lunedì 20 aprile 2009

Programma Elettorale: Appunti sulla “scuola-cultura-formazione”

Consideriamo come
FONDAMENTALE DIRITTO di CITTADINANZA
“L’APPRENDIMENTO per TUTTA LA VITA”
Ricordiamo alcuni degli obiettivi da raggiungere entro il 2010 come comunità nazionale, che abbiamo assunto in Europa, in adesione al programma di Lisbona:
- fornire al 33% di bambini in età 0-3 anni opportunità formative extra-familiari,
-generalizzare la scuola dell’infanzia,
- ridurre il tasso di abbandono scolastico almeno del 50%,
- dimezzare la percentuale di quindicenni con basse capacità di lettura e di conoscenze matematiche e scientifiche,
- dimezzare il numero dei giovani tra 18 e 24 anni che non continuano gli studi dopo Pubblica post il primo ciclo di studi secondari,
- portare almeno all’80% la percentuale di popolazione fra i 25 e i 64 anni che abbia compiuto l’istruzione superiore,
- portare almeno il 15% della popolazione attiva a partecipare al sistema di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Affermando il diritto all’apprendimento operiamo uno scarto di significato con quanto affermato precedentemente nel diritto all’istruzione, tradizionalmente fondato su un potere pubblico e istituzionale (lo Stato) che si costituisce in offerta pubblico/sociale e si fa misura - e al tempo stesso misura – della domanda sociale. Declinando il diritto all’istruzione come diritto all’apprendimento di conoscenze, competenze, valori, lo si sgancia dalla “forma determinata” che esso ha avuto nella sua dimensione di “istituzione che offre” e lo si riporta alla dimensione feconda della “domanda dei cittadini”.

Un sistema costruito sulla “domanda” cui commisurare l’offerta
e non come “offerta” a cui si deve adeguare la domanda.

Un sistema dove la scuola si configura come “impresa sociale” che si raccorda direttamente con la società civile e con l’esercizio della cittadinanza, esplorando concretamente la differenza fondamentale che c’è tra “spendere per la scuola” e “investire in formazione”.
In base al Principio di sussidiarietà, sancito dall’art. 118 della Costituzione, le diverse istituzioni devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (i cosiddetti corpi intermedi: famiglia, associazioni, partiti) di agire liberamente senza sostituirle nello svolgimento delle loro attività.
In questa nuova prospettiva appartiene allo Stato la definizione dei livelli essenziali di prestazione che rappresentano la piattaforma egualitaria del diritto di cittadinanza, mentre le “scuole autonome” dovrebbero “produrre” tale servizio essenziale, in autonomia di produzione e di organizzazione, all’interno di un piano integrato di servizi culturali e formativi coordinato dagli Enti locali.
In attesa di un modello compiuto di regionalizzazione dell’organizzazione e della gestione dell’istruzione, occorre lavorare per l’integrazione dei sistemi fino ad ora separati.

Il “territorio” deve cominciare ad essere considerato il luogo in cui mettere in rete una struttura organizzata di risorse e responsabilità reciproche.

Occorre perciò cominciare a riflettere seriamente sulle conseguenze che da tutto ciò derivano per il Comune tenendo conto che esso:
a. ha responsabilità dirette nell’erogare alcuni servizi (v. art. 139 Dlgs. 112/99),
b. ha dei compiti specifici di approntamento di strutture e erogazione di risorse,
c. può farsi promotore dell’attivazione della rete ed assumerne la responsabilità della governance.
All’interno del territorio la trasversalità del tema della formazione deve diventare consapevolezza e tradursi in comportamenti concreti, affinché il cittadino come un soggetto “in crescita” trovi occasioni di formazione lungo l’arco di tutta la vita.

Comportamenti che il Comune deve assumere nell’erogare i propri servizi

- Mettere in atto iniziative coordinate al proprio interno evitando che ciascun assessore “faccia da sé”. L’attenzione alla formazione deve attraversare tutti gli assessorati e non essere delegata in toto all’assessore all’istruzione.
- In via regolare è preferibile la gestione diretta dei servizi, perché consente di verificare direttamente la loro rispondenza agli obiettivi di efficienza ed efficacia preventivati. Solo in casi particolari va preferita l’ assegnazione di alcuni servizi all’esterno, quando risponde e criteri di miglioramento della qualità dei servizi e non per semplice economia di spesa.
- Scegliendo di assegnare servizi all’esterno non si delegano dei “problemi, ma si partecipa alla realizzazione di progetti concordati per affrontare e risolvere quei problemi per i quali si ritiene di avvalersi di collaborazioni esterne.
- L’efficienza e la qualità dei servizi gestiti direttamente o assegnati a terzi vanno attentamente controllate (Citiamo tre procedure fondamentali per un corretto processo di valutazione: La stesura dei capitolati, l’istituzione ed il funzionamento di commissioni di valutazione, la partecipazione degli utenti e dei cittadini).

