mercoledì 29 aprile 2009

VENERDI 1° MAGGIO SIAMO ALLA 167 NORD

Venerdì 1° Maggio siamo alla 167 nord con un gazebo, dietro al cimitero, nei pressi della sede PD (dalle 9 alle 12). Ci incontreremo con i cittadini della zona e ci sarà la raccolta di firme per la sottoscrizione della lista PD alle prossime elezioni amministrative di Seriate. Non mancate!

PAURA MAIALA

Dopo una settimana di notizie allarmanti, urlate, prime pagine da brivido, la temuta pandemia di febbre suina pare allontanarsi dagli spettri che si erano insinuati nelle menti di lettori ed ascoltatori.
Beh, a dire il vero sin dalle prime battute si sono evidenziate opinioni contrastanti tra i vari esperti. C’era chi ammoniva circa le molte similitudini di questo virus alla terribile influenza “Spagnola” del 1918 e chi diceva che si trattava di una semplice influenza “fuori stagione”.
Non sappiamo dove stia la verità, notiamo per ora che l’ebola, la malaria, l’aids ed altri terribili virus del nostro tempo stanno mietendo, questi si, centinaia di migliaia di vittime all’anno: peccato che quello che succede nel terzo, o quarto mondo, non faccia purtroppo notizia. La vita ha valori diversi in base a dove si nasce. Sarebbe già importante rendersene conto, aiuterebbe a relativizzare e dare un giusto peso alle nostre paturnie quotidiane e capire il motivo per cui molta gente bussa alle nostre porte chiedendoci aiuto.

sabato 25 aprile 2009

TELEGRAMMA: Cronaca di questo 25 aprile a Seriate


(25/04/2009) - La sindaca di Seriate non ha pronunciato la parola "PARTIGIANI", non li ha voluti ricordare.

COMUNE VIRTUOSO MA NON TRASPARENTE !

Hanno sventolato ai quattri venti di essere un comune virtuoso su tutti i giornali, leghisti orgogliosi di avere i conti in ordine (grazie soprattutto alle molteplici costruzioni edilizie) . Bene, ma se ne guardano bene di dirci che avevano "sforato" il patto di stabilità, che hanno incrementato la popolazione, che sognavano un centro storco in stile architettonico da "città alta" ma si ritrovano uno schifo, che aumentano a dismisura i disagi sociali nonostante le multe ai "mangiapanini" nelle piazze, che siamo uno dei pochi paesi su 110 della bergamasca ad arretrare rispetto all'innovazione della banda larga, ci stavano nascondendo la verità sul finanziamento a un opuscolo autocelebrativo "leghist-saitanic" . Ma quante altre cose ci avranno mai nascosto? Comune virtuoso si (se la virtù è il dio denaro!) ma certamente non trasparente!



BeBo

venerdì 24 aprile 2009

SVEGLIATEVI ITALIANI

SVEGLIATEVI ITALIANI
Canzone di Alessandro Mandarino
che potete ascoltare su: www.myspace.com/alessandromannarino.
Svegliatevi italiani brava gente qua la truffa è grossa congeniata
Lavoro intermittente solo un’emittente pure l’aria pura va pagata.
Io giro giran tutti allegramente con la camicia nuova strafirmata
Nessuno che ti sente parli inutilmente pensan tutti alla prossima rata.

Soldi pesanti d’oro colato questo paese si è indebitato
Soldi di piombo soldi d’argento sono rimasti sul pavimento
E la poesia cosa leggera persa nel vento s’è fatta preghiera
Si spreca la luce si passa la cera sopra al silenzio di questa galera.

In giro giran tutti a pecorone sotto i precetti della madre chiesa
In fila in processione in fila in comunione in fila con le buste della spesa

Giovanni grida solo per la via fermatevi parliamo di poesia
Ma tutti vanno avanti contano i contanti minaccian di chiamar la polizia.

E la poesia cosa leggera persa nel vento si è fatta galera
Si spreca la luce si passa la cera sopra il silenzio di questa preghiera.

Incredibile, sfiorate le mille pagine lette in una settimana!

Cari amici del Bandolo Blog, grazie a tutti. Nell'ultima settimana abbiamo sfiorato le mille pagine lette. E' un numero incredibile per un blog appena nato ed è suscettibile di ulteriori incrementi. Lo strumento comincia ad essere considerato per le sue capacità di mettere in comunicazione le persone, per conoscere situazioni, pareri ed informazioni altrimenti disponibile a pochi. Avanti così!

giovedì 23 aprile 2009

Appuntamenti del fine settimana 25-26-27 Aprile

Domenica 25 aprile manifestazione a Bergamo con partenza alle 9 dal piazzale della stazione. E' doveroso partecipare, dobbiamo essere in tanti!
Domenica 26 ci sarà il gazebo in zona di Paderno, vicino all’edicola, dalle 9 alle 12.
Lunedì invece saremo al mercato dalle 10 alle 11,30. In entrambi i casi si raccoglieranno le firme per la petizione a difesa della scuola pubblica.

martedì 21 aprile 2009

PROPOSTE PROGRAMMATICHE: L'EDUCAZIONE

EDUCAZIONE ALLA PACE E ALLA TOLLERANZA
Non tanto come assenza di conflitto tra le nazioni , ma come atteggiamento delle persone nei confronti di tutti gli altri che vengono incontrati quotidianamente. Ricerca delle ragioni per risolvere le controversie con il confronto e il dialogo piuttosto che con il conflitto. Capacità di ascoltare e di progettare insieme. Accoglienza come segno di speranza per un futuro condiviso migliore.

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
Come promozione di tutti i valori messi in evidenza nella prima parte della Costituzione. Corresponsabilità nei confronti delle istituzioni che sono proprietà dei cittadini stessi e non strumenti di potere lontani. Uguaglianza di diritti e di responsabilità. Tutti riceviamo e tutti diamo in funzione delle nostre capacità e delle nostre possibilità. “Non chiederti che cosa può fare il tuo paese per te…”(JFK)

EDUCAZIONE AD UN CONSUMO RESPONSABILE
Non solo per i bisogni personali, anche se questo è un aspetto molto importante ( Km 0, G.A.S., negozi a misura d’uomo e di merce), ma anche per i bisogni collettivi : spazio energia, rifiuti. La sobrietà ci è richiesta perchè abbiamo a cuore il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli, nipoti e nipoti dei nostri nipoti.

lunedì 20 aprile 2009

Programma Elettorale: schema in discussione sulle politiche sociali per contrastare le fragilità e il disagio giovanili


clicca sopra l'immagine per ingrandire

Esiste una emergenza poco nota se non per il clamore saltuario che risalta dalle pagine dei quotidiani o sui blog per qualche sporadico atto di teppismo avvenuto anche nella nostra Seriate, città del benessere, che va sotto i nomi di “problema dei giovani”, “disagio giovanile”, “emergenza educativa”. La viva preoccupazione del futuro dei nostri giovani pone il PD di Seriate nella condizione di accettare questa sfida, avendo come fondamento quella “saggezza superiore” non subordinata a partire dall’ utopia della sicurezza, a cui si fa riferimento in questa premessa, fino a quelle, ad essa correlate, della tecnologia e del cemento. Pertanto, nel nostro programma sulle politiche sociali, intendiamo prestare, anche con ulteriore sforzo economico, una particolare attenzione a questi fenomeni completando con studi, indagini, commissioni, convegni, strumenti professionali di supporto alla persona e strategie di prevenzione, ciò che per fortuna in buona parte c’è già soprattutto a livello di volontariato, di sistema di “rete” e di sinergie tra associazioni e cooperative sociali ben organizzate in provincia di Bergamo e che lavorano nell’ambito del disagio giovanile e della sua prevenzione.

