Tra sessant’anni
sono sicuro
molti di noi saranno morti
ed allora
i posteri
ricorderanno
magari lo studieranno a scuola
il pacchetto sicurezza
ed i respingimenti
e diranno
che erano leggi razziali
e faranno trasmissioni
in televisione
per non dimenticare
e faranno commemorazioni
perché non accada mai più
ed i posteri
si chiederanno
come è potuto accadere
che gli italiani
così gentili
così gente di cultura
abbiano accettato
queste leggi
e diranno
i posteri
che erano leggi imposte
e che gli italiani
in maggioranza
non erano d’accordo
anzi
aiutavano addirittura
i rifugiati
ed i clandestini
tra sessant’anni
i potenti
erigeranno monumenti
agli affogati dei barconi
e faranno trasmissioni
in televisione
per non dimenticare
e faranno commemorazioni
perché non accada mai più
ed allora
fra sessant’anni
saremo quasi tutti morti
e non potremo dire
che anche
sessant’anni prima
si commemoravano
le leggi razziali
mentre se ne facevano
altre.
2 commenti:
Anche sessant'anni orsono la gente non pensava a certe brutte cose, come non le pensiamo noi ora...
aggiungerei che tra sessant'anni ci sara' un galantuomo di destra che chiedera'
scusa per la legge Bossi-Fini (non potra' essere Fini stesso che a quell'epoca
sara' gia' morto, dopo aver avuto numerosi riconoscimenti per l'antifascismo e
la Resistenza). Diranno: come e' stato possibile? anche la Chiesa fu
responsabile di reticenze.
E i nostri nipotini leggeranno sui libri di storia che i governanti del primo
decennio del secolo avevano le armi nascoste in Valbrembana per fare la guerra
contro lo Stato
Ma la cosa piu' grave non e' che oggi ci siano i vari Calderoli e Gasparri e
i politici che da pochi mesi si sono tolti la camicia nera e gia' ci insegnano
quali sono i valori dell'occidente, cos'e' liberta'.
La cosa piu' grave e' la nostra pavidita' di democratici, le nostre paure e
il senso di impotenza che sentiamo per non riuscire a fermare questa spirale di
odio e cattiveria che minaccia di impossessarsi del nostro popolo.
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