Il Patto di stabilità interno, che i Comuni e le Regioni devono rispettare ogni anno, nasce dopo il trattato di Maastricht (1992), con l’idea di ridurre l’indebitamento della Pubblica Amministrazione in rapporto al Pil inferiore al 3%.
Ogni legge finanziaria assegna annualmente a tutti i Comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti, obiettivi programmatici e risultati da raggiungere.
Originariamente il patto di stabilità prevedeva ampia autonomia per ogni Ente Locale, essendo impostato sui saldi di bilancio, l'Ente poteva decidere se agire sul versante delle entrate, aumentandole, o sul versante delle spese, riducendole.
La situazione attuale, dopo la Riforma del Ministro dell’Economia Tremonti, di fatto blocca l’autonomia impositiva dei Comuni, che non possono agire sul versante delle entrate, aumentando la pressione fiscale e quindi per rispettare gli obiettivi del patto di ridurre le spese di funzionamento, l’unica cosa è bloccare la spesa effettiva per investimenti.
Secondo alcuni economisti, si creerebbe così una sorta di “forzato avanzo di amministrazione“, derivante dal blocco dei pagamenti per investimenti, anche in presenza di disponibilità finanziarie ( avanzo di amministrazione), e una tendenza alla crescita troppo elevata e abnorme, dei residui passivi iscritti in bilancio.
L'onorevole Sanga intervenuto nel'ambito dell'incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico di Seriate sul tema "Nuove strade per il lavoro nel Territorio bergamasco" , ha ribadito la necessità di un allentamento del Patto di stabilità, per consentire a Comuni e Province, di poter utilizzare l'avanzo di amministrazione, per finanziare progetti di riqualificazione sul territorio delle strutture esistenti, progetti in grado di creare posti di lavoro a livello locale, strategia quanto mai necessaria alla luce della crisi occupazionale che interessa pesantemente e drammaticamente anche la zona bergamasca.
E’ stato poi ribadito che, a livello parlamentare attraverso molteplici interrogazioni, il Partito Democratico sta chiedendo lo sblocco dei pagamenti per investimenti, meccanismo fortemente negativo introdotto nel Patto di stabilità, che determina di fatto un blocco dei pagamenti per investimenti, da parte degli Enti locali, anche in presenza di disponibilità finanziarie. Tale misura correttiva necessita di essere adottata immediatamente, per favorire le piccole e medie imprese, coinvolte nella crisi globale, dando loro nuove opportunità di creare lavoro.
Bloccare gli investimenti non è una buona idea, anche alla luce del fatto che comunque le grandi opere inutili non vengono mai bloccate in realtà.... (Il ponte sullo stretto e le ventilate nuove centrali nucleari sono solo un inutile sfarzoso tentativo di creare una cortina fumogena attorno ad un problema enorme che non può essere messo in secondo piano ipotizzando interventi faraonici tra l’altro in aree depresse e con infrastrutture da terzo mondo).
Il Consiglio Regionale ha approvato il 27 ottobre 2009, il nuovo Patto di stabilità territoriale, che prevede una maggiore flessibilità, nelle spese di investimento, stabilendo anche meccanismi che premiano i Comuni virtuosi, capaci di effettuare investimenti in linea con la programmazione regionale.
I Comuni bergamaschi, che sono in regola con il Patto di Stabilità, potranno utilizzare le somme in giacenza, per dare risposte puntuali ai propri cittadini, dall’avvio di nuovi servizi sociali, alla realizzazione di nuove opere pubbliche. Inoltre vengono sbloccati i pagamenti alle imprese, da parte delle amministrazioni pubbliche, misura fondamentale in un momento in cui ogni azienda,trova difficoltà nella riscossione dei crediti e nell’accesso alle liquidità bancarie. La cosa peggiore sarebbe l’immobilismo e l’indifferenza delle Amministrazioni. Non è sopportabile pensare che in condizioni di avanzo di bilancio non si possano attuare politiche sociali a sostegno delle famiglie rimaste, temporaneamente, senza reddito. Amministratori è ora di svegliarsi!
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