L’utopia della sicurezza, ovunque essa abbia realizzato il suo trionfo (come a Seriate), ha dato esattamente il contrario di ciò che si proponeva di dare. A Seriate, per esempio, come volevasi dimostrare e in linea con le più classiche teorie psico-sociali, l’incremento delle cubature edificabili e le speculazioni economiche associate ad esse di una società opulenta hanno incrementato non solo la popolazione ma anche i problemi di convivenza tra individui, compresi gli immigrati, sottovalutando di quest’ultimi i futuri bisogni dei loro figli, cosiddetti di “seconda generazione” . Già oggi, con le politiche nazionali e locali delle destre, si constata una risposta “obbligatoria” di una scuola pubblica sempre più scarnificata economicamente che sopporta il peso di questi cambiamenti e delle nuove povertà , mentre alle scuole private riparano sempre più i figli dei fautori dell’utopia della sicurezza, creando disuguaglianze che creeranno problemi in futuro. Tali prospettive di problematiche reali e allargate sul futuro delle nuove generazioni che abiteranno questo piccolo ma affollato territorio non giustificano le attuali politiche occhiute di videosorveglianze o chiusure mentali o semplificazioni nemmeno su termini come “disagio”, ma richiamano, quantomeno al Partito Democratico, il sentimento di un confronto e il bisogno di analisi, sintesi, serenità e intelligenze per prevenire e risolvere questi problemi . In buona sostanza, non vorremmo che ci si dica, con le parole di un’antica legge, che “ogni società ha i figli che merita” e che, purtroppo, si sente dire oggi a Seriate. Se dalle prossime elezioni del 6/7 giugno 2009 a Seriate uscirà dalle urne un certo risultato che noi auspichiamo, significherà il riconoscimento da parte dei suoi abitanti dello sfacelo dell’utopia della sicurezza e vorrà dire che tutti insieme saremo già sulla strada del recupero. Parliamo del recupero di uno spazio per l’uomo, dei rapporti personali, della comunicazione, dei valori religiosi e metafisici. Cioè il recupero delle fondamenta della società.

Ivo Lizzola in un convegno «Il disagio giovanile nell'età contemporanea: emergenza educativa?» dichiarava: «Su questo delicato argomento spesso si grida troppo. Per affrontare nel modo dovuto una emergenza è necessario trovare i criteri di lettura dei fenomeni di fronte a cui ci troviamo. Quindi non intervenire immediatamente: è infatti necessario prima ascoltare, trovare alleanze, costruire la soluzione idonea al problema. L'emergenza è come la punta di un iceberg, per volgerla a positiva soluzione è indispensabile una sua lettura in profondità».
Ivo Lizzola sostiene che esiste un confine tra disagio e devianza. Il primo è stato definito come la condizione del vivere nelle varie fasi della vita, una condizione feconda che si supera
in modo ottimale se i ragazzi, gli adolescenti, i giovani e gli stessi adulti trovano in famiglia, in parrocchia, nelle associazioni, nello sport, nel mondo del lavoro e nella comunità quegli input indispensabili a superare le proprie tensioni e ad avere fiducia in se stessi: a superare cioè le difficoltà nel rapporto delle responsabilità nei confronti degli altri. Dare quindi una forma buona al disagio, soprattutto giovanile, vuol dire creare occasioni di progetti condivisi, spazi di sperimentazione creativi, aperti, in cui i ragazzi si sentano «attesi». Tutto questo comporta, naturalmente, un'alleanza tra le diverse agenzie educative.

Don Fausto Resmini in un convegno del 2006 su legalità e disagio dichiarava: “È da qualche anno che la magistratura, l'ordine degli avvocati, le istituzioni, le forze dell'ordine, la Chiesa, entrano nelle scuole e nei luoghi formativi per incontrare gli studenti sul tema della legalità. Da un lato per abbattere le distanze che da sempre caratterizzano il rapporto tra adolescenti e istituzioni, dall'altro per dialogare sui temi della vita, della convivenza, del riconoscimento reciproco, del valore di una società sentita non come terra di nessuno, ma come luogo da abitare insieme, per costruirla insieme, farla crescere e, infine, per analizzarne le fragilità”.

… «Ho sempre considerato i reati compiuti dai ragazzi come il loro grido di aiuto più drammatico, per dire che non stanno bene con sé stessi, che non ce la fanno più e, quindi, per
loro imboccare la strada più pericolosa sembra essere l'unica esperienza che permetta di essere ascoltati, riconosciuti, considerati. Ecco perché l'età più critica in cui si manifestano i sintomi di una devianza è tra i 16 e i 18 anni: sono infatti 381 i ragazzi denunciati appartenenti a quella fascia di età. Dunque delinquenti non si nasce, ma lo si diventa se si sottovalutano alcuni aspetti della propria personalità».

«Ci si deve porre una domanda di fondo: che cosa è mancato a questi ragazzi, che cosa non hanno avuto, in termini esistenziali ma anche materiali? È strisciante una cultura che, a lungo andare, rende fragile tutto il sistema. Così non pagare il biglietto del bus diventa normale, distrarre il barista e sottrarre un pacchetto di caramelle è essere furbi, rubare un capo di abbigliamento è farla franca. Questa mentalità ha portato molti ragazzi alla cultura dell'impunità e ha rafforzato quell'espressione di autosufficienza del "io posso, tanto non mi beccano"».

«Vorrei ribadire che queste criticità sono spesso veicolate dall'incoerenza del mondo adulto e dalla banalizzazione di quei percorsi educativi che ci riportano a una corretta costituzione della nostra società. Vorrei sottolineare come il riferirsi a una formazione o cura della retta coscienza etica e morale, sentita come guida e luogo di confronto e di separazione tra il bene e il male, possa rappresentare un punto di partenza per realizzare il bene comune e la legalità, le cui radici non possono che trovare nel cuore umano il loro centro propulsore».

COMPLETARE L’ESISTENTE

Riconosciamo che non è mancata in questi anni la realizzazione di interventi nell’area minori, adolescenti e giovani grazie ad un capitolato speciale per quest’area di intervento . Alcuni progetti sono : “Simone cerca un Tesoro” la cui titolarità è del Comune di Seriate e coinvolge 28 famiglie, l’esperienza del CAG “Apache” di Cassinone , il progetto Zoom (centro informazione e orientamento giovani, realizzato con altri comuni come Albano Bagnatica, CostaMezzate, Grassobbio, Montello, Pedrengo, Scanzorosciate, Torre de Roveri) , il progetto “Terzo tempo” Legge 45/99, ossia la legge “Disposizioni per il fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga”, il servizio ADEM (Assistenza Domiciliare Educativa Minori) . Tutti questi progetti però scadono nel 2009. Per questi progetti erano stati preventivati e stanziati 375.000 euro iva esclusa. Gli educatori avrebbero impegnato 4.784 ore annue, i coordinatori 996 ore annue . Il costo dei consulenti per la formazione degli adulti si sarebbe aggirata sui 10.000 euro annui per l’area adolescenti. L’assistente sociale responsabile dell’area Adolescenti e Giovani è la dott.ssa Marilisa Gustinelli (mi riferisco a un dato del 2006)
Di fronte a questa, già positiva realtà, ciò che possiamo proporre è continuare e incrementare questi ed altri progetti in collaborazione con i paesi limitrofi e in secondo luogo concentrare le nostre attenzioni su tematiche che trattano della fragilità familiare e genitoriale e del disagio giovanile alla luce di un incremento di fatti gravi avvenuti anche su nostro territorio.
Quando si vuole combattere il disagio giovanile si parla di vuoto, smarrimento, di solitudine, di vita bassa, anche se non autentico disagio, ma sofferenza che può partire anche dai disordini alimentari (anoressia e simili), comportamenti autodistruttivi. Il suicidio è la seconda causa di morte, per i giovani, dopo gli incidenti stradali. Si parla di dipendenze e pluridipendenze. Si parla statisticamente di un fenomeno in crescita soprattutto e paradossalmente al nord , dove economicamente si sta bene , ma dove anche statisticamente è maggiore e sempre più in aumento l’abbandono scolastico. (Cfr: IL disagio degli adolescenti: valutare gli interventi . valutare le politiche – ministero delle politiche sociali 2006) . Se poi si passa dal disagio alla devianza si pensi anche solo al dato che in Italia nel 2005 (e le cose oggi non sono migliorate) su 27.000 detenuti, poco più del 45% del totale, era di età compresa fra 18 e 34 anni, ma i minori segnalati per avere commesso un reato, in quello stesso anno, erano 21.600 . (cfr: “La prevenzione delle azioni giovanili a rischio” Claudio Baraldi , Elisa Rossi)

MODALITA’ D’INTERVENTO:

1 - Si deve investire in due direzioni di indagine conoscitiva e di “pronto intervento” territoriale( uno sulla famiglia e uno sul disagio) che abbiano come scenario culturale e progettuale la centralità della persona e il sostegno alla famiglia attraverso un’attenzione ai temi della genitorialità e delle fragilità., tenendo in considerazione la Legge Regionale 12 marzo 2008 n. 3 che all’art. 18 stabilisce che lo strumento di programmazione in ambito locale della rete delle unità di offerta sociale è il Piano di Zona che, redatto dai Comuni dell’Ambito territoriale, definisce modalità di accesso alla rete, indica gli obiettivi e le priorità di intervento, individua gli strumenti e le risorse necessarie alla loro realizzazione; prevede altresì che il Piano di Zona attui l’integrazione tra la programmazione della rete locale di offerta sociale e la rete d’offerta sociosanitaria in ambito distrettuale, anche in rapporto del sistema della sanità, dell’istruzione e della formazione ed alle politiche del lavoro e della casa .
Tutte le aree di intervento e tutte le azioni progettuali devono prestare attenzione al “sistema famiglia” in tutte le sue dimensioni reali, quotidiane, in tutte le sue fragilità , in tutte le sue fatiche e quindi è su queste singole famiglie che si inseriscono in modo articolato e complesso le risposte dei servizi .