Comportamenti che il Comune deve assumere nell’approntare strutture
ed erogare risorse

- I contributi erogati non sono “spese”, ma investimenti che devono prevedere un ritorno; ad esempio sotto forma di formazione del personale interno ed esterno all’Ente Locale, sotto forma di finanziamento di progetti rivolti alla formazione dei cittadini in particolari momenti della loro vita o di soggetti con differenti status socio-culturali, sotto forma di controllo della qualità e dell’efficacia dei servizi erogati.
- Lo spazio per la formazione non è solo quello limitato agli edifici scolastici, ma tutta la città va considerata come spazio di formazione? (L’urbanistica, la viabilità, gli spazi verdi, le strutture a scopo culturale, sociale, ricreativo, religioso devono essere attraversati dal tema della formazione.
- La progettazione e l’uso degli spazi scolastici deve avvenire secondo criteri di massima sicurezza e di integrazione delle scuole con il territorio.
- I cittadini singoli, oltre che associati, devono essere valorizzati come una risorsa per la formazione. (Esperienze e storie di vita, capacità personali, competenze professionali).

Un compito nuovo per un Comune che vuole guardare avanti e farsi promotore di un sistema di formazione integrato territorialmente

- Assumere come idea base dello sviluppo locale la messa in produttività di risorse e di identità locali,
- promuovere la formazione di una rete territoriale e garantirne una governance unitaria attraverso l’attivazione di Conferenze o Tavoli territoriali,
- assumere come strumento di programmazione e valutazione quello della “rendicontazione sociale” che sancisce la trasformazione delle risorse “private” nella finalizzazione pubblica per la produzione di valore pubblico.

In tal modo il territorio potrà avere a disposizione uno strumento utile per:

- conoscere gli effettivi bisogni di formazione di tutti i cittadini,
- individuare ed assegnare compiti a ciascun soggetto della rete,
- reperire e ripartire le risorse,
- concordare ed attuare modalità di monitoraggio dei processi,
- concordare modalità di realizzazione del bilancio sociale,
- assumere e far assumere decisioni di modifica e/o riprogettazione del progetti.

FUNZIONI ATTRIBUITE AI COMUNI dall’art. 139 del Dlgs. 112/99
Salvo quanto previsto dall’art. 137 del presente decreto legislativo, ai sensi dell’art. 128 della Costituzione sono attribuiti alle province, in relazione all’istruzione secondaria superiore e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti:
a. l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti diprogrammazione;
b. la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche ;
c. i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap e in situazione di svantaggio;
d. il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, d’intesa con le istituzioni scolastiche;
e. la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti;
f. le iniziative e le attività di promozione relative all’ambito delle funzioni conferite;
g. la costituzione, i controllo e la vigilanza, ivi compreso lo scioglimento, sugli organi collegiali scolastici a livello territoriale.
I Comuni. Anche in collaborazione con le comunità montane e le province, ciascuno in relazione ai gradi di istruzione di propria competenza, esercitano, anche d’intesa con le istituzioni scolastiche, iniziative relative a:
a. educazione degli adulti;
b. interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
c. azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;
d. azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola;
e. interventi perequativi;
f. interventi integrati di prevenzione alla dispersione scolastica e di educazione alla salute.


2^ parte: Alcune proposte concrete

Finalità delle azioni politiche in ambito formativo

Finalità generale dell’azione di governo è lo sviluppo delle potenzialità di ogni cittadino e l’integrazione di ciascuno nel tessuto sociale al fine di realizzare una comunità sociale coesa e solidale. Per questo sono a pieno titolo considerati cittadini di Seriate tutti coloro che, a vari titolo e anche temporaneamente, risiedono sul suo territorio. Ne deriva un’attenzione particolare per l’inserimento e l’integrazione dei cittadini stranieri, dei diversamente abili, di tutti coloro che, per cause soggettive o sociali, si trovano in situazione di svantaggio.
La formazione dei cittadini è lo strumento che consente di raggiungere tali finalità; essa riguarda tutte le età della loro vita e, perciò, è considerata non come semplice capitolo di spesa ma come investimento. Per questo Il comune si assume l’incarico di:
1. fornire i servizi necessari a qualificare l’organizzazione scolastica
2. qualificare le strutture scolastiche e culturali
3. promuovere attività culturali e facilitarne la fruizione da parte dei cittadini
4. promuovere il coordinamento di una rete educativa territoriale
5. dar conto della propria azione ai cittadini.

Considerato l’incremento notevole di popolazione nel comune di Seriate conseguente ai nuovi insediamenti abitativi appena completati, in via di completamento, di esecuzione o ancora da effettuarsi, sarà necessaria per la nuova amministrazione un’attenta verifica circa il potenziale attuale o futuro della popolazione scolastica da gestire. Conseguentemente andrà rivista la programmazione ed il dimensionamento della rete scolastica comunale.

