lunedì 14 dicembre 2009

NAUSEA

Quello di ieri al Premier non è che l’ultimo (speriamo) atto di una stagione di violenze, fisiche o morali, che si protrae da tempo. Non serve sforzarsi più di tanto per ricordare la piazza invocata da Berlusconi nel 2006 quando non volle (e non lo fece mai) riconoscere la vittoria, seppur risicata, del centrosinistra alle elezioni politiche. Nelle settimane che sono trascorse di recente il Premier stesso ha parlato di clima da guerra civile, un direttore di giornale ha “massacrato” in prima pagina Boffo, il direttore di Avvenire, per poi fare marcia indietro senza sentire il minimo dovere di dimettersi. Il Ministro Maroni ha parlato di pericolo terrorismo, senza dare specifiche giustificazioni.
Il premier ha parlato in maniera sprezzante del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale come se fossero organi di parte e non di suprema garanzia. Il Governo non governa, l’opposizione non riesce a fare fronte unitario. Ed il paese reale è in estrema difficoltà. L’unica cosa certa da aspettarsi è un processo (questo certamente non salterà…) contro un “poveraccio” in evidente stato di disagio psichico che finirà per pagare per tutti in seguito ad un gesto tanto sconsiderato quanto folle ed ingiustificabile. La speranza è che la gente non smetta di informarsi, di credere in un Italia migliore, in preda magari ad un più rassicurante e indolore esilio dal mondo che ci circonda.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

A me sembra rischiosa questa manfrina sul moderare i toni.
Mi dispiace che Napolitano non si renda conto che l'invito a moderare i toni viene usato esclusivamente per tirare randellate secondo il principio che sono sempre gli altri a dover moderare i toni perchè noi siamo moderati.
In realtà ognuno questa storia la intende a modo suo.
Per quelli di destra moderare i toni significa solo che l'opposizione deve stare zitta o applaudire l'azione di governo. Ogni critica equivale ad un atto terroristico.
In realtà quello che vogliono è che si moderino le idee cioè che si azzerino.
A sinistra c'è la rincorsa a prendere le distanze, a specificare che noi però, ad aver paura delle ombre.
Addirittura se Bersani chiama pifferaio il signor B., c'è qualcuno che cerca di tiragli la giacchetta perchè non si fa così.
E naturalmente quando la lega aizza all'odio razziale il discorso sul moderare i toni non si fa perchè a destra si sentono tutti già moderati, anzi moderatissimi.

taiarbo ha detto...

Anonimo, sottoscrivo dalla prima all'ultima lettera. Grazie dell'intervento.

Anonimo ha detto...

VI CONSIGLIO LA LETTURA DI UN INTERVENTO DI TRAVAGLIO SUL SITO VOGLIO SCENDERE INTITOLATA "IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI"

http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/12/14/la_diretta_con_marco_travaglio.html

MARA

Anonimo ha detto...

troppo lungo, troppo Travaglio....