2 – Partiamo dal sostegno alla famiglia , dai genitori o dalla genitorialità premettendo questa prospettiva di lettura: promuovere le diverse forme di genitorialità (perché viviamo in un sistema complesso e non esiste più solo la famiglia come una volta) . Come fare questo?
a) con interventi riparativi per i minori e famiglie in modo mirato come detto sopra
b) promuovendo i “legami”, cioè costruendo delle reti di relazioni e di supporti capaci di prendersi cura con modalità flessibili e adattandosi ai casi concreti alle biografie familiari e non solo quando queste sono attraversate dalle fragilità. Il problema grande di oggi è che siamo di fronte a una sempre maggiore assenza di relazionalità di persone e famiglie.

Ecco dunque i due orientamenti: l’approccio preventivo sulla “normalità” e l’approccio riparativo sul “disagio”

Domanda: Come realizzare questi due obiettivi in un momento di contrazione economica? Il rischio è quello di tamponare e indirizzarsi solo sul “disagio” con un approccio riparativo e assistenzialistico . Ed è il rischio che dobbiamo evitare per non svalorizzare le innovazioni positive della legge 285 (Legge 28 agosto 1997, n. 285 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza") e 328 (Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" )

E allora come fare in tempi di crisi economica? Unire le risorse, evitare la falsa contrapposizione tra normalità/disagio, puntare sul contesto della comunità di quartiere e viaria per raccogliere meglio e intervenire in tempo reale sulle fragilità familiari e difficoltà degli adolescenti, costruire politiche per e con le famiglie per creare relazioni che diventino capitale sociale, costruire un rapporto amichevole con i servizi, cioè fare in modo che le fragilità non vengano vissute in solitudine, e poi utilizzare saperi professionali (psicologi, pedagogisti, operatori del settore educativo) .
La comunità di Seriate deve attivare risorse professionali e informali per entrare subito in contatto con situazioni di fragilità così che non vengano vissute in solitudine e quindi possano essere trattare con maggiore speranza di trovare una soluzione. Il PD è disposto a trovare delle risorse informali e professionali attraverso canali di volontariato e non solo, crearne magari “ad hoc”?
Questo non significa intervenire in modo approssimativo o generico perché è doveroso per chi interviene in modo informale essere in possesso di saperi professionali, altamente specializzati, Si tratta infatti per ogni caso da seguire di stendere una diagnosi, fare una progettazione e realizzare degli interventi.

Fortunatamente la bergamasca è ricca di realtà a sostegno della famiglia, anche se statisticamente aumentano sempre più i vari tipi di disagio. In altri termini esistono genitori che non si occupano solo dei propri figli, ma che si occupano e mettono a disposizione della comunità i loro saperi e il loro tempo, si occupano di altri genitori e figli in difficoltà. C’è un alleanza educativa tra gli adulti. Oggi non bastano più solo le ricerche psicosociali sui fattori di rischio, ma si cerca oggi di aggiungere gli studi sui fattori di protezione:
a) già nell’infanzia i figli devono avere una buona rete sociale con altri bambini della propria età (fattore gruppo)
b) i genitori devono aggiungere oltre alla loro presenza anche la presenza di qualche altra figura (il nonno, la nonna, il zio, la zia, l’insegnante, l’educatore etc…) che si chiama fattore “mano tesa” (Boris Cyrulnik , figlio di ebrei sterminati, autore di numerosi testi sulla resilienza, i traumi, la vulnerabilità)
c) l’ambiente che deve aiutare i genitori con una rete formale e informale di relazioni


Ma quali sono le aree di attenzione che all’interno ma anche oltre queste relazioni dobbiamo tenere sott’occhio?

a) la costruzione della coppia. Non è più solo compito del parroco preparare la coppia che formerà una famiglia. Questo sarà anche il compito del comune in sinergia con la parrocchia, che non manca per fortuna di figure professionali., come sullo stile delle esperienze di Nembro .
b) bisognerà anche trovare il modo e la fantasia di far continuare nel tempo la possibilità di educare alla cura dei figli e l’educare dei genitori stessi . L’avventura di coppia non è una avventura in solitaria, se si cammina in cordata con tanti altri soggetti pur nelle difficoltà della comunicazione, della relazione e dei tempi di lavoro che ingabbiano la vita, si rischia meno di cadere in qualche crepaccio. Sarebbe auspicabile che il comune organizzasse un gruppo forte , numeroso e affiatato di coppie ben motivate a fare da capocordata e da affiancare o combinare o aggregare a quelle già rodate presenti in parrocchia. Se ci sono è solo questione di farle incontrare e fare in modo che si organizzino inventando dei progetti mirati.
c) Prestare attenzione all’abitare. Le architetture costruiscono appartamenti dove si limitano gli spazi comuni, non c’è occasione di incontrarsi, si rimane nella solitudine. E’ necessario che il comune premi lo sforzo di architetture socializzanti, e non l’iper. E comunque anche l’iper, ormai deve diventare obbligatoriamente un luogo da considerare per rendere operativi progetti educativi indirizzati alla promozione alla genitorialità . Dobbiamo partire anche dalle architetture esistenti per curare i legami sociali.
d) Informazione e sensibilizzazione con tutti gli strumenti possibili .
e) Molte coppie provengono da paesi diversi e si ritrovano in un vuoto di riferimenti affettivi. Bisogna lavorare anche su questo fenomeno.
f) Ci sono anche le famiglie migranti . E qui il lavoro sarà più difficile e costoso ma bisognerà farlo per incentivare l’avvicinamento con genitori e famiglie del luogo . Il problema è che per non dare l’idea che l’amministrazione sia troppo favorevole all’immigrato (cioè per evitare che venga di nuovo agitato lo spaventapassero vittorioso della Lega per altri 30 anni) , bisognerà organizzare e agire sull’avvicinamento delle famiglie pallide a quelle degli immigrati.
g) Indispensabile l’attenzione alla scuola e la relazione scuola – famiglia – paese . La scuola rappresenta la nascita sociale . Se non si investe lì il comune viene considerato virtuale, ma si mette una pietra sopra il futuro dei giovani.


Puntare sull’associazionismo delle famiglie, e cioè su un insieme di singole fragilità, può diventare una risorsa.

