Il 15 e 16 febbraio in Sardegna ci saranno le elezioni regionali anticipate. In campo ci sono Renato Soru, presidente uscente del Pd e Silvio Berlusconi (in realtà Ugo Cappellacci, ma in veste evidentemente di “fantoccio” ) . Sul palco di questo teatro della politica italiana recitano due principi blasonati dell’economia e della politica. Entrambi hanno attraversato sconfitte e vittorie, entrambi sempre col piede sulla linea di partenza.
La presenza degli imprenditori in politica non è anomala per chi vive di tv e alla giornata, per chi non interroga internet . Ma se confrontiamo questo fenomeno con il passato vediamo che qualcosa di anomalo è davvero avvenuto nel giro di questi ultimi 10 anni circa. I presidenti della regione Sardegna non erano affatto imprenditori: Paolo Dettori era professore di lettere, Giuseppe Brotzu fu medico, Mauro Pili faceva il giornalista, Antonello Cabras era ingegnere e insegnate, mentre molti altri come Mario Melis, Pietro Soddu, Angelo Rojch, Giovanni del Rio, Antonio Giagu De Martini, Salvator Angelo Spano, Lucio Gustavo Abis, hanno dedicato fin da giovanissimi la loro esistenza alla politica .
Oggi la politica non attira e non attiva più …e non solo i giovani! Sembra quasi che la gente voglia solo “amministratori unici”, anzi … è proprio così, è la post-politica. La democrazia è in affanno, il popolo è smarrito, la strada difficile , ma si preferisce stare davanti alle tivù (ormai tutte sue … “meno male che Silvio c’è” era un motivetto da campagna elettorale) piuttosto che intraprendere la traversata nel deserto. Coraggio Soru, ci vuole tanta pazienza e una lunga barba per diventare il nuovo Mosé.
3 commenti:
L'unico accostamento che vedo è la comune provenienza dal mondo imprenditoriale (sebbene quella del Silvio nazionale abbia molti lati oscuri nella sua genesi). Per il resto Soru è, a livello intellettuale e morale, di un altro pianeta. Ha congelato i propri beni in un blind trust sebbene i regolamenti vigenti non lo costringessero a farlo. Non ha esitato a dare le dimissioni e lasciare la poltrona appena la sua maggioranza non gli ha permesso di portare avanti il programma proposto agli elettori. Si è messo a disposizione della giustizia in un processo che riguarda una sua società. Tutto il contrario del ns. piccolo (non solo di statura) premier. Soru mi pare una grande risorsa anche per il PD a livello nazionale...
Sì, in effetti non c'è paragone sulla levatura morale e amministrativa di Soru rispetto a quello di “Lord Berluska Voldemort” . Per effetto della “blind trust” tutti i capitali di Tiscali e del giornale L'Unità dal dicembre del 2008 sono nelle mani di Gabriele Racugno, docente di Diritto commerciale all’Università di Cagliari. Il “blind trust” separa completamente un soggetto dal proprio patrimonio, al fine di evitare il conflitto di interessi. Gli attacchi di LBV contro Soru fatti ieri su presunti fallimenti e capacità di arcano incantatore sono attacchi di invidia per quelle qualità che il “caimano” non potrà mai avere perché poco televisive. Nonostante il linguaggio si ripeta e gli slogan siano sempre gli stessi, mi sono sempre chiesto come mai non si verifichi, dopo così tanto tempo di tiritere beluskoniane, quel fenomeno che va sotto il nome di assuefazione? Il “corpo” , ossia la società italiana, avrebbe dovuto acquisire insensibilità verso così tanta “droga mediatica”, vomitarla per sempre, cominciare a crescere, iniziare una maturazione graduale della nostra società. Qui al nord la situazione è talmente grave che anche i cosiddetti indipendentisti si prostrano a questa totale dipendenza. Spero che almeno i sardi, nelle vicine elezioni regionali, trovino lo slancio con Soru per salvarsi .
Condivido in toto le due analisi...
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