venerdì 21 agosto 2009

prima proposta al nostro "Concorso Inno" dal titolo: L'INNO AGLI ARCHETIPI

Vedasi la seguente proposta unificatrice, democratica ed eziandio non polemica. Che poi significhi qualcosa non è necessario anzi evita conflitti.

L'INNO AGLI ARCHETIPI

Ce ne vuol di vanvera
a riempir gli stipiti
e lasciare il sabato
a colmare i debiti.
.
Di pietra pomice
noi siamo simboli
erosi agli angoli
senza più scrupoli.

Mai mai ed ancora mai
sono gli etruschi peggio dei guai.

Se fosse salubre
vangar con remore
avremmo subito
cavalli e pecore.

Non c'è più limite
al bordo saffico
che inonda tremulo
il bar del traffico.

Mai mai ed ancora mai
gli amici accesi sono ombrellai.

Lasciamo pure
le onde rettili
sostare al varco
di ostriche inutili.

Andiamo improvvidi
su azzurri cembali
a far da diaspora
tra lidi acefali.

Mai mai ed ancora mai
tolgono le calze i cartolai.

E' forse il limite
caduto in fosforo
a far drammatico
tutto l'acrocoro.

Ci sono mostarde
piuttosto ondivaghe
che scrutan languide
lontane folaghe.

Mai mai ed ancora mai
vanno le viti dentro i vespai.

Esser sul remo
non è un pronostico
che renda facile
il vagare mistico.

Ognun davvero
sa che è probabile
lasciar le penne
su un suolo labile.

Mai mai ed ancora mai
ribolle il brodo sopra i telai.

Non c'è mestizia
nel tonno in scatola
che attende complice
un tocco di pendola.

E quando i musici
tosano i canapi
cantiamo unisoni
l'inno agli archetipi.

(autore: tambor) .

3 commenti:

Giuseppe ha detto...

caspita, si nasconde un Umberto Eco orobico dietro queste rime baciate!!

Anonimo ha detto...

una rivisitazione del va pensiero scritta da Pietro Gori alla fine dell'ottocento.
Per chi la vuol sentire in una bella versione
http://www.youtube.com/watch?v=pXrpwWfzP8E&feature=related

"Vieni o Maggio t'aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol

Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
a la vasta ideal fioritura
in cui freme il lucente avvenir

Disertate o falangi di schiavi
dai cantieri da l'arse officine
via dai campi su da le marine
tregua tregua all'eterno sudor

Innalziamo le mani incallite
e sian fascio di forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dai tiranni de l'ozio e de l'or

Giovinezze dolori ideali
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fè

Date fiori ai ribelli caduti
collo sguardo rivolto all'aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor "

Anonimo ha detto...

Autore: Sconosciuto Anno 1904

O profughi d'Italia, a la ventura si va senza rimpianti né paura.

Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Dei miseri le turbe sollevando, fummo d'ogni, nazione messi ai bando,

Nostra patria è il mondo intero.,.

Dovunque uno sfruttato si ribelli, noi troveremo schiere di fratelli.

Nostra patria è il mondo intero...

Raminghi per le terre e per i mari, per un'idea lasciammo i nostri cari.

Nostra patria è il mondo intero.,. Passìam di plebi varie fra i dolori, de la nazione umana precursori.
Nostra patria è il mondo intero...

Ma torneranno, o Italia, i tuoi proscritti, ad agitar la face dei diritti,

Nostra patria è il mondo intero,.,

http://www.youtube.com/watch?v=qSYw96YYNl8