Cfr.: OSSERVAZIONI E ORIENTAMENTI DEL GRUPPO “GENITORI E GENITORIALITA” E DEL “GRUPPO TECNICO DISAGIO” da condividere con gli Ambiti Territoriali/Uffici di Piano e con i Comuni DICEMBRE 2008

PROPOSTE

a) progetto “famiglia chiama famiglia” interpellando l’AIPA (Associazione insieme parola e accoglienza) di Cene impegnata nella prevenzione del disagio giovanile

b) progetto “teatro- scuola”

c) concorsi fotografici come per esempio «Accogliere il volto dell'altro»

d) viaggi della memoria (resistenza e olocausto)

e) piani per l'aggiornamento agli insegnanti sulla prevenzione del disagio

f ) collaborazione con un'équipe di psicologi e di assistenti sociali

g) sostegno delle famiglie economicamente svantaggiate

h) formazione di gruppi di lavoro per genitori

i) cineforum su tematiche giovanili

l) autogestione per progetti in aeree verdi

m) aggregazione in atelier d’arte e artigianali per la produzione e vendita di prodotti informali/educativi come magliette con slogan contro la droga

n) progetto periodo estivo all’estero, campi di lavoro

o) creazione di un web locale autogestito da giovani

p) creazione di un assessorato virtuale su web , parallelo a quello reale, che diventi laboratorio di politiche giovanili (come per esempio sta facendo Brembate)




(contributo di BeBo)

Programma Elettorale: Appunti sulla “scuola-cultura-formazione”

Consideriamo come
FONDAMENTALE DIRITTO di CITTADINANZA
“L’APPRENDIMENTO per TUTTA LA VITA”
Ricordiamo alcuni degli obiettivi da raggiungere entro il 2010 come comunità nazionale, che abbiamo assunto in Europa, in adesione al programma di Lisbona:
- fornire al 33% di bambini in età 0-3 anni opportunità formative extra-familiari,
-generalizzare la scuola dell’infanzia,
- ridurre il tasso di abbandono scolastico almeno del 50%,
- dimezzare la percentuale di quindicenni con basse capacità di lettura e di conoscenze matematiche e scientifiche,
- dimezzare il numero dei giovani tra 18 e 24 anni che non continuano gli studi dopo Pubblica post il primo ciclo di studi secondari,
- portare almeno all’80% la percentuale di popolazione fra i 25 e i 64 anni che abbia compiuto l’istruzione superiore,
- portare almeno il 15% della popolazione attiva a partecipare al sistema di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Affermando il diritto all’apprendimento operiamo uno scarto di significato con quanto affermato precedentemente nel diritto all’istruzione, tradizionalmente fondato su un potere pubblico e istituzionale (lo Stato) che si costituisce in offerta pubblico/sociale e si fa misura - e al tempo stesso misura – della domanda sociale. Declinando il diritto all’istruzione come diritto all’apprendimento di conoscenze, competenze, valori, lo si sgancia dalla “forma determinata” che esso ha avuto nella sua dimensione di “istituzione che offre” e lo si riporta alla dimensione feconda della “domanda dei cittadini”.

Un sistema costruito sulla “domanda” cui commisurare l’offerta
e non come “offerta” a cui si deve adeguare la domanda.

Un sistema dove la scuola si configura come “impresa sociale” che si raccorda direttamente con la società civile e con l’esercizio della cittadinanza, esplorando concretamente la differenza fondamentale che c’è tra “spendere per la scuola” e “investire in formazione”.
In base al Principio di sussidiarietà, sancito dall’art. 118 della Costituzione, le diverse istituzioni devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (i cosiddetti corpi intermedi: famiglia, associazioni, partiti) di agire liberamente senza sostituirle nello svolgimento delle loro attività.
In questa nuova prospettiva appartiene allo Stato la definizione dei livelli essenziali di prestazione che rappresentano la piattaforma egualitaria del diritto di cittadinanza, mentre le “scuole autonome” dovrebbero “produrre” tale servizio essenziale, in autonomia di produzione e di organizzazione, all’interno di un piano integrato di servizi culturali e formativi coordinato dagli Enti locali.
In attesa di un modello compiuto di regionalizzazione dell’organizzazione e della gestione dell’istruzione, occorre lavorare per l’integrazione dei sistemi fino ad ora separati.

Il “territorio” deve cominciare ad essere considerato il luogo in cui mettere in rete una struttura organizzata di risorse e responsabilità reciproche.

Occorre perciò cominciare a riflettere seriamente sulle conseguenze che da tutto ciò derivano per il Comune tenendo conto che esso:
a. ha responsabilità dirette nell’erogare alcuni servizi (v. art. 139 Dlgs. 112/99),
b. ha dei compiti specifici di approntamento di strutture e erogazione di risorse,
c. può farsi promotore dell’attivazione della rete ed assumerne la responsabilità della governance.
All’interno del territorio la trasversalità del tema della formazione deve diventare consapevolezza e tradursi in comportamenti concreti, affinché il cittadino come un soggetto “in crescita” trovi occasioni di formazione lungo l’arco di tutta la vita.

Comportamenti che il Comune deve assumere nell’erogare i propri servizi

- Mettere in atto iniziative coordinate al proprio interno evitando che ciascun assessore “faccia da sé”. L’attenzione alla formazione deve attraversare tutti gli assessorati e non essere delegata in toto all’assessore all’istruzione.
- In via regolare è preferibile la gestione diretta dei servizi, perché consente di verificare direttamente la loro rispondenza agli obiettivi di efficienza ed efficacia preventivati. Solo in casi particolari va preferita l’ assegnazione di alcuni servizi all’esterno, quando risponde e criteri di miglioramento della qualità dei servizi e non per semplice economia di spesa.
- Scegliendo di assegnare servizi all’esterno non si delegano dei “problemi, ma si partecipa alla realizzazione di progetti concordati per affrontare e risolvere quei problemi per i quali si ritiene di avvalersi di collaborazioni esterne.
- L’efficienza e la qualità dei servizi gestiti direttamente o assegnati a terzi vanno attentamente controllate (Citiamo tre procedure fondamentali per un corretto processo di valutazione: La stesura dei capitolati, l’istituzione ed il funzionamento di commissioni di valutazione, la partecipazione degli utenti e dei cittadini).

Comportamenti che il Comune deve assumere nell’approntare strutture
ed erogare risorse

- I contributi erogati non sono “spese”, ma investimenti che devono prevedere un ritorno; ad esempio sotto forma di formazione del personale interno ed esterno all’Ente Locale, sotto forma di finanziamento di progetti rivolti alla formazione dei cittadini in particolari momenti della loro vita o di soggetti con differenti status socio-culturali, sotto forma di controllo della qualità e dell’efficacia dei servizi erogati.
- Lo spazio per la formazione non è solo quello limitato agli edifici scolastici, ma tutta la città va considerata come spazio di formazione? (L’urbanistica, la viabilità, gli spazi verdi, le strutture a scopo culturale, sociale, ricreativo, religioso devono essere attraversati dal tema della formazione.
- La progettazione e l’uso degli spazi scolastici deve avvenire secondo criteri di massima sicurezza e di integrazione delle scuole con il territorio.
- I cittadini singoli, oltre che associati, devono essere valorizzati come una risorsa per la formazione. (Esperienze e storie di vita, capacità personali, competenze professionali).

Un compito nuovo per un Comune che vuole guardare avanti e farsi promotore di un sistema di formazione integrato territorialmente

- Assumere come idea base dello sviluppo locale la messa in produttività di risorse e di identità locali,
- promuovere la formazione di una rete territoriale e garantirne una governance unitaria attraverso l’attivazione di Conferenze o Tavoli territoriali,
- assumere come strumento di programmazione e valutazione quello della “rendicontazione sociale” che sancisce la trasformazione delle risorse “private” nella finalizzazione pubblica per la produzione di valore pubblico.

In tal modo il territorio potrà avere a disposizione uno strumento utile per:

- conoscere gli effettivi bisogni di formazione di tutti i cittadini,
- individuare ed assegnare compiti a ciascun soggetto della rete,
- reperire e ripartire le risorse,
- concordare ed attuare modalità di monitoraggio dei processi,
- concordare modalità di realizzazione del bilancio sociale,
- assumere e far assumere decisioni di modifica e/o riprogettazione del progetti.

FUNZIONI ATTRIBUITE AI COMUNI dall’art. 139 del Dlgs. 112/99
Salvo quanto previsto dall’art. 137 del presente decreto legislativo, ai sensi dell’art. 128 della Costituzione sono attribuiti alle province, in relazione all’istruzione secondaria superiore e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti:
a. l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti diprogrammazione;
b. la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche ;
c. i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap e in situazione di svantaggio;
d. il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, d’intesa con le istituzioni scolastiche;
e. la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti;
f. le iniziative e le attività di promozione relative all’ambito delle funzioni conferite;
g. la costituzione, i controllo e la vigilanza, ivi compreso lo scioglimento, sugli organi collegiali scolastici a livello territoriale.
I Comuni. Anche in collaborazione con le comunità montane e le province, ciascuno in relazione ai gradi di istruzione di propria competenza, esercitano, anche d’intesa con le istituzioni scolastiche, iniziative relative a:
a. educazione degli adulti;
b. interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
c. azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;
d. azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola;
e. interventi perequativi;
f. interventi integrati di prevenzione alla dispersione scolastica e di educazione alla salute.


