martedì 23 giugno 2009
RESTITUITEMI I SOLDI DEL CANONE!
Lo ammetto, pago il canone RAI. Lo pago perchè ritengo che le tasse siano un dovere, anche se ritenute ingiuste o inique. L'ho sempre pagato perchè da sempre penso ad una TV pubblica di qualità ed al servizio del cittadino. La mia convinzione però comincia a vacillare. Anzi, a dire il vero, sento che i soldi pagati per il canone siano un insulto alla decenza, un sopruso. Questo ripensamento parte dall'esclusione di Enzo Biagi, dall'operazione da regime sovietico che gli tolse "Il Fatto", stupendo programma di informazione e formazione per liberi cittadini desiderosi di informarsi e togliersi le fette di salame dagli occhi. Certo, ci rimane Report, altro bel programma... AnnoZero e Ballarò sono ormai diventati insopportabilmente pieni di falsi dibattiti con falsi numeri e false accuse reciproche. Tutto talmente falso che anche alcune grosse verità di Travaglio (non mi entusiasma più nemmeno lui..) paiono poco verosimili. Ora che l'epurazione berlusconiana si è conclusa, anche il TG1 è diventato insopportabilmente vuoto di contenuti e falso nel presentare le questioni. D'altro canto il nuovo direttore è stato il padre dei retroscenisti, quelli che trovano sfaccettature d'ogni tipo in qualsiasi situazione. Ovviamente srotolando sempre e comunque il tappeto rosso al padrone dei padroni. Certo, per essere un grande dei retroscena, pare gliene siano scappati molti, tra le ville in Sardegna e a palazzo Grazioli: chissà perchè.... Restituitemi i soldi del canone!
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1 commenti:
Voglio una villa maleducata - con la piscina piena di gin
- voglio una bionda super truccata - con cui giocare insieme a nascondin
- voglio una villa che non è mai tardi - per far scoppiare in spiaggia due petardi
- voglio una villa con le veline vestite da camerieri sardi.
E poi ci troveremo io Alfano e Ghedin- a cercar foto sconce sotto i cuscin –
ma forse non le troveremo mai - e allora amici cari saranno guai
- mia moglie furibonda - la Cia che mi sfonda
- e tutto il mondo a farsi sempre i fatti miei, eh.
Voglio una villa spericolata - con Smaila al piano e Bondi al clarin
- voglio una pillola esagerata - che mi faccia i muscoli di Obama e Putìn
- voglio una villa che non è mai tardi - per travestirsi tutti da ghepardi
- voglio lanciar reggiseni in un cespuglio di cardi.
E poi ci sposteremo a palazzo Grazioli - per mangiar con le amiche pizza e fagioli
- ma non la digeriranno mai - vorranno un diamante o una fiction in Rai.
Ognuna col suo book - ognuna col procuratore
- ognuna avrà un registratore per farsi i fatti miei, eh.
Voglio una villa maleducata - dove sposare una disoccupata
- voglio un Paese che se ne frega - e guarda i tiggì senza fare una piega
- voglio un Paese che sia pieno di tordi - li voglio ciechi muti e pure un poco sordi
- voglio un Paese che di me non si scordi.
(Grazie Vasco, e scusa per lo scempio).
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