non è avvenuto per un disguido della segreteria dell'Aldo Moro.
-Nonostante ora ci siano alcuni genitori disponibili a collaborare con la Commissione Riciclaggio è impensabile di poter riprendere per quest'anno il servizio, ora che le scuole sono chiuse e le famiglie in vacanza. Gli ordini dei testi ad esempio,avrebbero già dovuto essere stati inoltrati. Speriamo che questi genitori collaborino per rendere possibile l'attività di riciclaggio per gli anni successivi.
I libri non più in commercio ma ancora in adozione per le classi II e III, non verranno, come erroneamente specificato nella lettera inviata al Bandolo, consegnati ad una libreria seriatese per essere messi in vendita. Solo alcuni di classe seconda saranno ceduti perché non verranno più adottati dalla scuola e diverrebbero quindi "carta straccia".
Con rammarico siamo venuti a conoscenza del fatto che alcune famiglie, invece che restituire i testi in dotazione, li hanno venduti o trattenuti per figli e/o conoscenti. A settembre il Comitato si impegnerà a verificare e quindi a risalire agli autori di tale scorrettezza.
Sperando di aver risposto almeno ad alcuni vostri quesiti e di aver chiarito almeno alcune vostre perplessità, restiamo a disposizione e vi porgiamo cordiali saluti. Ci piace concludere questa comunicazione ricordando che ognuno di noi cerca di lavorare al meglio per la scuola di tutti i bambini e i ragazzi in un'ottica di comunità educante e di genitorialità diffusa. Tutto ciò è affascinante e appagante ma anche molto, molto faticoso, sopratutto in un periodo in cui ci si guarda con particolare diffidenza e in cui alcuni genitori non comprendono la gratuità e lo spirito di servizio con cui si agisce ma si pongono come se a loro tutto debba essere dovuto!
Cordialità

La Presidente del Comitato Genitori: Paola Crotti
La Vicepresidente: Mirella Pulici
La Segretaria: Patrizia Pini
La Responsabile Riciclaggio: Roberta Breno

lunedì 27 luglio 2009

Fare la spesa senza sacchetti di plastica si può .

Grazie ad una norma emanata nella finanziaria del 27 dicembre 2006 da Prodi, l'allora presidente del Consiglio dei Ministri e Padoa Schioppa, ministro dell'economia e delle finanze, a partire dall'1 gennaio del 2010 anche l'Italia potrà dire addio ai sacchetti di plastica (detto polimero) che tanto hanno danneggiato la nostra salute! Nel frattempo supermercati sensibili alle tematiche ambientali come le coop hanno da tempo introdotto obbligatoriamente quelli biodegradabili o le vecchie borse delle nonne. Anche i consumatori, per non parlare degli agricoltori o di chi brucia la plastica nel proprio caminetto, potrebbero fare di più mostrando di prestare più attenzione all'ambiente ... a cominciare da Seriate.

E questo è il resto.

giovedì 23 luglio 2009

A Seriate buoni scuola usati per acquistare il cellulare

A Seriate buoni scuola usati per acquistare il cellulare - Cronaca - L'Eco di Bergamo

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VOLI LOW COST? NO GRAZIE, IL COSTO E' IN REALTA' ALTISSIMO

Al tempo si pensava che fosse una grande conquista sociale: tutti potranno volare....
Invece si sta rivelando un boomerang.
Un volo da Bergamo a Londra consuma 12000 litri di kerosene. Chilogrammi di CO2 in notevoli quantità in atmosfera...Per spostare gente che non ne ha la reale necessità.
I dintorni di Bergamo sono poco monitorati, è certo che ci sia un aumento incredibile di sostanze tossiche.
Se consideriamo il tutto dovremo certamente rivalutare i costi che, anzichè bassi, si riveleranno altissimi.
Domandiamoci perchè il carburante per trasporto aereo è esentasse... e perchè gli aeroporti PAGANO le compagnie aeree....
Purtroppo, alla fine, dovremo ripensare questo sistema ingannevole e fare in modo che il costo, alla fine, sia chiaro, ed è un costo insopportabile.

venerdì 17 luglio 2009

I SACCHETTI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA? ANDATE A COMPRARVELI!