2^ parte: Alcune proposte concrete

Finalità delle azioni politiche in ambito formativo

Finalità generale dell’azione di governo è lo sviluppo delle potenzialità di ogni cittadino e l’integrazione di ciascuno nel tessuto sociale al fine di realizzare una comunità sociale coesa e solidale. Per questo sono a pieno titolo considerati cittadini di Seriate tutti coloro che, a vari titolo e anche temporaneamente, risiedono sul suo territorio. Ne deriva un’attenzione particolare per l’inserimento e l’integrazione dei cittadini stranieri, dei diversamente abili, di tutti coloro che, per cause soggettive o sociali, si trovano in situazione di svantaggio.
La formazione dei cittadini è lo strumento che consente di raggiungere tali finalità; essa riguarda tutte le età della loro vita e, perciò, è considerata non come semplice capitolo di spesa ma come investimento. Per questo Il comune si assume l’incarico di:
1. fornire i servizi necessari a qualificare l’organizzazione scolastica
2. qualificare le strutture scolastiche e culturali
3. promuovere attività culturali e facilitarne la fruizione da parte dei cittadini
4. promuovere il coordinamento di una rete educativa territoriale
5. dar conto della propria azione ai cittadini.

Considerato l’incremento notevole di popolazione nel comune di Seriate conseguente ai nuovi insediamenti abitativi appena completati, in via di completamento, di esecuzione o ancora da effettuarsi, sarà necessaria per la nuova amministrazione un’attenta verifica circa il potenziale attuale o futuro della popolazione scolastica da gestire. Conseguentemente andrà rivista la programmazione ed il dimensionamento della rete scolastica comunale.

Obiettivi dell’azione di governo

- Estendere i servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni gestiti direttamente dal comune qualificandoli dal punto di vista formativo e garantendone l’accesso ai non abbienti. Favorire l’iniziativa privata in tale ambito avendo cura di controllarne l’efficacia.
- Generalizzare la scuola per l’infanzia a costi contenuti per le famiglie con servizi di custodia qualificata sul piano educativo anche in orari extrascolastici allo scopo di dare un aiuto concreto ai genitori lavoratori.
- Combattere la dispersione scolastica (anche oltre la scuola dell’obbligo) fornendo alle scuole interventi di supporto psicologico, di orientamento scolastico e professionale, di sostegno all’apprendimento, di educazione alla genitorialità.
- Promuovere un incremento considerevole di studenti (italiani e stranieri) in possesso di adeguate capacità di lettura e di conoscenze matematiche e scientifiche al termine della scuola dell’obbligo, finalizzando a tale scopo il finanziamento di progetti alle scuole.
- Promuovere l’incremento di giovani che proseguono gli studi dopo la scuola dell’obbligo, facendo in modo che si raggiunga con gradualità l’obiettivo di portare all’80% la popolazione adulta che abbia compiuto l’istruzione superiore. A tale scopo andranno realizzati interventi di sostegno economico e di servizi integrativi per l’effettivo esercizio del diritto allo studio.
- Favorite l’accesso e la fruibilità da parte della popolazione attiva di interventi di formazione, qualificazione, riconversione professionale (con particolare attenzione ai giovani in cerca di prima occupazione ed agli adulti cassintegrati, disoccupati o in cerca di altra occupazione).
- Promuovere iniziative di elevato spessore culturale nell’espressione artistica, letteraria, musicale, teatrale, nella ricerca scientifica, tecnologica ed ambientale, accompagnate da adeguati interventi formativi per la loro fruizione.
- Sostenere l’iniziativa di singoli cittadini o gruppi associati per la promozione di iniziative in ambito culturale o professionale utili allo sviluppo della comunità.

Strategie e principi gestionali

- Riconoscere nella scuola statale e nella scuola paritaria la medesima titolarità dell’offerta formativa pubblica, dando alle famiglie la più ampia possibilità di esercitare il diritto alla scelta educativa e garantendo a tutti gli studenti le stesse opportunità formative.
- Nell’erogazione dei servizi verrà data priorità alla “domanda” degli utenti; studenti e genitori non sono clienti, ma soggetti che esprimono un bisogno a cui vanno fornite risposte adeguate. A tale scopo andranno coinvolti adeguatamente gli Organi collegiali scolastici.
- Verranno organizzati efficienti servizi di mensa, trasporto (con mezzi o a piedi), pulizia e igiene, custodia ed accompagnamento degli alunni adeguati ai rispettivi livelli di età, qualificati sul piano educativo e a costi accessibili per le famiglie.
- Tali servizi vanno forniti direttamente alle scuole statali e indirettamente alle scuole paritarie sotto forma di contributi vincolati alla verifica dei loro standard.
- Le strutture scolastiche (edifici e spazi aperti) dovranno rispondere a standard qualitativi di sicurezza, confort abitativo, integrazione con il territorio ed essere adeguate ai più moderni bisogni di insegnamento/apprendimento: spazi idonei per attività di comunicazione linguistica, laboratorio informatico, artistico, multimediale e di operatività manuale, attività sportiva, fisica e ludica.
- Accanto alle strutture scolastiche, vanno ripensati in chiave formativa anche gli spazi della città per fare posto all’educazione civica, ambientale, artistica, fisica e sportiva, al recupero della storia e dell’identità locale: percorsi pedonali e ciclabili, i parchi, il fiume, gli edifici pubblici quelli privati di particolare pregio, gli insediamenti e i segni della storia.
- Va data piena legittimità al “principio di sussidiarietà”, creando le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, partiti) di agire liberamente senza sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. Particolare attenzione e sostegno sarà dato a quelle di loro che daranno risposte qualificate ai bisogni formativi.
- Verrà stimolata la messa in rete sul territorio delle istituzioni scolastiche, delle associazioni culturali, delle agenzie formative, del mondo del lavoro per identificare i bisogni di formazione e ottimizzare le risorse verso progetti integrati di arricchimento culturale, formazione professionale e orientamento al lavoro.
- Attraverso l’impiego del bilancio sociale l’amministrazione comunale darà conto della propria azione ai diversi interlocutori (cittadini singoli e associati), costruendo con essi un rapporto fiduciario e di dialogo permanente.

(contributo di Grazia Lodigiani)

domenica 19 aprile 2009

La nostra infinita emergenza (Barbara Spinelli)

Un articolo di Barbara Spinelli altamente condivisibile, in questi momenti di sospensione delle coscienze, appese all'emergenza indotta: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=40&ID_articolo=151&ID_sezione=55&sezione= Leggetelo!

venerdì 17 aprile 2009

CONFERENZA SULLA LEGALITA': VEDO SENTO e PARLO

La lista civica Bergamo a 5 Stelle organizza CONFERENZA SULLA LEGALITA'
VEDO SENTO e PARLO
Lunedì 20 Aprile presso Auditorium P.Le Libertà Bergamo ore 21.00 incontro gratuito

SALVATORE BORSELLINO (fratello di Paolo Borsellino)e PINO MASCIARI saranno presenti a Bergamo per parlare di LEGALITA'. Porteranno le loro esperienze di vita e le loro riflessioni. Un vero fiume in piena di informazioni preziose da non disperdere nell'indifferenza mediatica.

Osvaldo Ardenghi offrirà batutte e ilarità alla serata.

giovedì 16 aprile 2009

EUROPEE + REFERENDUM. NO AGLI SPRECHI. 7 GIUGNO 2009

Siamo esterrefatti dal totale silenzio con cui sta passando la decisione del Min
istro dell´Interno di non permettere al Paese di unire il voto per il referendum
al voto per le europee e le amministrative del 7 Giugno.
Si ricorda che il referendum per cui voteremo a Giugno 2009 ha come tema l´aboli
zione della vergognosa legge elettorale voluta da Calderoli nel 2005 (da lui st
esso definita poi una "porcata").
Avremmo dovuto votare già nel 2008 per questo referendum, ma poi la caduta del g
overno Prodi e le successive elezioni costrinsero a posticipare la data di un an
no per ragioni legali.
Ora, finalmente, è venuto il momento di liberarci della "porcata".
Ma ovviamente cercano in ogni modo di mettere i bastoni fra le ruote.
Si sottolineano qui alcuni semplici dati.

