Viene l’età in cui non è più sufficiente dare ad un bambino un gioco con le sue belle regoline per farlo contento.
Se un bambino si può entusiasmare per un disegno da colorare, a un ragazzo dovete dare la piena libertà di decidere se disegnare con i pastelli o con un pennarello indelebile a punta grossa, una bomboletta, su un foglio come su un muro, uno specchio o dove si sente.
Scrivo queste due considerazioni perché mi sembra che, per quanto banali, vengano spesso dimenticate quando ci si occupa dei giovani.
Quand’è che le politiche rivolte ai giovani cominceranno a metter loro a disposizione delle risorse e non dei servizi, manco fossero bambino o anziani.
Perché quello che si fa per i giovani è solo prevenzione, orientamento e organizzazione del tempo libero?
Perché non provare a dare ai giovani la possibilità di esprimersi in libertà dando loro spazi e risorse?
Quando si dice in maniera retorica che si vuole “scommettere sui giovani” se non si vuole essere ipocriti bisogna mettere in conto che bisogna offrire ambienti e possibilità di azione ed economiche adeguate; bisogna pensare di chieder loro conto di quello che fanno ma non per forza organizzarli e indirizzarli.
Se si vuole che loro cambino la società, e che la cambino in meglio, bisogna creare in ciascuno la consapevolezza di sé e non l’educazione a vivere bene nel posticino a loro assegnato da una società fatta da altri prima di loro.
Guido
1 commenti:
Cari amici, è proprio vero, meriteremmo ben diverso trattamento....
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