Con grande stupore e disappunto i cittadini di Seriate stanno scoprendo che l’amministrazione ha interrotto, da quest’anno, la distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Che strano, ce lo lasciano scoprire così, da soli, senza nessun avviso: e dire che hanno avuto tutta la campagna elettorale (ed un numero specialissimo de Ol nost seriat) per dire cosa avrebbero fatto durante il loro mandato.
La partenza pare proprio zoppa: a un mese circa dalla formazione del nuovo Consiglio Comunale sono riusciti ad ottenere le dimissioni di un assessore (dopo soli 3 giorni dalla nomina) ed hanno già messo le mani nelle tasche dei cittadini, costretti a comprarsi in autonomia i sacchetti per la raccolta differenziata.
E’ questo il loro federalismo? Togliere ai cittadini per sanare i buchi che il loro governo, togliendo l’ICI anche ai ricchi, crea a piene mani? Non è che i patti scellerati con la destra pidiellina cominciano già a farsi sentire, con tanto di interessi (pagati dai contribuenti)?

giovedì 16 luglio 2009

TUTTI GLI OBBIETTIVI CENTRATI: DEBITO PUBBLICO ALLE STELLE, DEFICIT FUORI CONTROLLO

Ieri il presidente del consiglio durante le solite conferenze stampa propagandistiche a reti unificate ed allineate ha spiattellato una serie di dati relativi ai risultati ottenuti dal governo, ovviamente concludendo con il solito "tutti gli obbiettivi centrati". Poi però, se uno si informa un pò meglio, con canali un pò meno allineati, scopre dati interessanti....
Si parla dei dati di bilancio dello stato e si scopre, udite udite, che l'allarme lanciato dal Governatore Draghi era fondato (altro che allarmismo ingiustificato). Il debito pubblico è salito ulteriormente, il rapporto deficit/PIL è al 5% (l'ultimo governo Prodi l'aveva portato al 2%). In sostanza la spesa pubblica è fuori controllo, e lo stato finanzia i debiti con altri debiti. Se questi sono gli obbiettivi centrati dal nostro governo è meglio che questi perdano un poco la mira....

mercoledì 8 luglio 2009

DEGRADO ED ABBANDONO DEL CENTRO STORICO: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Settimana scorsa nel kebab del centro storico c'è stata un'aggressione. C'è stato un ferito. Si tratta della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso...
Si è creato un gruppo di cittadini che ha preparato un documento sottoscritto da circa 200 persone (italiani e non...) e recapitato al Sindaco.

Abbiamo contattato la persona che coordina questo gruppo. Sono esasperati e non ne possono più. Ci sono situazioni esplosive che possono degenerare da un momento all'altro, persone che vivono con il terrore, dopo le 9 di sera non gira più nessuno..... E’ stato creato un sito su facebook http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=100456722442 dove ci si può esprimere liberamente sulla questione. Questo post è altresì dedicato a tutti quelli che ritengono opportuno dire qualcosa. Le opinioni espresse saranno tenute, come sempre, in debita considerazione negli atti politici del PD di Seriate.
Noi porteremo le nostre proposte in Consiglio Comunale, tratte anche da colloqui con abitanti della zona, e dal confronto con tutte le persone interessate alla questione.
NON POSSIAMO ESIMERCI DAL SOTTOLINEARE CHE L’ATTUALE SITUAZIONE DI DEGRADO SIA L’OVVIA RISULTANTE DI POLITICHE SBAGLIATE DAL PUNTO DI VISTA DELLA GESTIONE URBANISTICA DELLA ZONA E DELLA CACCIA ALLE STREGHE INDISCRIMINATA FATTA CONTRO GLI IMMIGRATI CHE, UNITAMENTE ALL’ABBANDONO DEL CENTRO STORICO DA PARTE DEI SERIATESI, NON POTEVA CHE CREARE UN GHETTO INCONTROLLATO E FORIERO DI POSSIBILI SITUAZIONI DI ILLEGALITA’ E DEGRADO.

Casse in deroga: i soldi non sono ancora arrivati - Economia - L'Eco di Bergamo

Casse in deroga: i soldi non sono ancora arrivati - Economia - L'Eco di Bergamo

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martedì 7 luglio 2009

Il decreto "cattiveria" umilia e offende tutti (lettera di Vanni Maggioni)

Proponiamo la lettera di Vanni Maggioni,(pubblicata su Bergamonews) esperto di cooperazione, dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza . Ci spiega cosa significa esser prigionieri della paura, di un “autismo collettivo nelle fortezze vuote”e ci invita a progettare reti alternative "a questo degrado".