Costo del referendum se accorpato alle elezioni Europee 7 Giugno
115 milioni

Costo del referendum se fatto da solo 14 Giugno
515 miloni

Costo del referendum se accorpato al ballottaggio amministrativo
21 Giugno
428 milioni
(Dati www.lavoce.info)

Se il referendum viene votato il 7 Giugno risparmiamo 400 milioni di euro.
1.Quali motivi sono tanto importanti da indurre il Ministro dell´Interno, in un
momento di gravissima difficoltà economica per l´Italia, a posticipare il refere
ndum al 14 Giugno, facendo spendere a noi contribuenti oltre 400 milioni di eur
o in più rispetto al necessario?

2.Quali sono le ragioni logiche per le quali io, cittadino, debbo essere chiamat
o per tre settimane consecutive a esercitare il mio diritto e dovere di voto?

Ecco la risposta a entrambe le domande:
Perché, se il referendum viene accorpato alle elezioni del 7 Giugno, potrebbe es
sere più probabile raggiungere il quorum del 51% e quindi la sua validità.

Ecco quanto siamo caduti in basso: la Casta , terrorizzata all´idea che passi
questo referendum che colpisce al cuore i suoi privilegi, vuole giustificare l´i
ngiustificabile.
Vogliono convincerci che dare maggiori possibilità al referendum di raggiungere
la validità sia una scelta contraria alla democrazia!
Possiamo ancora impedire questo scempio di denaro pubblico e questo insulto all´
intelligenza di noi cittadini: questo argomento è bandito dai mezzi di informazi
one, ma noi possiamo sfruttare il Web per informare le persone su ciò che sta ac
cadendo sopra le nostre teste.
Il Ministro Maroni dovrà ascoltarci!

Parlatene con tutti quelli che conoscete, mandate una mail a tutta la vostra rubrica, mettetelo sul vostro status di Facebook, di MSN, di Twitter, di MySpace per far arrivare ovunque questo messaggio:
Europee+Referendum. No agli Sprechi. 7 Giugno 2009.

Programma Elettorale: Appunti sulle tematiche urbanistico/ambientali

Seriate non è un’isola ma è parte di un territorio complesso con grandi trasformazioni in atto.
La soluzione dei problemi più rilevanti (mobilità, grandi infrastrutture, risorse naturali, ecc.) può essere ricercata solo attraverso l’incontro, il coordinamento e l’azione congiunta con i Comuni che ci circondano e con le diverse istituzioni territoriali (Provincia, Regione).
Alcuni temi da sviluppare a scala sovraccomunale:
 rapporto con Bergamo (promuovere un parco agricolo di pianura attorno a Bergamo, sviluppare il trasporto pubblico su rotaia, realizzare collegamenti ciclabili con la città);
 promuovere i collegamenti su rotaia come reale alternativa alla congestione viaria e ai suoi effetti sulla salute di tutti (tramvia per Bergamo su sede ferroviaria; collegamento dell’aeroporto alla tramvia delle valli)
 il fiume Serio quale di elemento di qualità ambientale di grande rilevanza (Parco del Serio, estensione dell’area protetta verso nord)
 sviluppare i parchi locali di interesse sovraccomunale (il parco della collina di Comonte con Brusaporto, Bagnatica, il parco della Levata con Pedrengo).
Pre-condizione: partecipare da protagonisti alle scelte territoriali usando tutto il peso politico del Sindaco del terzo Comune della provincia.

Il territorio come risorsa limitata
In questi anni a Seriate si è costruito troppo: le aree agricole sono quasi scomparse, il traffico e la congestione sono aumentate, è cresciuta la quantità di case e di abitanti ma si è ridotta la qualità della vita.
Porre un limite alla crescita quantitativa ed al consumo del territorio libero residuo è un obiettivo prioritario della gestione del territorio.


Il sistema del verde
Sviluppare il sistema del verde: non entità isolate ma un sistema composto da aree con funzioni, caratteristiche e livelli di fruizione diversi integrati in un sistema connesso da percorsi ciclabili e pedonali e corridoi ecologici.
Gli elementi portanti del sistema del verde sono:
 il fiume Serio
 la collina di Comonte
 la Levata
 le ville storiche con i parchi.

Il sistema delle zone centrali
Seriate tende a diventare sempre più periferia; è necessario contrastare questa tendenza promuovendo un centro riconoscibile attraverso il rilancio del centro storico e del tratto urbano del Serio e la riqualificazione della piazza Donatori come luogo centrale.

Centro storico
Gli abitanti del centro storico stanno cambiando a causa dell’invecchiamento della popolazione e del trasferimento degli abitanti in case più confortevoli: gli abitanti originari vengono sostituiti dagli immigrati che qui trovano case a basso prezzo.
In generale si pone il problema di integrare gli immigrati evitando la loro concentrazione nelle aree economicamente meno appetibili.
L’obiettivo è la rivitalizzazione del centro storico coniugando la tutela della memoria e dell’identità con modi d’intervento che favoriscano l’abitazione sociale e le funzioni aggreganti.

Il problema della casa
Le fasce più deboli della popolazione sono escluse dal bene fondamentale della casa: al pari di diverse iniziative in atto in varie parti d’Italia, si devono prevedere aree per case a basso costo ed alte prestazioni energetiche accessibili ai giovani ed alle fasce più deboli.

Bambini ed anziani: l’attenzione ai più deboli
Pensare ai bambini ed agli anziani vuol dire pensare al futuro e non dimenticare il passato: avere una città a misura di bambino e di anziano significa avere una città più vivibile per tutti.
Investire nella scuola migliorando quanto più possibile gli edifici scolastici, dotandoli di ampi spazi verdi, integrandoli con le aree sportive, con i parchi, con il sistema ciclo pedonale.

La mobilità
Muoversi è sempre più difficile: percorsi di pochi chilometri richiedono tempi sempre più lunghi.
E’ necessario razionalizzare e migliorare la viabilità ma allo stesso tempo occorre creare le premesse per una diversa mobilità:
 realizzare percorsi ciclabili funzionali e sicuri che colleghino fra loro i principali servizi ed i comuni vicini;
 favorire l’utilizzo del mezzo pubblico (corsie preferenziali);
 promuovere, attraverso un accordo a scala territoriale, un migliore utilizzo della sede ferroviaria (corse frequenti, più fermate come un metrò);
 realizzare interventi di compensazione e mitigazione ambientale delle infrastrutture viabili (boschi lungo le strade di attraversamento);
 riconsiderare la questione aeroporto;
 valutare gli effetti sul traffico delle scelte urbanistiche.

Attività industriali
La presenza di attività industriali è stata alla base del benessere economico di Seriate: tale presenza, specie in un momento di crisi quale è quello attuale, va tutelata e favorita attraverso una semplificazione delle regole e delle procedure che nel contempo preveda un’attenzione agli aspetti ambientali (emissioni di fumi e rumori, traffico) e incentivi l’insediamento di attività ad alto valore aggiunto.

giovedì 9 aprile 2009

CASSINONE: NEGATA DAL SINDACO LA SALA CIVICA PER UN INCONTRO TRA IL PD ED I CITTADINI

Il Circolo del Partito Democratico di Seriate, nell’ambito degli incontri che intende realizzare con la popolazione per confrontarsi sulle problematiche del territorio, ha chiesto formalmente al Sindaco Saita di poter utilizzare la Sala Civica della frazione di Cassinone per un incontro con gli abitanti del posto. La risposta del Sindaco Saita è stata negativa con la motivazione che la Sala Civica, peraltro affidata al gruppo Alpini, non può essere utilizzata che per fini istituzionali.

Ci chiediamo quali possano essere questi fini istituzionali. Forse solo gli incontri che prevedono la presenza del Sindaco?

I partiti non sono organi di partecipazione democratica?
Non dovrebbe essere favorita ogni possibilità di incontro?
I Consiglieri Comunali del Partito Democratico non sono abbastanza istituzionali?
I cittadini di Cassinone hanno qualche altra possibilità di ritrovarsi?
Sorge il dubbio che per il Sindaco ogni incontro di cittadini che non siano direttamente sotto la sua regia, rappresenti un assembramento molesto.

mercoledì 8 aprile 2009

RONDE ED ESPULSIONI: TIE'!

