venerdì 30 ottobre 2009

LETTERA A FRANCESCO RUTELLI

Caro On. Rutelli,

ho speso (e sto spendendo) parte del mio tempo per sostenere prima l'Ulivo e poi il PD di cui è stato il cofondatore.
Ora, deluso, pensa di lasciarlo perché vuole aprire un percorso differente.
Rispetto la sua decisione, ma la ritengo oltre che sbagliata, uno schiaffo non solo ad un segretario appena eletto ed all'inizio del suo lavoro, non solo ai 3 milioni circa di elettori che hanno votato il 25 Ottobre per un PD unito, ma anche una ferita alla democrazia del partito.

In un partito democratico (di destra o di sinistra) accettare di essere minoritari è segno importante di democrazia; continuare a lavorare perché "intuizioni minoritarie" possano diventare maggioritarie o per lo meno possano contribuire ed influire alla sua crescita è segno di responsabilità.
Invece abbandonare un partito perché non è ancora nato o è nato non esaudendo molti dei nostri desideri ha il sapore di un fuga ed indizio di incoerenza se non di infedeltà.
Poiché Lei ha compartecipato alla paternità di questo partito il suo addio mi rimanderebbe a quei genitori che rompono con i propri figli perché li vedono crescere diversi dal loro immaginario.
Cordiali saluti da un militante quasi sempre in minoranza.

Dr.L.Tiraboschi già coordinatore dell'Ulivo in Seriate

4 commenti:

Paolo ha detto...

La lettera mi piace molto. Io però non starei a sprecare molto tempo: per affezionarsi ad un partito bisogna essere affezionati alla sua storia. Rutelli queste radici profonde, evidentemente, non le ha mai avute: e personalmente mi irritano (e perciò non le ritengo degne di considerazione) pure le motivazioni "politiche" con cui si sta sganciando. Pianti pure la sua tenda dove crede (gli auguro non troppo vicino a quella di un Capezzone qualunque).

BeBo ha detto...

"un insieme di individui è identificabile come minoranza se condivide una identità culturale, etnica, religiosa e/o linguistica e, soprattutto, se lamenta una posizione socio-economica di svantaggio". Lasciamo perdere il concetto di minoranza all'interno del PD. Discutiamo di IDENTITA', come diceva Bersani qui a Seriate.
Buona giornata a tutti.

Anonimo ha detto...

"Ho ricevuto migliaia di messaggi d'incoraggiamento, adesioni, sostegni. Molti, prestigiosi. Tante mail di critiche da elettori del Pd: cercherò, nei prossimi giorni di rispondere a tutti. A fermarmi? Alcuni amici di lungo corso, come Paolo Gentiloni.Ma è stato più formale che altro. Sanno perfettamente, da anni, che non sarei mai entrato in Pd post-Pci. Quanto al loro, purtroppo si illudono"
(CORRIERE DELLA SERA 31 ottobre 2009 - titolo: "Rutelli, sì lascio il Pd.Questo non è il mio partito - vado via subito con dolore. Casini interlocutore essenziale").

taiarbo ha detto...

Caro Rutelli, sei passato con leggerezza qua e là, un passato radicale anticlericale ed un presente da cattolico conservatore, non inventiamo le stronzate del PD egemonizzato dalla sinistra... Se avesse vinto Franceschini te ne saresti andato comunque: con le Amministrative a Roma hai perso anche quella capacità comunicativa e quella freschezza politica che tanto avevano fatto sperare ai tempi nell'Ulivo...