Il decreto "cattiveria" umilia e offende tutti

Il ministro (ma anche neo squadristi di varie colorazioni tra il verde e il nero) l’aveva detto: sulla sicurezza e l’ immigrazione dobbiamo essere cattivi: un bel pugno sul tavolo fa contenti i nostri, spaventa gli altri; si riducono diritti (a tutti), si approvano leggi razziali, omologata l’immigrazione alla criminalità, premiata la delazione, offerta manodopera gratuita alla illegalità.
Ma non si aggrediscono le ragioni profonde dell’insicurezza, perché se davvero con questi provvedimenti diminuisse la paura, verrebbe meno la gallina dalle uova d’oro del consenso (elettorale e politico) conquistato in questi anni. Continueranno davanti alla Tv di regime a imbracciare le armi contro gli sbarchi , respingeranno clamorosamente in mare (solo 30.000 irregolari sono arrivati sui barconi) uomini giovani, bambini, donne talvolta rese gravide dagli aguzzini libici con cui ora ci abbracciamo per condividere repressione e affari.
Ma espellere rapidamente l’oltre milione di irregolari (l’intera popolazione della provincia di Bergamo) giunti via terra e oggi penalmente perseguibili (700.000 badanti nelle nostre case per assistere persone in difficoltà, 400.000 operai in nero reclutati da nostre aziende) è un altro affare, soprattutto se contemporaneamente e con malefico disegno (finalizzato a coltivare insicurezza) si riducono le risorse delle forze dell’ordine, si intasano i tribunali e le carceri, si rende difficile e costoso regolarizzare le posizioni, acquisire la cittadinanza, ricongiungere le famiglie.
Proprio cattivi: l’etimologia di questa parola fa riferimento al termine latino “captivus” (prigioniero): infatti in questa maniera il nostro paese si appresta a diventare una comunità in cattività, tutti prigionieri (gli oppressi degli oppressori, gli oppressori della propria febbre identitaria e del marketing politico, i “realisti” della propria accidia etica, la politica tradizionale dell’asfissia di pensiero e contesto globale).
E il rancore dell’uomo contro l’uomo diventa l’aria alla quale progressivamente menti e cuori rischiano di adattarsi, nell’ assopimento irreversibile della coscienza dell’appartenere tutti alla stesso genere umano.
I lumi della ragione e la speranza della fede (fondamenti diversi di una dignità impegnata a ricercare e costruire nella storia il vero ed il giusto) sono sepolti dal cemento dei Centri di espulsione. Un rigore inumano contro uomini e donne indeboliti dalla fatica dell’inseguire un futuro che dovrebbe essere garantito a tutti (non solo ai ventri rancorosi degli appagati ).
E’ questo un paese dove è altissima la necessità di legalità forte e diffusa per tutti, rigorosa non solo per il più debole: ma ora il medico, o il preside, può denunciare l’irregolare, il migrante regolare è messo in difficoltà per esercitare i suoi diritti (lavoro, studio, casa, famiglia) e promuovere la sua condizione, solo lo straniero paga un’iniqua tassa per rinnovare un documento di cittadinanza.
E nello stesso paese gli evasori fiscali (veri delinquenti sociali) godono di impunità tutelate: politici colpevoli di reati si autoassolvono con leggi ad personam o intimidazioni alla magistratura, banchieri corrotti se la cavano rapidamente, novelli gladiatori e rampanti intrattenitrici (star tv o dello sport) sono pagati, per mantenere il livello culturale del basso impero trionfante (panem et circenses), 1.000 o 10.000 o 100.000 volte di più di un lavoratore onesto, mentre saranno espulsi i disoccupati stranieri oltre sei mesi ( previsti per la crisi 150.000 licenziamenti).
