IL 23 pomeriggio ho ricevuto questa mail.
APPELLO A BERSANI E MARINO: NON SPRECHIAMO SOLDI IN PUBBLICITA' PERSONALI
Cari Pierluigi e Ignazio,
Da diversi giorni mi arrivano messaggi da iscritti ed elettori di tutte le regioni italiane che lamentano l’affissione di manifesti in spazi a pagamento a sostegno della candidatura di Pierluigi.
Sono lamentele a mio avviso giustificate.
I partiti provinciali e i Circoli vivono , come sapete, tra mille difficoltà finanziarie e capiscono a fatica perché vengono impiegate risorse e costosissimi spazi pubblicitari per la competizione tra noi, anziché essere utilizzati per il partito o per contrastare le scelte del governo. Anche per questo la Commissione congressuale ha previsto un tetto di spesa per i candidati.
Per altro penso che gli iscritti e gli elettori siano in grado di fare le loro libere scelte ascoltandoci nei dibattiti o nelle presentazioni delle diverse mozioni nei Circoli, senza bisogno di vedere le nostre facce, che conoscono bene, sui muri o alle fermate degli autobus…
Ancora molti giorni ci separano dalle primarie. Per questo vi propongo una “autoregolamentazione” tra noi candidati che preveda di bloccare tutte le forme di pubblicità personale a pagamento in spazi pubblicitari sui muri, nelle tv e sui giornali.
In un momento di crisi del paese, con famiglie e lavoratori in difficoltà e con i Circoli del Pd che vorrebbero risorse per le loro sedi e le loro attività, è meglio una competizione tra di noi basata sulla qualità delle proposte politiche piuttosto che su costosissime campagne personali a pagamento.
Sarebbe importante, credo, se facessimo tutti insieme la scelta che vi propongo con questa lettera.
Dario
Roma, 22 settembre 2009
A questa mail ho risposto così.
Caro Dario,
non mi chiamo nè Pierluigi nè Ignazio per cui non capisco perchè mi scrivi. Se volevi parlare con Pierluigi ed Ignazio di questa questione della pubblicità personale su cui concordo, bastava che gli telefonassi.
Già che ci sei avvisa anche i tuoi sostenitori di Bergamo che ieri mi hanno recapitato per posta un numero di un giornale, il Campanone si chiama, che consiste in due facciate di cartoncino e che ha come esclusivo contenuto una tua lettera ed alcune tue foto.
Anch'io detesto il culto della personalità e le spese per le pubblicità personali. Non ho dato il mio voto a Martina perchè il giorno in cui si votava nel mio circolo mi è arrivato per posta un suo cartoncino sorridente.
Quindi caro Dario stai attento a non cascarci pure tu.
Un caro saluto.
Un iscritto del Circolo di Seriate - Bergamo
Qualche ora più tardi ho ricevuto quest’altra mail.
Carissimi,
è con rammarico che sono costretto a scrivervi queste poche righe.
Il rigore e l’etica non sono patrimonio personale di alcuna mozione, ma appartengono a tutto il nostro partito. Fanno parte della sua storia e del suo modo di operare quotidiano. Nessuno può pensare di spacciare questi valori come propri, facendo credere implicitamente che qualcun altro non li rispetti. Per questo suscita amarezza la decisione di inviare e rendere pubblica una lettera ai candidati segretari sul modo di condurre la campagna congressuale.
In questa fase ci deve essere il confronto politico, anche aspro, ma sempre basato sui contenuti. Sulle questioni di gestione della campagna congressuale, ci sono regole condivise da tutti, che la mozione Bersani rispetta, e organismi preposti ai quali ci si può rivolgere qualora ci siano dubbi o contestazioni.
Non bisogna dimenticare che siamo tutti nello stesso partito. Non si devono introdurre nella nostra discussione elementi che possono incrinare la nostra comunità. Vogliamo, invece, tutti quanti dare più forza al progetto e uscire dalla nostra discussione con un’unità rafforzata.
Per questo trovo sorprendente e particolarmente sbagliato che a firmare una lettera che per i suoi toni sembra ignorare tutto questo, sia stato il segretario, che per la sua funzione deve farsi carico dell’unità del partito.
Mi auguro che questo sia un incidente di percorso e che la nostra discussione possa riprendere con correttezza e serenità.
Filippo Penati, coordinatore nazionale della mozione Bersani
Mi sono sentito in dovere di rispondere anche a questa ed ho scritto quanto segue.
Caro Filippo Penati
la lettera di Franceschini non mi è piaciuta e così gli ho risposto. Però anche la tua non mi garba. E' il caso di quando la toppa fa il paio con il buco.
A questo punto spero che almeno Marino stia zitto o che, se ha qualcosa da dire, lo faccia telefonando personalmente agli altri concorrenti. Che è poi il consiglio che ho dato a Franceschini e che per tuo tramite darei anche a Bersani.
Per certe cose il telefono è una gran cosa ed è certo meglio di una news letter o di un comunicato stampa.
Cari saluti.
Un iscritto del Circolo di Seriate
3 commenti:
Concordo con le risposte dell'iscritto, proporrei inoltre a Marino una linea più sobria, anzichè attaccare in maniera scomposta tutto e tutti. ILìl PD è il partito che gli ha dato un posto in senato, ed è anche un partito con il quale è riuscito a presentarsi all primarie. Invece di lagnarsi dovrebbe rendersi conto che è, fose, anche lui tra i privilegiati della politica...
E' vero. Già il congresso in questa fase politica è stato per lo meno intempestivo.... I leader devono capire che il PD che vogliamo (tutti) è fatto dalle persone dei circoli, da chi si impegna in maniera totalmente disinteressata per pura passione politica e spirito di appartenenza ad un centro-sinistra che ha nella base tanta bella gente non sempre rappresentata adeguatamente dai dirigenti politici. Forza PD, è una sfida che non possiamo perdere!
Ed alla fine neanche Marino è stato zitto ed è arrivata la sua dichiarazione, preceduta peraltro da una lettera di Fassino sullo stesso tema.
Dalle dichiarazioni si desume che tutti stanno rispettando le regole e sono sobri.
E allora che scrivono a fare?
Posta un commento