Obiettivi dell’azione di governo

- Estendere i servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni gestiti direttamente dal comune qualificandoli dal punto di vista formativo e garantendone l’accesso ai non abbienti. Favorire l’iniziativa privata in tale ambito avendo cura di controllarne l’efficacia.
- Generalizzare la scuola per l’infanzia a costi contenuti per le famiglie con servizi di custodia qualificata sul piano educativo anche in orari extrascolastici allo scopo di dare un aiuto concreto ai genitori lavoratori.
- Combattere la dispersione scolastica (anche oltre la scuola dell’obbligo) fornendo alle scuole interventi di supporto psicologico, di orientamento scolastico e professionale, di sostegno all’apprendimento, di educazione alla genitorialità.
- Promuovere un incremento considerevole di studenti (italiani e stranieri) in possesso di adeguate capacità di lettura e di conoscenze matematiche e scientifiche al termine della scuola dell’obbligo, finalizzando a tale scopo il finanziamento di progetti alle scuole.
- Promuovere l’incremento di giovani che proseguono gli studi dopo la scuola dell’obbligo, facendo in modo che si raggiunga con gradualità l’obiettivo di portare all’80% la popolazione adulta che abbia compiuto l’istruzione superiore. A tale scopo andranno realizzati interventi di sostegno economico e di servizi integrativi per l’effettivo esercizio del diritto allo studio.
- Favorite l’accesso e la fruibilità da parte della popolazione attiva di interventi di formazione, qualificazione, riconversione professionale (con particolare attenzione ai giovani in cerca di prima occupazione ed agli adulti cassintegrati, disoccupati o in cerca di altra occupazione).
- Promuovere iniziative di elevato spessore culturale nell’espressione artistica, letteraria, musicale, teatrale, nella ricerca scientifica, tecnologica ed ambientale, accompagnate da adeguati interventi formativi per la loro fruizione.
- Sostenere l’iniziativa di singoli cittadini o gruppi associati per la promozione di iniziative in ambito culturale o professionale utili allo sviluppo della comunità.

Strategie e principi gestionali

- Riconoscere nella scuola statale e nella scuola paritaria la medesima titolarità dell’offerta formativa pubblica, dando alle famiglie la più ampia possibilità di esercitare il diritto alla scelta educativa e garantendo a tutti gli studenti le stesse opportunità formative.
- Nell’erogazione dei servizi verrà data priorità alla “domanda” degli utenti; studenti e genitori non sono clienti, ma soggetti che esprimono un bisogno a cui vanno fornite risposte adeguate. A tale scopo andranno coinvolti adeguatamente gli Organi collegiali scolastici.
- Verranno organizzati efficienti servizi di mensa, trasporto (con mezzi o a piedi), pulizia e igiene, custodia ed accompagnamento degli alunni adeguati ai rispettivi livelli di età, qualificati sul piano educativo e a costi accessibili per le famiglie.
- Tali servizi vanno forniti direttamente alle scuole statali e indirettamente alle scuole paritarie sotto forma di contributi vincolati alla verifica dei loro standard.
- Le strutture scolastiche (edifici e spazi aperti) dovranno rispondere a standard qualitativi di sicurezza, confort abitativo, integrazione con il territorio ed essere adeguate ai più moderni bisogni di insegnamento/apprendimento: spazi idonei per attività di comunicazione linguistica, laboratorio informatico, artistico, multimediale e di operatività manuale, attività sportiva, fisica e ludica.
- Accanto alle strutture scolastiche, vanno ripensati in chiave formativa anche gli spazi della città per fare posto all’educazione civica, ambientale, artistica, fisica e sportiva, al recupero della storia e dell’identità locale: percorsi pedonali e ciclabili, i parchi, il fiume, gli edifici pubblici quelli privati di particolare pregio, gli insediamenti e i segni della storia.
- Va data piena legittimità al “principio di sussidiarietà”, creando le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, partiti) di agire liberamente senza sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. Particolare attenzione e sostegno sarà dato a quelle di loro che daranno risposte qualificate ai bisogni formativi.
- Verrà stimolata la messa in rete sul territorio delle istituzioni scolastiche, delle associazioni culturali, delle agenzie formative, del mondo del lavoro per identificare i bisogni di formazione e ottimizzare le risorse verso progetti integrati di arricchimento culturale, formazione professionale e orientamento al lavoro.
- Attraverso l’impiego del bilancio sociale l’amministrazione comunale darà conto della propria azione ai diversi interlocutori (cittadini singoli e associati), costruendo con essi un rapporto fiduciario e di dialogo permanente.

(contributo di Grazia Lodigiani)

1 commenti:

BeBo ha detto...

Se Trezzo sull’adda che ha 12mila abitanti ha stanziato per il 2009 513.000 euro per le iniziative didattiche , sostegno allo studio e infrastrutture e manutenzione , Seriate che di abitanti ne ha il doppio ed è un comune virtuoso dovrebbe stanziarne almeno 1.000.000 di euro. A Trezzo sono stati stanziati 120 mila euro in favore di due scuole materne parificate paritarie, 273 mila euro per la manutenzione degli edifici scolastici e 60 mila per i pannelli fotovoltaici sul tetto della materna comunale. I paesi del fiume Adda bagnano il naso a quelli del fiume Serio!