Si aggrava così la già invasiva emergenza democratica: perché chi è eletto con regole democratiche può anche governare con orientamenti e scelte che ledono i principi della Costituzione, della Carta dei diritti umani sanciti dall’Onu, della cultura della solidarietà e della fratellanza cristiana che connota la nostra civiltà.
Ecco quindi propaganda invece di fatti, informazione omologata, tagli al welfare municipale e discriminazioni nell’accesso ai servizi, prevalenza della selezione sociale rispetto all’inclusione, violenza della libertà individuale o di parte su quella sociale e comunitaria, persecuzione dei più deboli e immunità dei più forti, privatizzazione dell’assistenza sociale e della conoscenza.
Il decreto cattiveria quindi non è soltanto affare dei cittadini migranti o dei loro “amici buonisti”: è un vulnus a tutta la cittadinanza, perché rivela un progetto di società coesa dalla paura, repressiva per competizione, generante intolleranza e criminalità., incapace di promuovere nuove pluriversa identità perché contrappone anziché contaminare locale e globale, radici e antenne, legalità e corresponsabilità, pronta quindi a garantire il successo di alcuno con il dolore di un “altro”.
Fa presagire allo smarrimento collettivo del presente una possibile conservazione del “proprio” a ciascuno e un ritorno ad un originario perfetto per il quale è permesso sacrificare i volti e le vita di chi ha invece bisogno di ri-nascere, con noi tutti, in un futuro, inedito e migliore. La paura diventa strumento per favorire un “autismo collettivo nelle fortezze vuote” , che – come ci hanno insegnato le tragiche esperienze del secolo breve- apre la strada a irreparabili autoritarismi.
Per scendere nel banale/locale: riuscirà a Bergamo l’apparentemente pacioso ex missino Tentorio a contenere i cupi diktat già preannunciati dalla lega in campagna elettorale? Militarizzerà la città con il plotoncino promesso da La Russa? O sosterrà coma Fini il voto agli stranieri? O lascerà ripristinare indecorose code per l’accesso ai servizi dei “non padani”? O affiderà l’integrazione possibile solo ai marginale riti dello sport e del consumo?
Temiamo che, con un guardianìa al bidone come l’Assessorato alla Sicurezza, proprio non possa e quindi non voglia ipotizzare una gestione “umana” del Decreto Cattiveria, in continuità naturale con quell’esperienza di integrazione - complessa ma fin ad oggi riuscita- che ha contraddistinto la gestione dei processi migratori e delle dinamiche interculturali nel nostro territorio, caratterizzato da una irreversibile pluralità di identità, culture, attese, risorse.
Solo chi si autorichiude, in fase di crisi, nel “ ventre buio del pesce dell’imperialismo globale” non sa (o teme) la bellezza del mare e degli incontri che ci offre. Ugo da S.Vittore scriveva nel XII secolo: “L’uomo che trova dolce la sua patria è solo un tenero principiante; colui per il quale ogni terra è come la propria è già uomo forte: ma solo perfetto colui per il quale tutto il mondo non è che un paese straniero”.
Fuori dal palazzo, nelle organizzazioni del lavoro, nelle aggregazioni sociali e culturali che hanno a cuore e cura umanità, democrazia, libertà, giustizia, si cominci , senza rassegnazione né spirito di vendetta, ad attivare reti di umani per progettare e gestire l’alternativa a questo degrado, sensibilizzando carcerieri e prigionieri, rendendo sicura la città come tenda aperta e non casa chiusa, aprendo il confronto sulla dignità delle persone con le istituzioni: per noi e per gli “altri” , per ciascuno e per tutti, nessuno escluso. Perché alla ragione faccia luce il sogno e non la paura . Per giocare con responsabilità condivisa a “Liberi tutti!”
Se non noi, chi per noi?
Vanni Maggioni (www.bergamonews.it/lettere/articolo.php?id=12992)

