Non è una novità, l’argomento è già stato trattato in una nota trasmissione televisiva. Ma essendo trovata intelligente è giusto divulgare la notizia: in Cina hanno escogitato un modo per rendere appetibile a tutti la richiesta dello scontrino fiscale. E pare che tutti lo chiedano….
In sostanza, lo Stato ha sostituito scontrini, registratori di cassa e quant’altro con dei semplici biglietti gratta e vinci, disponibili in varie taglie. All’acquisto il cliente che paga 100€ si vedrà consegnare dall’esercente cinque biglietti gratta e vinci del valore (corrispettivo fiscale) di 20€ ciascuno. Di fronte alla possibilità di vincere pare che nessuno rinunci ai dovuti gratta e vinci e l’esercente, per avere questi biglietti dallo Stato, deve pagare le tasse sul valore corrispondente. Non male, ma in Italia troveremmo la scappatoia lo stesso... Arriverebbero prima i gratta e vinci falsi o i doppi prezzi degli esercenti, con o senza gratta e vinci?
2 commenti:
C'era un tempo in cui i carrelli dei supermercati venivano abbandonati nei parcheggi e gli addetti dovevano andare a recuperarli e i clienti dovevano andare a cercarseli qua e là.
Poi venne un genio, sconosciuto a quanto ne so io, che inventò il sistema in uso oggi di mettere una moneta per avere il carrello vedendosela poi restituita quando si restituisce il carrello.
Nessuna spesa per il supermercato, nessuna spesa per il cliente. Lo si sarebbe potuto fare anche contando sulla buona educazione ma la buona educazione ha bisogno di essere aiutata e così il genio di cui sopra ha inventato questo sistema.
Non so se per le tasse ci sia un sistema equivalente visto che non pagarle sembra così conveniente.
Mi chiedo come facciano negli altri paesi europei.
Forse al di là delle Alpi la furbizia non è considerata una virtù.
Forse al di là delle Alpi sanno che la furbizia alla lunga diventa stupidità ed è quindi controproducente.
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