Con un comportamento responsabile e da società civile il Parlamento ha bloccato i decreti su ronde ed espulsioni voluti fortemente dalla lega. Si tratta di una vittoria del buon senso e della ragione contro una posizione che è totalmente fuori dalla storia: l'integrazione e l'accoglienza sono inevitabili, vanno governate e regolate ma con intelligenza e con la forza dello Stato di diritto che fa rispettare i doveri ma garantisce i diritti. Maroni invece di strillare e richiamare Berlusconi se ne faccia una ragione: il premier ha (purtroppo) ben altro a cui pensare che non i capricci della lega.

martedì 7 aprile 2009

Un consiglio comunale tipico? Il diritto di parola.

Lunedì 6 aprile
Consiglio Comunale a Seriate. Intere vie di Seriate, zona Cassinone, raccolgono firme per chiedere (dopo più di 9 anni) di risolvere il problema fognario del paese bergamasco. C'e' da considerare, per una miglior analisi della questione, che ogni 6/10 giorni ci sono interi quartieri che devono spurgare le fogne per problemi al sottosuolo, e perchè i pozzi perdenti cominciano a tracimare riversando liquami sul suolo pubblico; oltretutto non esiste la possibilità di costruire un nuovo pozzo perdente. Se poi pensiamo che gli oneri di urbanizzazione prevedevano anche l'allacciamento alle fogne....siamo al solito delirio burocratico.

Si riesce ad ottenere facilmente, rifacendosi al regolamento comunale, un audizione pubblica pre consiglio. A Seriate i problemi sono mille, a Cassinone (in proporzione) un milione, eppure mi concedono solo 5 minuti.

Il consiglio inizia con 10 minuti di ritardo, e quindi anche il mio intervento. Inizio a parlare focalizzando il mio intervento su questi punti:
- Promessa installazione fognatura nel 2001
- Dopo numerosi fax e lettere il comune non ha mai risposto se non con uno sterile: LE FOGNE NON ESISTONO NELLA VOSTRA ZONA
- Le società che gestiscono l'acqua io le ritengo private
- Queste società vogliono fare utili senza sviluppare il sistema fognario
- Chiediamo al comune una riusposta
- Chiediamo al Comune quali vincoli abbia posto alla soc. concessionaria sullo sviluppo del sistema fognario.

Poi brevemente ricordo al consiglio comunale della famigerata rotonda di via cassinone (esempio di architettura moderna ahaha), la chiusura da 9 mesi di un parco pubblico dove i bambini andavano a giocare e ora non più, un grave problema di sicurezza del parcheggio di via Grinetta, etc etc etc

Passano così 5 min e 3 secondi e il Presidente mi dice (mentre io ho aggiunto il classico "e concludo") "NO, LEI HA CONCLUSO!"....e mi toglie la parola.....chiedo una cortesia di altri 10 sec. ma il presidente con molta alterigia "LEI PRIMA IMPARI A FARE IL CONSIGLIERE COMUNALE POI VERRA' QUI AD ESPORRE LE SUE TESI"; tendenzioso o politicamento scorretto?( o una cosa simile, comunque il tono era questo) . L'opposizione mi invita a proseguire ...ma chiudo facendo notare al Presidente quanto fosse ARROGANTE la sua richiesta. Ma subito , e ancora una volta, mi ricordo quanto sia distante chi ci Governa dal Governato.....

Tristemente Giovanni

domenica 5 aprile 2009

ROMA 4 APRILE 2009: FUTURO SI, INDIETRO NO. CRONACA DI UNA ... "SCAMPAGNATA"..: NOI C'ERAVAMO

Il ritrovo era alle 23,30 in vari punti distribuiti nella nostra provincia, dalla quale sono partiti una quarantina di pullman. Come tutti ci arrivo dopo una lunga giornata di lavoro, e quindi sono fortunato già per il fatto di non essere in cassa integrazione o, peggio ancora, a casa disoccupato..... Saliamo tutti di corsa e via lungo l'autostrada. Già sulla Brennero-Modena ci si accorge che la "scampagnata" riguarda un numero incredibile di mezzi. Sui pullman ci sono i riferimenti .... CGIL Vicenza pullman n. 10, FIOM Verona pullman n. 8, CGIL Udine pullman n. 10: io sono sul pullman CGIL Bergamo n. 18. Si decide una "sosta tecnica" da Bologna in avanti, ma arrivati al capoluogo emiliano ci accorgiamo subito che negli autogrill è pressoché impossibile entrare. La coda di pullman fermi per "sosta tecnica" è ferma sin dalla rampa di accesso. Ci accorgiamo di essere in buona compagnia. L'autostrada del sole si presenta come un unico serpentone di pullman in direzione Roma. Il ns. capo pullman ci informa che verremo portati fino alla stazione Tiburtina da dove partirà il nostro corteo. Però arriva un contro-ordine: alla Tiburtina c'è pieno di pullman, vi porteranno a Ponte Mammolo, da lì raggiungerete la Tiburtina in metro. Ma arriva un nuovo contro-ordine: anche a Ponte Mammolo ci sono troppi pullman, vi lasceranno a Roma Rebibbia. Bene, scendiamo a Rebibbia che sono le 7 del mattino, puntuali dopo quasi 8 ore di contorsioni per trovare una postura che permettesse qualche minuto di sonno. Cerchiamo di entrare nel metro, ma l'accesso è limitato perché i treni sono già pieni... Finalmente preso il metro. Ci si divide, è impossibile mantenersi in gruppo. Io vado a Termini da dove parte il corteo di Piazza Repubblica. Lo scenario è stupendo. Sbandieratori e tamburieri, arrivano mini-cortei un po’ ovunque. La gente invade la piazza e le strade circostanti. Non attendo la partenza del corteo. Lo anticipo e mi muovo in direzione del Colosseo. Anche al Colosseo, in ordine sparso arrivano centinaia di persone. Preferisco a questo punto raggiungere il Circo Massimo. Ci arrivo alle 9,30 e l'arena è già affollata, sebbene non sia ancora iniziato il programma. Passano i minuti e il Circo Massimo si riempie... Arrivano i tessili di Prato con una bandiera tricolore lunga decine di metri. I cortei tardano ad arrivare, a mezzogiorno ci viene detto che le teste dei cortei stanno entrando nell'arena ma la coda è dietro di qualche chilometro. Quando inizia Epifani i cortei vengono fermati, le vie di accesso sono sature, il vialone delle Terme di Caracalla strapieno di gente. E' una grande festa, peccato per chi non c'è!
Dopo il comizio di Epifani ci allontaniamo (almeno noi che veniamo dal nord e ci aspettano 8 ore di pullman..) sulle note dei Modena City Ramblers, usciti dal Circo Massimo ci si rende conto della marea umana che era presente alla manifestazione.
Ci arrivano le prime voci dei commenti. Non ci interessano, chi non c'era non si è reso conto di quello che è accaduto. Siamo orgogliosi dello sforzo compiuto, al di là del balletto delle cifre, queste cose riesce a farle solo la CGIL e, almeno di questo, bisogna darle atto. Il resto, come si dice, sono solo balle.
Alla prossima!

"NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO" ... anche Seriate sempre più vicina alla Sicilia ...


Il commento di Luciano nel post sulla sicurezza (quella vera!) ci da conferma di quanto l'ammnistrazione seriatese non voglia ascoltare le segnalazioni importanti anche riguardanti la sicurezza.Le foto che Luciano ci propone meriterebbero molto più dello spazio di un post. Luciano si riferisce a via Decò e Cannetta nel tratto che va dal ponte della ferrovia all'incrocio all'altezza del centro sportivo . Tutto il servizio fotografico lo troverete completo in "picasa web photos" su questo stesso blog.

Per ingrandire le foto cliccaci sopra.