venerdì 3 luglio 2009

LE RADICI DELLA DERIVA CATTOLEGHISTA

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un contributo di un lettore in merito al rapporto politica - religione e, più specificatamente, relativo al rapporto elettorato leghista - chiesa.

“Gli italiani non sono cristiani, sono cattolici anche se irreligiosi. Questo fa la differenza.”
Così terminava un articolo di Eugenio Scalfari pubblicato su La Repubblica il 5 agosto 2007 (www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/scalfari-fondi/scalfari-5-agosto/scalfari-5-agosto.html). La differenza, di cui parlava l’autore, è quella tra una società democratica, perché laica, e la società italiana, fortemente condizionata dalla presenza di una chiesa impossibilitata a educare al senso dello stato, in quanto ne è estranea.

Effettivamente per la chiesa gli italiani, prima che cittadini, sono soggetti che fanno parte di una realtà molto più ampia, che non conosce confini né amministrativi né politici e il cui sovrano è Dio, cui solo spettano tutti i poteri, di fronte ai quali quelli terreni devono ineluttabilmente piegarsi. E poiché la chiesa cattolica si intende come l’unica fedele interprete del volere divino, essa valuta le leggi dello stato italiano solo alla luce della propria dottrina, indipendentemente da ogni criterio di utilità sociale, arrivando a ignorare quel principio del male minore che di norma segue quando di mezzo ci sono i propri interessi. Così si è verificato, ad esempio, nel caso dei preti pedofili, un fenomeno negato per molti anni, su indicazione anche dell’attuale pontefice, in quanto si riteneva che l’insidia portata a qualche ragazzo fosse un male minore rispetto a quello prodotto da una denuncia pubblica che avrebbe compromesso gravemente, assieme alla sua immagine, la predicazione del vangelo.
Questa inferiorità del mondo laico agli occhi degli uomini di chiesa si è fatta omelia in tutte le parrocchie, fin dalla nascita degli stati moderni. Ancora negli ultimi anni preconciliari un importante manuale ad uso dei seminaristi - il Denzinger -, insegnava che il cristiano non era tenuto a pagare le tasse allo stato laico. Di certo, contrariamente al peccato sessuale, quello dell’evasione delle tasse non ha mai avuto la minima attenzione da parte del mondo cattolico, che ha sempre preferito la carità individuale a quella istituzionale - che si realizza proprio grazie alla redistribuzione del reddito garantita dalle entrate fiscali -, tanto da far sorgere il dubbio che la carità individuale sia spesso la foglia di fico che maschera la grettezza sociale.
Questa minorità dello stato nella considerazione della chiesa romana è la prima radice del cattoleghismo, un fenomeno consistente nella preoccupante resa di buona parte del mondo cattolico ai valori leghisti, con buona pace della coerenza evangelica.

La seconda radice va ricercata più in profondità nella storia del cristianesimo e nella vita dei singoli.
Per millecinquecento anni, da quando è diventata ossatura vitale dell’impero romano, e fino all’avvento della televisione, la chiesa è stata l’agenzia educativa più importante della società italiana. Soprattutto ad essa si doveva, nel bene e nel male, l’educazione morale di un popolo, garantita nelle famiglie dalla particolare vicinanza che le donne hanno sempre avuto con le sacrestie e i confessionali, dove da una parte trovavano conforto per le mille umiliazioni derivanti dal ruolo subordinato da loro assunto nella famiglia tradizionale e dall’altra “indirizzi” fortemente vincolanti sulla sessualità e la riproduzione in ambito domestico, con il risultato che spesso i mariti andavano a cercare altrove la liberazione da un bisogno e da una solitudine, di cui peraltro erano i principali responsabili.
Va da sé che anche il figliuol prodigo, una volta riavutosi e reo confesso, trovava al suo rientro le braccia aperte del prete (e, solo dopo, quelle della moglie), a rassicurarlo dell’avvenuta riconciliazione con l’Altissimo.
Poco importa se questi eventi si riproducevano con ritualità settimanale, mensile o annuale, in un ciclo nevrotico destinato a perpetuarsi e a deresponsabilizzare tutti i soggetti, in quanto sentito come ineluttabile conseguenza del peccato originale. L’importante era che la chiesa fosse sempre là, in ogni momento, a elargire il dono infantilizzante della rassicurazione per tutto e per tutti.
L’esempio appena fatto, riguardante la sfera affettiva personale, ben si presta a illustrare il meccanismo poco virtuoso che caratterizza spesso i comportamenti dell’uomo che vive sotto l’ombrello dei sacramenti, certamente malintesi e dolosamente utilizzati per esorcizzare il male che ancora, forse, ha in animo di fare. Altrimenti non si capirebbe, per restare sempre nella sfera dei comportamenti sessuali, il proliferare di uomini e donne che da sempre vendono sesso anche su tutte le strade della cattolicissima provincia di Bergamo…..

Che cosa non ha funzionato in questi millecinquecento anni?
L’evangelizzazione, perché ha cambiato sensibilmente il suo contenuto.
C’è infatti uno iato profondo tra l’afflato biblico vetero e neotestamentario e il ritualismo, direi burocratico, che sembra caratterizzare la vita ecclesiale di tanta parte del popolo cristiano. Gran parte della predicazione dei profeti è una denuncia contro le ingiustizie sociali, interpretate come segni del tradimento dell’alleanza. Basta leggere Isaia per rendersene conto. Se è vero che i primi comandamenti riguardano la relazione con Dio e l’ortodossia (corretta dottrina), è altrettanto vero che tutti gli altri ne sono un’esplicitazione sul piano dell’ortoprassi (corretti comportamenti).
Gesù di Nazareth segue l’impostazione dei profeti fino alle estreme conseguenze anche per sè, la radicalizza, giungendo a dire che il culto e il rito non sono nulla di fronte alla carità di chi dà da mangiare a chi ha fame, da bere a chi ha sete, da vestire a chi è nudo…. Nel capitolo 25 del vangelo di Matteo si dice chiaramente che solo questo importa: l’amore disinteressato, il soccorrere il povero senza se e senza ma, solo perché è nel bisogno. Nella predicazione Gesù punta il dito nelle piaghe personali e collettive, senza infingimenti. Gesù inquieta: nega valore alle prescrizioni rituali del Levitico, spostando chiaramente l’asse della relazione tra Dio e gli uomini sull’ortoprassi, perché non chi dice “Signore! Signore!” entrerà nel regno, ma chi fa la volontà del Padre, amando i suoi simili. Gesù predicava una religiosità senza fronzoli liturgici, tutta centrata sul riconoscimento dei bisogni radicali di tutti gli uomini. Toglie ai suoi correligionari anche la consolazione dell’appartenenza ebraica, come garanzia di salvezza eterna.

La chiesa dei primissimi secoli aveva ben compreso la radicalità dell’annuncio di Gesù, tanto da includere, ad esempio, nei primi concili la condanna dell’usura, intesa in modo palese come prestito di denaro a qualunque interesse, una pratica considerata così gretta e contraria alla morale evangelica da essere consentita in seguito solo agli ebrei, mettendo purtroppo una base solida al risentimento antiebraico. Chi sostiene che la chiesa non ha mai modificato i propri contenuti dogmatici anche in campo morale, dovrebbe rileggersi i canoni dei primi concili - presto rimossi - e confrontarli con la prassi attuale, in cui le banche anche cattoliche o di paesi cattolici sono padrone del mondo.
Con il pontificato di Giovanni XXIII era parso che la chiesa si fosse resa conto del “falso sviluppo storico” - per dirla con il cardinal Lustigier - in cui era incappata. Un papato brevissimo, un fremito nel mondo, l’abbattimento dei primi muri (ben prima dell’89!), una speranza grandissima per chi ha vissuto quei momenti. I padri del concilio ribadivano che il regno di Dio è universale e non particolare, inclusivo di tutte le diversità e non esclusivo di esse. Questa era evangelizzazione: un respiro dell’anima di ciascuno e del mondo intero.
L’Italia stava crescendo tumultuosamente, accumulando ricchezza e nutriva un forte desiderio di giustizia sociale; le organizzazioni sindacali e i partiti di massa ricercavano insieme, anche nel conflitto, il bene comune. Gli orizzonti dell’agire politico non coincidevano con quelli della propria terra (l’Europa stava nascendo…), non riguardavano solo il presente, andavano oltre il tornaconto personale. Gli uomini rispondevano davanti alle tragedie nazionali e internazionali. Si prendeva coscienza che esiste un Terzo mondo, una realtà da abbracciare e difendere davanti alla rapina dei più forti.
Le potenzialità rivoluzionarie dei vangeli per le coscienze sono ben documentate dalle biografie di non pochi uomini e donne, che spesso hanno abbandonato con radicalità una vita conforme ai principi imperanti nel loro tempo per vivere esclusivamente per la costruzione del regno, correttamente inteso.

La centralità della buona novella sta quindi nella relazione con i bisogni degli uomini. Se questo vien perso di vista, non c’è evangelizzazione, ma solo ritualismo, perbenismo, doppiezza etica.
Il ritualismo crea la sensazione di appartenenza, la certezza di essere dentro il solo recinto che offre salvezza. Funziona come in quei giochi dei bambini, in cui è previsto un luogo proclamato “tana!”, in cui ci si può sentire intoccabili. E nella “tana” ci si sta poco, quel tanto che basta per tirare il fiato e riprendere la corsa nella vita, dove spesso si seguono regole che confliggono con quelle dei vangeli. Poco importa: l’incoerenza tra dottrina e prassi verrà sanata nel ritualismo della riconciliazione.
Da millecinquecento anni la chiesa ammonisce, punisce e rassicura. Talora, in sporadici momenti meravigliosi - vedi S. Francesco -, davvero evangelizza. Ma solitamente ammonisce, punisce e rassicura. Su questo si basano il suo potere e, insieme, l’incapacità di molti di porsi come soggetti autonomi nel giudizio e responsabili nelle azioni, capaci di farsi carico dei problemi creati dalla propria indole, per migliorala a beneficio di tutti.
Le conseguenze sul piano sociale di questa debolezza morale degli individui è stata ben tratteggiata da G. Leopardi nella sua opera postuma Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani, in cui essi vengono descritti come attenti all’apparenza (amano pavoneggiarsi sulla pubblica piazza, andando avanti e indietro per attirare l’attenzione….), inclini alla ritualità, pur non credendo in nulla, cinicamente pronti a dar addosso a tutti gli altri - gli unici responsabili dei guai comuni -, incapaci di dialogare tra loro per progettare insieme la costruzione di una società equilibrata e forte…...
Basta vedere un talk-show delle nostre reti televisive per rendersi conto che siamo rimasti uguali ad allora.