SINTESI DELLA RELAZIONE PROGRAMMATICA IN TEMA DI SERVIZI SOCIALI A SERIATE


La qualità dei servizi alla persona è misura della civiltà di una città,
e rappresenta un preciso dovere per tutte le amministrazioni che desiderino tutelare la dignità del cittadino ed il mantenimento della coesione sociale, con responsabilità, intorno ai principi della solidarietà e della sussidiarietà.
Il P.D., che crede con convinzione nel coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni nell’attività amministrativa comunale, costituirà a tal fine la commissione dei Servizi Sociali, che avrà come finalità la lettura continuativa dei bisogni sociali, sarà consultiva e valorizzerà l’esperienza e la competenza delle associazioni di volontariato e del terzo settore, attingendo anche alle competenze istituzionali, assistenziali e sanitarie dell’Ambito Territoriale. Il comune di Seriate, in quanto comune di riferimento nell’Ambito Territoriale, si farà promotore di iniziative coordinate con gli altri comuni non solo per garantire semplicemente i livelli assistenziali di assistenza nei comuni dell’Ambito, ma anche e soprattutto nel proporre e coordinare progetti strategici, che durino nel tempo, in tutte le aree dei servizi sociali in modo di porre le condizioni che consentiranno poi ai comuni partecipanti al Piano di Zona di divenire i nuovi soggetti del welfare, capaci di programmare, gestire e sviluppare i servizi sociali, di integrare la rete regionale e la rete comunale, le competenze ASL e le competenze comunali, al fine di evitare contrapposizioni e sovrapposizioni nei servizi forniti. In questo contesto diventa determinante la capacità di “fare rete” ed integrare i servizi. Porre in essere una buona rete significa evitare la frammentazione degli interventi, aumentare la capacità di lettura dei bisogni, conoscere l’offerta dei servizi sul territorio ed in ultima analisi liberare energie e risorse per interventi di pianificazione. Solo per questa via il Comune può fare un salto di qualità e passare da semplice erogatore di assistenza (che diventa “assistenzialismo” se non accompagnata da interventi di programmazione) a coordinatore ed animatore di vere e proprie politiche sociali che riguardino anche la casa, il lavoro, la salute.
Alla luce di quanto detto si propongono iniziative, attività ed interventi suddivisi per Aree:

Anziani
Riteniamo sia necessario da subito porre in essere misure che favoriscano l’inclusione degli anziani, valorizzandoli come risorsa al servizio della città, attraverso iniziative che li vedano coinvolti in ruoli e compiti di valenza sociale, al fine di aumentare la loro qualità della vita.
E’ opportuno favorire la costruzione di un tessuto sociale idoneo che consenta loro di vivere la quotidianità attraverso: attività di aggregazione; strumenti di incentivazione al commercio al dettaglio (negozi di cortesia); la creazione di luoghi e spazi pubblici di ritrovo nei punti nevralgici della città. In questo senso i Centri diurni hanno un valore sociale rilevante, purchè diventino luoghi di animazione, punto di riferimento sia dal punto di vista dell’aggregazione (attraverso iniziative di svago, ludiche laboratori manuali, ecc…) che dal punto di vista della socializzazione (forme di auto –aiuto, recupero e trasmissione della memoria, gite, incontri). Di pari passo occorre incentivare la permanenza dell’anziano presso il proprio domicilio o presso la famiglia della persona anziana con l’erogazione di servizi di assistenza domiciliare secondo progetti personalizzati e finalizzati alla risposta dei bisogni individuali dell’anziano e non con servizi sporadici o limitati a poche ore alla settimana. Per leggere i reali bisogni dell’anziano occorre inoltre istituire il servizio del segretariato sociale di tipo professionale, che assicuri la reale valutazione del bisogno dell’anziano e della sua famiglia, determinando così l’adeguato servizio necessario al singolo caso (A.D.I. – S.A.D. – Centro Diurno Integrato – Ricovero in RSA)


Diversamente abili
Si devono predisporre interventi che abbiano la finalità di tutelare i diversamente abili e promuovere in loro favore opportunità di integrazione. L’ obiettivo principale è quello di favorire lo sviluppo delle potenzialità della persona, indipendentemente dalla gravità della patologia. In questo senso si devono potenziare i servizi tesi a sviluppare l’autonomia e le capacità residue del disabile, favorendone il processo di crescita e l’integrazione sociale ed al contempo sostenendone la famiglia (ascolto, accoglienza, sollievo, tema del “dopo di noi”). L’integrazione sociale secondo noi deve passare attraverso esperienze concrete quali i progetti socio-occupazionali e gli inserimenti lavorativi. Per quel che riguarda l’area dell’integrazione è rilevante il tema delle opportunità lavorative. I tempi del collocamento sono spesso lunghi, e la situazione odierna del mercato del lavoro non facilita questo passaggio. Deve essere affrontato anche il tema della vita futura del diversamente abile senza famiglia o senza genitori, a seconda delle autonomie e delle gravità dei soggetti vanno realizzate strutture adeguate (appartamenti protetti e semi protetti, comunità alloggio) in grado di garantire un ambiente abitativo sicuro. Questi progetti di vita permettono ai genitori di vivere con serenità il distacco e l’autonomia dei figli, spesso troppo protetti da una visione di bisogno e dipendenza. E’ però importante riuscire ad avviare queste realtà abitative nei contesti territoriali di appartenenza, già conosciuti dagli utenti e dove questi sono già inseriti.
Si deve inoltre provvedere all’eliminazione delle barriere architettoniche su tutto il territorio comunale in modo da consentire l’accessibilità e la fruibilità delle strutture e dei servizi pubblici a tutti i cittadini.

Giovani
Questa parte del programma, riteniamo debba essere necessariamente aperta al contributo dei giovani stessi, nel senso che debbano essere i giovani Seriatesi a definire nel dettaglio le iniziative che il Comune deve porre in essere per il soddisfacimento delle loro necessità e bisogni, divenendo così un programma in continua evoluzione nel tempo ed aperto a tutte le forme di associazionismo presenti sul territorio. A tal fine proponiamo l’immediata costituzione della Consulta giovanile, composta dai giovani seriatesi che sarà continuamente propositiva nei confronti dell’assessorato per orientarne le scelte nell’ambito delle politiche giovanili ed adolescenziali. Saranno i giovani stessi chiamati a dare il loro contributo in termini di presenza attiva e di idee alle iniziative culturali o sportive che vorranno intraprendere. Particolare cura ed attenzione deve essere posta nella scelta degli spazi dove possano essere esplicate attività di aggregazione e socializzazione (aree verdi, centri di aggregazione giovanile, biblioteca ecc…) Occorre inoltre attuare politiche di riduzione dei prezzi, nei confronti dei giovani fruitori, per l’utilizzo di spazi sportivi e culturali comunali, facilitandone l’utilizzo anche rivedendo l’attuale regolamentazione degli orari.

Contributi economici ordinari e straordinari
Con l’erogazione di questi contributi, previsti dalla normativa vigente, il Comune secondo noi deve da una parte fornire un sostegno economico finalizzato al soddisfacimento dei più elementari bisogni del vivere quotidiano, al fine di impedire il degrado delle condizioni di vita delle persone in stato di bisogno e stimolare le loro attività residue, e dall’altra soddisfare esigenze impreviste, urgenti ed eccezionali che rischierebbero di compromettere l’equilibrio socio-economico delle persone in stato di bisogno o del loro nucleo famigliare. L’obiettivo deve però essere quello di rendere nel tempo autonomi i beneficiari dei contributi anche nella scelta di opportunità differenziate, infatti, tenuto conto che il criterio di accesso al sistema integrato di interventi e servizi sociali è il bisogno, ed i bisogni sono diversi l’uno dall’altro, l’accesso al beneficio economico deve essere garantito attraverso progetti mirati alla singola necessità (pagamento utenze domestiche, contributi mensili per minimo vitale, voucher ecc…). Inoltre, considerando l’attuale situazione economica generale, proponiamo formule di esenzione dalle tariffe dei servizi per le famiglie Seriatesi in momentanea difficoltà economica (a causa di disoccupazione speciale, cassa integrazione, mobilità ecc…) ed anche attraverso erogazioni di contributi straordinari finalizzati. A tal proposito riteniamo opportuna la costituzione di un fondo di rotazione che possa finanziare formule di mini-credito in favore di soggetti in momentanea difficoltà lavorativa.
Per quanto riguarda la fascia della non autosufficienza riteniamo si debba applicare integralmente la normativa in materia, con la conseguente emanazione, da parte del Comune, di regolamenti ISEE che tengano conto, al fine della quantificazione della retta a carico dell’assistito, solo del reddito dello stesso. Il nostro Comune si farà inoltre parte attiva, anche attraverso attività di coordinamento e stimolo nei confronti degli altri comuni, affinchè il Servizio Sanitario Regionale si assuma integralmente il costo degli oneri sanitari per i ricoveri degli anziani non autosufficienti nelle R.S.A..