“Se vuoi essere perfetto, lascia tutto ai poveri e seguimi”. Questo invito radicale dà il segno della grande speranza cristiana. L’invito è rivolto a tutti e non è suscettibile di letture accomodanti, tali da giustificare le disuguaglianze sociali. La ricerca del regno coincide con quella della propria identità, mai conquistata in modo definitivo, è un peregrinare infinito in uno spazio popolato da uno stuolo di altri uomini che hanno lo stesso problema, quello di essere riconosciuti nella propria specificità. Ed è comune destino che la definizione di sé passi attraverso il riconoscimento e il rispetto reciproci, senza cui c’è solo conflitto sociale.
Su questo fronte l’evangelizzazione è mancata, per spostarsi in un “non luogo” della salvezza, da subito negato da Gesù, quello del rito, spesso una finzione che sostituisce nei singoli l’espressione della radicalità cristiana con quella dell’autoconsolazione o, ed è molto peggio, dell’autogiustificazione. Il rito - staccato dalle opere di giustizia - rassicura e finisce per infantilizzare chi lo pratica.
Perso l’orizzonte del regno - e la sua giustizia -, si cessa di cercarlo e di costruirlo; si sostituisce la tensione morale della ricerca con la pretesa di esserci già dentro, per diritto di nascita. Si diventa cattolici per anagrafe, un diritto acquisito, con un po’ d’acqua battesimale sul capo, una comunione e una confessione almeno una volta all’anno….
La giusta ricerca dell’identità cristiana, una condizione dinamica, viene sostituita dall’appartenenza cattolica, una condizione statica, una rendita di posizione conservata a suon di riti e di sacramenti. L’inquietudine della ricerca cede il posto all’immobilismo delle certezze, che rinchiudono l’io in un fortino che si vuole inattaccabile, e che diventa impermeabile al bisogno degli altri e alle esigenze del regno. La chiesa rassicura. La rassicurazione non partorisce capacità di autocritica, crea conformismo.

So bene che la chiesa non voleva e non vuole questo, ma questa mi pare la deriva che ha imboccato gran parte del popolo cattolico, dal momento in cui ha perso di vista il nucleo centrale del vangelo. Un popolo educato alle certezze rituali e alla sicurezza che ne deriva è incapace di affrontare criticamente le sfide della storia, che di questi tempi assumono il volto di una moltitudine di uomini e donne in fuga dai loro paesi per sopravvivere; gente molto eterogenea che spesso addirittura rifiuta quella cultura occidentale di cui invece ha un disperato bisogno. La parte migliore del mondo cattolico ha allargato le braccia, ha saputo, sa offrire accoglienza. Avendo assimilato il vangelo, conosce la fatica della conversione ed è più paziente nei confronti dei nuovi disperati. Ma la netta maggioranza si è progressivamente smarrita e ha cercato un’altra “tana”, dove rifugiarsi, diversa dalla chiesa, la quale, predicando il valore dell’accoglienzza, in questo caso non poteva più rassicurare il suo popolo.
Il popolo non evangelizzato si è infilato lestamente nella “tana” della Lega.

Germano Federici

OFFESA, ATTO EVERSIVO E BESTEMMIA

COMUNICATO STAMPA - 3/07/2009

Offesa, atto eversivo e bestemmia

Un'offesa alla famiglia umana
Un atto eversivo della Costituzione italiana
Una bestemmia contraria al Vangelo di Cristo

Come cittadini italiani riteniamo che il provvedimento varato oggi al
Senato sia un vero e proprio "atto eversivo" verso la civiltà del
diritto espressa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (la
dignità della persona umana), nella Costituzione italiana (articoli 2 e
3), in tanti testi delle Nazioni Unite il cui spirito è presente nella
Dottrina Sociale della Chiesa, orientata ad affermare il "bene comune",
che è il bene di tutti e di ciascuno, sintesi di libertà e giustizia.

Come credenti nel Dio che tutti ama e nel Vangelo di Cristo "nostra
pace" pensiamo che per i cristiani nessuno sia straniero e, soprattutto,
che nessuno straniero sia di per sé un delinquente.
Chi ostenta i valori cristiani conosce le parole di Cristo "Ero
straniero e mi avete accolto" (Matteo 25)?
Una bestemmia civile e cristiana così grande deve essere respinta da
un'insurrezione nonviolenta. Rinnoviamo l'appello al Presidente della
Repubblica, cui il 2 giugno scorso abbiamo mandato una lettera da Monte
Sole, terra della Resistenza e di Dossetti, ad operare con urgente
fermezza per respingere la deriva autoritaria e totalitaria basata sulla
logica dello straniero-nemico che nasconde i veri pericoli della
criminalità organizzata, della corruzione economica e politica, del
degrado etico e che alimenta la paura, eccita gli animi al peggio,
diffonde modelli di violenza e prepara mali più grandi.
In piedi, costruttori di pace!

Per contatti:
don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale 347/3176588
segreteria Pax Christi 055/2020375

http://www.peacelink.it/paxchristi/a/29849.html

giovedì 2 luglio 2009

RUMENO, MAROCCHINO O ALBANESE? ITALIANO!

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza ad uso cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, spesso davanti alle chiese, donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché sono poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.»
Ispettorato dell’immigrazione del Congresso degli Stati Uniti d’America, relazione sugli immigrati italiani,
Ottobre 1912

SCUOLA ALDO MORO: SALTA IL RICICLAGGIO DEI LIBRI?

Le famiglie degli studenti della Scuola Secondaria “Aldo Moro” e le classi quinte della Primaria “Cerioli” hanno ricevuto notizia scritta che il servizio di riciclaggio dei libri di testo non sarà più attuato, a partire dal prossimo anno scolastico 2009 – 2010 ( avviso non ricevuto, però, dalle famiglie della Scuola “Rodari” alle quali era stato preannunciato il regolare svolgimento di detto servizio…).
Ci sono una ventina di genitori che hanno espresso la propria concreta disponibilità a proseguire questa esperienza, anche introducendo eventuali correttivi, “ nuove regole”, per ovviare ad alcuni problemi emersi nel corso del corrente anno scolastico.
I componenti del Comitato Genitori che quest’anno hanno curato lo svolgimento del progetto hanno invece dichiarato che, per rispetto alla loro decisione e per motivi organizzativi, l’esperienza va, comunque, sospesa per un anno.
Noi pensiamo che il progetto “riciclaggio” non è patrimonio di qualche famiglia, ma di tutti i genitori associati, che non hanno avuto, però, l’opportunità di discutere il suo futuro.
Riteniamo, tra l’altro, che in questo anno di crisi economica, il poter usufruire del servizio sarebbe un aiuto prezioso per molte famiglie.
Siamo anche stati informati del fatto che i libri non più in commercio, ma ancora in adozione per le classi seconde e terze (storia, geografia, antologia), verranno consegnati ad una libreria seriatese per essere messi in vendita.
Chiediamo che tutte le necessarie ed opportune iniziative volte al mantenimento di un servizio così importante (anche dal punto di vista educativo) vengano messe in atto, nonché i chiarimenti del caso da parte degli attuali responsabili del progetto.

Alcuni soci dell’Associazione Comitato dei Genitori

COME UN UOMO SULLA TERRA

Dopo decine e decine di proiezioni in tutta Italia,
dopo il grande successo della campagna IO NON RESPINGO:
COME UN UOMO SULLA TERRA
finalmente in onda sulla RAI
9 LUGLIO 2009
RAI 3 ore 23.40 (trasmissione DOC3)
Un occasione di civiltà e informazione per tutta l'Italia.

Finalmente anche chi non poteva sapere ora saprà.
Chiediamo alle migliaia di persone che da oltre 6 mesi
sostengono il film, di diffondere ovunque la notizia:
con il passaparola, nei mezzi di informazione, via mail e
con il Volantino che potete scaricare sul sito del film:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
Qualche giorno dopo la messa in onda chiuderemo la raccolta
delle firme
per la petizione e organizzeremo la consegna.
Siamo già a 10mila firme. Con la messa in onda e l'aiuto
di tutti possiamo crescere ancora.

Grazie a tutti
Autori e Produzione COME UN UOMO SULLA TERRA